Un’esperienza meravigliosa che unisce sapori, territorio e astronomia. La Luna e il Ciabot: la cena in vigna nel Roero organizzata da Cristina Sorice di Tour Divini si arricchisce grazie alla spaziale collaborazione con L’Osservatorio astrofisico di Torino.

Sarai accolto dalle 18.00 presso la cantina Ponchione a Govone, con aperitivo di benvenuto e visita alle sale di invecchiamento della cantina
Raggiungerai il Bricco degli Albazzi con una breve e piacevole passeggiata nel verde delle colline roerine patrimonio Unesco.
In cima al Bricco coltivato a nebbioli e barbere, immerso nei filari potrai ammirare la spettacolare vista sulle vigne e sul castello Savoia di Govone, patrimonio Unesco.
I tavoli della cena sono posti lungo i filari e sarai servito sotto le stelle.
La cena inizierà alle 20:00 e quando il vino sarà finito, si fermerà la musica, saluterai la luna e le stelle e rientrai a piedi camminando tra i filari.
Non dimenticare una felpa o uno scialle per l’aria fresca della sera, ed indossa scarpe comode per camminare in vigna.
Sarà presente per tutta la serata  l’Osservatorio astrofisico di Torino, uno dei più importanti istituti di ricerca del capoluogo piemontese e nella serata i partecipanti potranno effettuare osservazioni degli astri al telescopio in compagnia degli astronomi Daniele Gardiol e Carlo Benna dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Si potranno in particolare ammirare Venere in prima serata, e poi, Giove, Saturno, e sistemi doppi come Albireo o la coppia Mizar-Alcor.

Osservazione degli astri per tutti gli ospiti

Nella serata i partecipanti potranno effettuare osservazioni degli astri al telescopio in compagnia degli astronomi Daniele Gardiol e Carlo Benna dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Si potranno in particolare ammirare Venere in prima serata, e poi, Giove, Saturno, e sistemi doppi come Albireo o la coppia Mizar-Alcor

Daniele Gardiol è Primo Tecnologo presso l’Istituto Nazionale di AstrofisicaOsservatorio Astrofisico di Torino.

Dopo la laurea in Fisica si dedica principalmente alla progettazione e costruzione di strumentazione astronomica. Ha fatto parte del gruppo di commissioning del Telescopio Nazionale Galileo alle isole Canarie ed è stato responsabile del modello di strumento della missione astrometrica Gaia dell’ESA che è operativa da oltre sette anni.
E’ Coordinatore Nazionale del progetto PRISMA (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera), una rete di telecamere per il monitoraggio sistematico delle “stelle cadenti” brillanti con l’obiettivo di determinarne la traiettoria e poter recuperare eventuali residui di corpi cosmici (meteoriti). La rete ha ottenuto un primo grande successo nel gennaio 2020 con il recupero, per la prima volta in Italia, di una meteorite, nel territorio del comune di Cavezzo (MO). Nel (poco) tempo che gli avanza cerca di comunicare al pubblico e agli studenti delle scuole italiane la sua passione per l’astronomia.

Carlo Benna – Laurea in Fisica; nato 14.05.1962, luogo di nascita Torino;

1992/94 “Visiting Scientist” presso l’Harvard-Smithsonian Astrophysical Observatory, Cambridge, MA, USA, per attività di ricerca legate al satellite SOHo/UVCS;
1996/97 Incarico di ricerca dello Smithsonian Institution presso il centro spaziale della NASA Goddard Space Flight Center, Greenbelt, MD, USA, per la partecipazione alle “Mission Operations” del satellite SOHo;
dal 1997 assunto presso l’INAF/Osservatorio Astrofisico di Torino nel campo della ricerca in fisica solare, dal 2004 è Ricercatore Astronomo Confermato partecipando a numerosi progetti scientifici nazionali ed internazionali;
dal 2000 collabora stabilmente alle attività di didattica e divulgazione dell’Osservatorio nelle numerose attività: partecipazione a progetti scientifici/didattici, Notte Europea dei Ricercatori, visite osservative guidate presso la sede dell’ente, manifestazioni osservative sul territorio, interventi, lezioni e conferenze didattiche presso istituti, enti, associazioni, scuole, università;
e’ autore di numerosi articoli scientifici su stampa specialistica.

L’Osservatorio astrofisico di Torino è uno dei più importanti istituti di ricerca del capoluogo piemontese e ha una storia che risale alla metà del XVIII secolo.

La tradizione fa risalire la sua fondazione al 1759 e alle ricerche per la misurazione dell’arco di meridiano di Torino fatte da Giovanni Battista Beccaria.  Il re fece restaurare a sue spese una torretta collocata sui tetti di un palazzo della centralissima Via Po dove Beccaria sistemò i suoi  strumenti. La prima vera Specola fu costruita 30 anni dopo sul palazzo dell’Accademia delle Scienze e qui rimase fino al 1822, quando Giovanni Plana potè terminare la costruzione del nuovo osservatorio sulla torre ovest di Palazzo Madama.

 

Lo spostamento a Pino Torinese, a circa 15 km di distanza da Torino, risale alla fine del 1912, a causa del crescente inquinamento luminoso della città, ed è legato al nome di Giovanni Boccardi, che subentrò nella direzione nel 1903.
Oggi l‘Osservatorio astrofisico di Torino è una delle strutture dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Ente pubblico di Ricerca che promuove, realizza e coordina attività di ricerca nei campi dell’astronomia e dell’astrofisica.

Le date in programma:

  • SABATO 4 SETTEMBRE – SOLD OUT!!
  • VENERDI’ 3 SETTEMBRE – POCHI POSTI RIMASTI
  • SABATO 11 SETTEMBRE – NUOVA DATA
  • VENERDI’ 10 SETTEMBRE – NUOVA DATA

La Luna e il Ciabot

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