Quando i nostri amici Lisa ed Enrico ci parlarono del “Sentiero della Castagna Granda” e ce lo proposero come possibile meta per una gita fuori porta, fummo subito interessati perché gli alberi hanno su di noi un fascino particolare, specialmente quando si tratta di alberi secolari.

Maurizio ed io adoriamo passeggiare immersi nella natura e anche a Torino ci rechiamo spesso nei parchi per ritemprarci: gli alberi sono sempre oggetto della nostra ammirazione.
Non avevamo mai sentito parlare di questo vetusto Castagno e nemmeno del sentiero che, a Monteu Roero, è stato tracciato per raggiungerlo.
Lisa ed Enrico ci spiegarono che il Castagno in questione ha ben 400 anni e la sua circonferenza supera i 10 metri: un vero gigante!
Decidemmo quindi di andare a conoscerlo “personalmente” e un mattino di Ottobre, un mattino in cui il sole era protagonista e rendeva ancora più appetibile questa gita, partimmo entusiasti verso la meta.

Sul sito dell’Ecomuseo delle Rocche del Roero avevamo potuto documentarci ampiamente e quindi conoscevamo tutti i dettagli.
Da Torino il viaggio non è lungo: vi si arriva in meno di un’ora. Arrivati a Monteu Roero, un paese che domina le colline popolate da preziosi vigneti e tagliate qua e là dagli spettacolari “calanchi” chiamati “Rocche”, abbiamo trovato senza difficoltà il sentiero che ci avrebbe portati alla Castagna Granda.

Il percorso si svolge in parte nel bosco ed è piacevole percorrerlo in autunno, quando il colore del fogliame si fa più caldo, i funghi puntellano la base dei tronchi e l’aria è fresca ed accogliente.
Il terreno era a tratti un po’ fangoso a causa delle piogge recenti, ma noi eravamo ben attrezzati con le nostre calzature da escursione e non avevamo problemi a procedere. Era rilassante quel contatto con la natura, regalava una serenità speciale.

Ci sentivamo in armonia con la Vita, che lì si esprimeva in tutta sincerità.

Arrivati alla radura in cui vive da 400 anni quel Castagno ci siamo sentiti davvero piccoli: alto 12 metri impone la sua presenza maestosa e dopo un
primo sguardo ammirato l’impulso è di sostare sotto le sue ampie e forti fronde.

Se ne trae un’impressione di sicurezza, di protezione.

Altri castagni secolari gli fanno compagnia, un po’ più piccoli, ma non per questo meno imponenti.
Tornati in paese ci dirigemmo verso un ristorante che avevamo già adocchiato all’arrivo, ubicato in una piazzetta che domina le “Rocche”.
Inutile dire che il pranzo fu all’altezza delle nostre aspettative. Gentilezza e cibo ottimo coronarono una gita piacevole ed emozionante. Chiedemmo consiglio per acquistare del vino e proseguimmo quindi verso una Cascina non distante da cui, dopo graditi assaggi, potemmo ripartire per il ritorno a Torino ben equipaggiati.

Luisa Gavazza
Gita effettuata il 28 Ottobre 202

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