Il 6 luglio 2022 il sottosegretario alla Cultura piemontese Lucia Borgonzoni ha siglato il protocollo per la candidatura della Via Francigena a Patrimonio UNESCO, insieme ai rappresentanti delle regioni Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.

L’importante documento segna un significativo passo avanti verso il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità UNESCO della Via Francigena, il cui tratto piemontese comprende 650 chilometri di strade e sentieri, quattro parchi naturali e i territori di 107 comuni, suddivisi tra le province di Torino, Vercelli, Biella, Asti e Alessandria.

Poco meno di un mese fa, la regione Piemonte ha vinto il bando ministeriale da 1,6 milioni di euro per il progetto Via Francigena For All, che si propone di migliorare il tratto piemontese, attraverso la riqualificazione di strutture e percorsi, con particolare attenzione all’accessibilità per le persone diversamente abili.

La Via Francigena: un importante percorso storico, artistico e culturale

In epoca medievale la Via Francigena era l’itinerario più utilizzato dai pellegrini di tutta Europa per raggiungere la Pianura Padana e Roma.

A differenza delle antiche vie romane, il cui percorso è ben definito e riconoscibile ancora oggi, la Via Francigena è costituita da un grande reticolo di itinerari, sentieri e percorsi che convergono in punti di passaggio obbligatori.

Il suo tracciato è cambiato molto spesso nel corso dei secoli, influenzato dalle condizioni politiche, economiche, sociali, climatiche e ambientali, oltre ad essere stato per lungo tempo un importante collegamento per gli scambi commerciali e una via d’accesso strategica per scopi militari.

Ciò che davvero contraddistingue il sistema viario della Via Francigena, rispetto ad altri cammini, è di essere sempre stato un importante mezzo con cui le culture e le tradizioni hanno potuto diffondersi, valicando le Alpi e sviluppando ricchezza, benessere, arte e civiltà.

Il percorso italiano candidato a diventare Patrimonio UNESCO comprende l’intera rete della Via Francigena, a partire dal valico alpino del Gran San Bernardo fino a Roma, per un totale di 1200 chilometri, su cui sorgono città, borghi e insediamenti rurali, ma anche monumenti d’interesse storico e religioso, strutture ricettive e per l’ospitalità, punti di sosta e aree attrezzate, oltre a manufatti e infrastrutture stradali come ponti, guadi e porti.

Perché la Via Francigena è candidata a diventare Patrimonio UNESCO

La Via Francigena in Italia è stata definita un vero “documento-monumento” per le sue originali caratteristiche, che mescolano itinerari culturali, profondamente legati al territorio, con beni artistici e architettonici di grandissimo pregio e interesse.

Questo patrimonio, fatto anche di innovazioni tecnologiche, esperienze artistiche e beni immateriali, ha svolto un ruolo fondamentale nella crescita dei territori, non solo dal punto di vista strutturale, ma anche culturale, spirituale e di valorizzazione delle proprie risorse.

La prima motivazione per cui la Via Francigena dovrebbe diventare Patrimonio UNESCO è sicuramente legata al suo importante ruolo nella diffusione della cultura tra il Nord Europa e il Mediterraneo, che ha permesso lo sviluppo di arte, storia e urbanizzazione, ma soprattutto favorito il dialogo interculturale tra diversi paesi e popolazioni.

Secondariamente, i pellegrinaggi d’epoca medievale erano non solo una parte essenziale per la vita spirituale e religiosa, ma soprattutto favorivano la nascita di infrastrutture, necessarie per il passaggio e la sosta dei viandanti, sia di natura religiosa, come chiese, monasteri e pievi, sia civile, come strade, ponti e stazioni di posta. La nascita di queste strutture ha modificato profondamente il paesaggio e ne ha influenzato l’evoluzione nel tempo, cambiando anche lo stile di vita delle popolazioni locali.

In terzo luogo, la Via Francigena è un’eccezionale testimonianza dell’antica tradizione del pellegrinaggio e dei valori ad esso collegati, che ancora oggi persistono.

Infine, la Via Francigena è uno dei percorsi storici meglio conservati e documentati d’Europa. Da un lato, esistono numerosi documenti bibliografici che ne testimoniano l’autenticità, dall’altro lato le normative locali e nazionali hanno permesso di tutelare il patrimonio culturale, materiale e paesaggistico, limitando e regolamentando gli interventi e gli eventuali cambiamenti. Ciò ha permesso di conservare lo spirito originario del pellegrinaggio e le sue funzioni fino ad oggi.

Un percorso molto longevo, davvero unico e perfettamente identificabile, su cui è possibile viaggiare, riconoscendo ogni dettaglio che lo ha plasmato e definito nel corso del tempo.

Quali sono state le fasi per arrivare alla candidatura della Via Francigena

L’iter per la candidatura della Via Francigena a Patrimonio UNESCO è iniziato nel 2010, ma solo nel 2017 ha visto la prima vera fase operativa, con il coinvolgimento diretto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, delle amministrazioni regionali italiane e dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.

Nella primavera del 2018, grazie al lavoro svolto dalle regioni attraversate dal percorso della Via Francigena, è stata presentata un’analisi preliminare del tratto italiano, che ha permesso di accedere alla tentative list nazionale a gennaio 2019.

Tra il 2019 e il 2020 si è conclusa la seconda fase, con la presentazione di uno studio di fattibilità europeo ed è stato possibile proporre la candidatura del tratto italiano, organizzando incontri internazionali, a cui hanno partecipato anche rappresentanti di altri Paesi europei attraversati dall’itinerario.

La firma del protocollo di candidatura è un nuovo importante tassello, che dovrebbe portare al riconoscimento della Via Francigena come Patrimonio UNESCO nel 2025, anno del prossimo Giubileo. A guidare il percorso sarà la Toscana, nominata capofila tra le regioni interessate dal cammino.

Un importante traguardo che porterà crescita e nuove opportunità turistiche a livello nazionale e internazionale, con importanti ricadute anche sul territorio piemontese e sulle economie locali.

Se hai percorso un tratto della Via Francigena piemontese, raccontaci la tua esperienza sui nostri canali social e promuovi le bellezze del nostro meraviglioso territorio.

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