Un progetto di educazione di comunità per ritrovare il contatto con la natura

Viviamo in un momento storico frenetico, dove tutto va di fretta, ed è difficile trovare il tempo per ritrovarsi, fare comunità e dedicare le proprie energie a spazi dimenticati, la cui cura è ormai un lontano ricordo. Inoltre, le famiglie e soprattutto i bambini sono sempre più obbligati a vivere, giocare e passare le giornate in ambienti chiusi, perdendo il contatto con la natura e la possibilità di scoprire le sue tante bellezze.

Il progetto de Il Parco della Lentezza di Savigliano, che si trova in Via Mutuo Soccorso, vuole favorire, attraverso un approccio ludico ed educativo aperto a tutti, il ritorno agli spazi aperti di famiglie e bambini attraverso la condivisione di esperienze, abilità e conoscenze con un cantiere in continuo divenire, a cui tutti possono contribuire con i propri tempi e secondo le proprie possibilità.

Il Parco della Lentezza è stato inaugurato il 18 settembre 2021 con una giornata di gioco e riflessione, a cui hanno partecipato diversi ospiti illustri, tra cui il professor Edoardo Marinelli, ex allievo della Scuola di Barbiana di Don Milani.

Un sogno individuale che è diventato collettivo

Il progetto del Parco della Lentezza è nato durante il lockdown da un’idea di Luisa Colapinto, una delle educatrici che da quasi vent’anni si occupa della ludoteca della città. La mancanza di un vero contatto con la natura da parte di adulti e bambini è stata la ragione principale che ha spinto Luisa Colapinto a trovare uno spazio aperto adatto a far crescere in modo sano, libero e divertente i bambini in un progetto outdoor che si ispirasse il più possibile ai principi montessoriani. In realtà, lo spazio di fronte alla ludoteca era perfetto, ma da tempo giaceva in uno stato di abbandono e aveva bisogno di un completo rilancio.

Con la dovuta lentezza e grazie alla collaborazione con il Consorzio Monviso Solidale, il progetto si è trasformato da un’idea a un piano di lavoro collettivo, a cui hanno preso parte genitori, bambini, insegnanti, educatori ed enti del territorio. Si è partiti da un disegno su un foglio di carta per arrivare a qualcosa di concreto e tangibile, di cui ora può usufruire l’intera comunità.

Gli spazi del Parco della Lentezza a disposizione di tutti

Sin dalle prime fasi, l’intera comunità saviglianese è stata coinvolta nel progetto, ognuno con il proprio piccolo o grande contributo, dalla progettazione al reperimento dei materiali, fino alla realizzazione dei percorsi ludici ed educativi. Il coinvolgimento di genitori, bambini e ragazzi ha valorizzato le competenze di ognuno e rafforzato le relazioni tra generazioni diverse, che si sono trovate a lavorare per un unico importante obiettivo comune.

Inizialmente, sono stati organizzati gruppi di narrazione dove le persone hanno potuto raccontare le proprie idee, i propri bisogni e le necessità. Successivamente, nelle giornate di apertura, si è passati alla realizzazione delle aree di gioco, alla creazione degli spazi da dedicare alle attività educative, come i laboratori creativi, alle aree dove sviluppare i sensi e le proprie capacità esplorative a contatto con la natura come il cerchio dei tronchi e il percorso sensoriale a piedi nudi, e ai percorsi di motricità per sviluppare le abilità motorie. Inoltre, è stato creato un orto sociale, chiamato sOrto, dove è possibile sperimentare la coltivazione di ortaggi ed erbe officinali, insegnando ai bambini la stagionalità e a riconoscere e coltivare le diverse piante.

Per chi vuole godere della natura in totale relax, sono state installate alcune amache e poltrone appese agli alberi, oltre a un armadio per il bookcrossing, il cui scopo è favorire l’esperienza della lettura e della condivisione degli aspetti più culturali.

Un Parco del tutto sostenibile

Per la realizzazione delle strutture del Parco della Lentezza sono stati utilizzati solo materiali naturali e di recupero, che si sono trasformati in strumenti di gioco particolarmente efficaci per sviluppare le capacità creative e di esplorazione individuali e di gruppo.

Ad esempio, dagli scarti di lavorazione di una vicina ditta di serramenti sono stati creati giochi per i bambini, così come sono state costruite delle capanne, utilizzando solamente canne e frasche, tagliate nei dintorni. Alcune aziende e privati hanno anche fornito bancali, vasi e legna, mentre con i sassi del vicino fiume i bambini hanno contribuito alla costruzione di spazi creativi e fantasiosi.

La sensibilità, la generosità e la partecipazione attiva di intere famiglie e cittadini ha permesso al Parco della Lentezza di crescere giorno dopo giorno, garantendo servizi gratuiti a disposizione di tutta la collettività. Oltre a ciò, è stato fondamentale il coinvolgimento di istituzioni pubbliche, enti, cooperative e consorzi, che hanno reso possibile la realizzazione del progetto.

L’educazione montessoriana, il principio guida di tutte le attività del Parco della Lentezza

Secondo Maria Montessori, i bambini devono essere condotti verso la scoperta e l’amore per la vita da un’educazione cosmica, che trasmetta loro una conoscenza della cultura generale attraverso una serie prestabilita di scoperte fino ad arrivare alla comprensione di grandi concetti in diversi ambiti della scienza, dall’astronomia alla geologia, fino alla chimica, alla fisica e alla botanica. Un percorso formativo che genera un vero interesse nel bambino per renderlo un adulto più consapevole, impegnato e attivo all’interno della società.

Il Parco della Lentezza, attraverso il gioco libero nella natura, vuole favorire l’esplorazione del territorio, strutturando le attività il meno possibile e lasciando che siano i bambini e gli adulti ad autoregolarsi, aumentando la propria autostima, fiducia ed empatia in uno spazio comunitario ed educativo dove tutti sono protagonisti e portatori di bellezza e responsabilità nei confronti degli spazi pubblici.

Un ulteriore scopo del Parco della Lentezza è promuovere la valorizzazione di spazi verdi un po’ più periferici, abbandonati e poco sfruttati, per renderli luoghi fruibili da tutta la comunità attraverso l’impegno e la cura di ogni singolo cittadino.

Il Parco della Lentezza, il cui nome in realtà è ancora provvisorio, perché verrà deciso collettivamente dai partecipanti al progetto e dalla comunità saviglianese, è un esempio virtuoso di come da un’idea di una singola persona possa nascere qualcosa di bello, utile e interessante per un’intera comunità.

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