L’Uovo di Pasqua di cioccolato è una delle tradizioni più amate da grandi e piccini, ma pochi sanno che questa usanza è nata proprio a Torino all’inizio del secolo scorso, grazie alla maestria dei mastri cioccolatieri della città e della corte sabauda. In realtà, la tradizione di scambiarsi le uova nel periodo primaverile ha un’origine millenaria. Infatti, da sempre l’uovo rappresenta la vita che rinasce e veniva donato come augurio di prosperità e abbondanza già nelle civiltà più antiche.

Una tradizione antichissima

La tradizione di preparare e decorare le uova di gallina ha un’origine pagana e risale a molto prima dell’avvento del Cristianesimo. Sembra infatti che già gli Antichi Persiani usassero scambiarsi le uova di gallina nel periodo primaverile, come augurio e simbolo della vita che si rinnova. Inoltre, in alcune tombe dell’antico Egitto sono state ritrovate delle uova decorate, perché gli Egizi consideravano l’uovo come una rappresentazione dei quattro elementi dell’Universo e della vita stessa.

Il Cristianesimo adottò queste antiche consuetudini, associando la simbologia dell’uovo alla risurrezione di Cristo dal sepolcro. Apparentemente l’uovo è simile a un sasso e ricorda il masso che ricopriva il Santo Sepolcro, ma all’interno custodisce la vita che rinasce, ovvero la rivincita del Figlio di Dio sulla morte.

Nel Medioevo, in Germania, si sviluppò la tradizione di regalare uova decorate durante le festività pasquali. In questo periodo, gli artigiani iniziarono a creare uova con diversi materiali, che ricoprivano con metalli preziosi e gemme per essere scambiate come dono beneaugurale tra le più importanti famiglie nobili d’Europa.

Nascono le prime uova di cioccolato

Nel Settecento, alla corte del Re Luigi XIV, comparvero le prime uova di cioccolato, ma sembra che questi primi tentativi non ebbero molto successo presso la corte francese.

L’idea di preparare golose uova di cioccolato continuò comunque a circolare tra le nobili corti europee e arrivò fino a Torino, dove già da tempo la cioccolata era molto presente sulle tavole più aristocratiche. La tradizione torinese nacque nella piccola bottega della vedova Giambone in via Roma, la quale iniziò a sperimentare una nuova tecnica, riempiendo di cioccolato liquido i gusci vuoti delle uova di gallina. La proprietaria espose le sue creazioni nella vetrina della sua pasticceria e la novità riscosse subito un notevole successo.

La sorpresa arrivò successivamente e si ritiene che ebbe un’origine molto nobile. Verso la fine dell’Ottocento, lo zar Alessandro III commissionò al famoso orafo Peter Carl Fabergé di creare un uovo particolarmente ricco e prezioso da donare alla consorte durante le festività pasquali. Il primo uovo Fabergè era in platino smaltato e al suo interno ne conteneva un altro d’oro massiccio, il quale racchiudeva due ulteriori doni: una fedele riproduzione della corona imperiale e un piccolo pulcino sempre d’oro. Per 32 anni Fabergè continuò a produrre sempre nuove uova con diverse tecniche, caratteristiche e dimensioni per un totale di 69 esemplari. La maggior parte delle uova è oggi esposta al pubblico in moltissimi musei nel mondo, mentre una piccola parte viene conservata in collezioni private.

Per quanto riguarda le uova di cioccolato, nei secoli successivi si continuarono a sperimentare nuovi metodi per produrle, finché nei primi anni del Novecento, Casa Sartorio brevettò un innovativo macchinario, utilizzato ancora oggi, che permette di diffondere in modo uniforme il cioccolato all’interno degli stampi, utilizzando particolari movimenti di rotazione e rivoluzione. Le forme così realizzate, una volta raffreddate, possono essere facilmente assemblate e decorate a piacimento. Nel 1925, riprendendo l’idea di Fabergè, vennero inserite le prime sorprese nelle uova di cioccolato, in prevalenza piccoli animaletti in pasta di zucchero, ma ben presto vennero sostituiti da doni sempre più preziosi, originali e personalizzati.

Negli anni Settanta, l’imprenditore Michele Ferrero decise che per i bambini doveva essere “Pasqua tutti i giorni”. Con i suoi collaboratori creò l’ovetto Kinder, un uovo di dimensioni ridotte al cui interno si può sempre trovare una piccola e divertente sorpresa. Gli ovetti Kinder sono ormai una realtà affermata a livello mondiale e se ne producono milioni ogni giorno per la felicità di tutti i bambini.

Le uova di cioccolato a Torino

Se state cercando un Uovo di Pasqua del tutto originale, Torino è sicuramente il posto migliore dove trovare creazioni davvero uniche e speciali. In questo periodo, le pasticcerie della capitale del cioccolato sono in piena produzione e si possono trovare uova di tutti i gusti, dal fondente al gianduia, fino ai sapori più delicati, particolari ed esotici.

Per la Pasqua 2022,  il maître chocolatier Guido Castagna ha riproposto il più classico dei dolci pasquali in una veste davvero esclusiva: l’Uovo Decorato Bigiuinott. Si tratta di una vera opera d’arte, realizzata con cioccolato fondente e un’ottima copertura di gianduja. La lavorazione è completamente artigianale e ogni uovo è un pezzo unico e inimitabile.

La cioccolateria Appendino propone invece un uovo fai-da-te, al cui interno si possono trovare le istruzioni per il confezionamento e la decorazione. Si può scegliere di aggiungere una sorpresa personalizzata o utilizzare un sacchetto di cioccolatini già presente nella confezione.

Se invece si cercano gusti più particolari ed esotici, la pasticceria di Iginio Massari ha preparato delle ottime uova ai gusti frutto della passione e lampone, mentre la Pasticceria Pfatisch ripropone le antiche e raffinate decorazioni Fabergè, arricchite con design di pregio e gemme preziose.

Naturalmente queste sono solo alcune delle possibilità offerte dalla grande tradizione cioccolatiera di Torino. Ogni pasticceria avrà sicuramente preparato il proprio Uovo di Pasqua e tra gusti, forme e decorazioni ci sarà davvero l’imbarazzo della scelta.

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