Finalmente arriva il tuo compleanno (30 anni), pensi che debba essere festeggiato alla grande e allora cominci a pensare

vorrei andare a vedere lavanda in Provenza, oppure un bel safari in Africa…ma si dai cominciamo facendo una bella festa

Poi arriva il Covid e tutti i tuoi progetti diventano un lontano ricordo.
Per questo, per il mio compleanno, non avevo grandi aspettative ma sbagliavo a sottovalutare il Piemonte e l’immaginazione di Mattia.
Il giorno prima, ignara che sarebbe stato un compleanno bellissimo, mi preparai seguendo le semplici indicazioni che Mattia mi aveva lasciato sul tavolo da pranzo.
Su di un foglietto aveva scritto

prepara uno zaino con un cambio sportivo e uno elegante, DOMANI SI PARTE!

Che vuole dire tutto e niente, ma conoscendolo immaginavo di passare la notte in riva ad un fiume con il nostro furgone camperizzato.
Così il giorno dopo, ovvero quello del mio compleanno, partimmo.
Aveva organizzato un programma con più tappe e già la prima fu totalmente inaspettata.
Incredibilmente ruiscii a fare un safari.
Scoprii, infatti, che nei pressi di Arona esiste un parco che ti permette, con la macchina, di passare attraverso aree con tantissimi animali, africani e non, lasciati liberi in natura.
Gli animali sono liberi di girare e muoversi rispettivamente nelle loro apposite aree, non ci si può avvicinare molto né scendere dalla macchina per sicurezza, ma l’esperienza è stata molto particolare e intensa.
Il parco prevedeva anche una zona adibita alle giostre che però, causa Covid, erano chiuse, per cui, dopo il nostro safari, eravamo pronti per dirigerci verso la nostra sistemazione notturna.
Mattia guidava e più andavamo avanti più le strade si facevano strette e desolate, mi chiedevo dove mi stesse portando, l’idea che si fermasse in mezzo ad un bosco e tirasse fuori il sacco a pelo era sempre più concreta.

Poi ad un certo punto ci fermiamo davanti ad un cancello di una casa, un Relais.
Subito il proprietario ci accoglie calorosamente e mi chiede

sei pronta per il tuo regalo di compleanno?

La cosa cominciava ad emozionarmi e cominciavo a non stare più nella pelle, così dopo un tour della struttura ci accompagna al nostro “alloggio”.
Oltre una siepe, si mostra dinanzi a noi una BOLLA!
Una bolla tutta trasparente dotata di tutti i confort, con salottino, letto a baldacchino e bagno, era la nostra stanza per la notte, Volevo piangere, era MERAVIGLIOSA!

Era una delle tante esperienze che volevo provare una volta nella vita, infatti, ero sicurissima di averne parlato con Mattia ma di sfuggita una volta e lui, incredibilmente, se l’era ricordato.
Cenammo in un ristorante sul lungolago di Arona, molto romantico ma la verità era che non vedevo l’ora di tornare alla bolla e godermela.
Dormire in una bolla è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.
Addormentarsi sotto il cielo stellato, vedere le lucciole che vagano intorno a te con la luna che illumina tutto, sembrava tirato fuori da una favola.
Ho cercato di stare sveglia il più possibile per godermi il momento, appena accennavo ad addormentarmi, riaprivo subito gli occhi per vedere ancora una volta le stelle.

E’ stato molto romantico e molto particolare.

Ma non era finita qui, al mattino, dopo esserci svegliati con l’arrivo della luce, ci siamo preparati vestendoci in tenuta sportiva e, sempre sotto indicazione di Mattia, siamo partiti alla volta delle montagne biellesi.
Aveva organizzato una giornata piena con un trekking sul monte Bonom (1877m) che aveva come partenza la località del Bocchetto del Sessera.
Le montagne biellesi sono state una scoperta!
Camminate non troppo difficili, punti panoramici meravigliosi e cespugli di rododendro qua e là che davano quel tocco di colore che rendeva tutto armonioso.
Qui possiamo dire di aver camminato in mezzo alle nuvole, arrivati in cima c’era talmente tanta nebbia che a stento vedevamo dove mettevamo i piedi ma siamo comunque riusciti a terminare il giro e ad arrivare alla destinazione tanto agognata, il pranzo!
Dopo una fatica in montagna, una bella polenta in un rifugio è ciò che corona l’esperienza.
Per cui ci godemmo polenta, affettati e vino con immensa gioia.
Nel pomeriggio, proseguendo con l’itinerario, mi portò all’ Oasi Zegna, un percorso immerso tra i rododendri, un posto molto suggestivo, peccato non averlo visto in fiore, sicuramente da tornare per vederlo nel suo massimo splendore con fiori e colori.
Infine, o almeno così credevo, Mattia mi portò al santuario di Oropa, uno dei luoghi di maggior culto della religione cristiana e di meravigliosa architettura.
Purtroppo si mise a piovere ma già così si poteva ammirare in tutta la sua bellezza, sicuramente torneremo per visitarlo al suo interno e per godercelo al sole con tutte le camminate che si trovano intorno.
Al ritorno Mattia mi organizzò anche una bella festa a sorpresa con tutti i nostri amici.
Insomma un compleanno così non me lo sarei mai aspettata, un weekend magico, intenso, PERFETTO!
Di nuovo, durante questa esperienza, ci siamo resi conto di quante belle opportunità abbia il Piemonte e come sempre quanto poco uno la prenda in considerazione.

In realtà è una regione piena di sorprese!

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