Non tutti sanno che il 29 settembre di ogni anno si celebra la “Giornata Nazionale dei Piccoli Musei”, un’iniziativa dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei in collaborazione con le Pro Loco, le Università della Terza Età e i Piccoli comuni.

Tra tutte le Regioni Italiane, il Piemonte è tra le più ricche di piccoli musei, nati per iniziativa di singoli appassionati, comunità locali o associazioni culturali. Sicuramente le piccole strutture museali rappresentano un importante patrimonio per la conservazione della nostra memoria collettiva e sono anche un’interessante dimostrazione dell’ingegno e della creatività dei piemontesi.

Siccome sono tantissimi in tutte le provincie e aree metropolitane, abbiamo selezionato i 10 piccoli musei più interessanti e particolari che si possono visitare in Piemonte.

Il Museo del Rubinetto

Tutti abbiamo in casa i rubinetti e li utilizziamo tutti i giorni, ma avreste mai pensato che potesse esistere un museo a loro dedicato? Ebbene, a San Maurizio d’Opaglio in provincia di Novara esiste il “Museo del Rubinetto e della sua Tecnologia”. Probabilmente non ci facciamo più caso, ma questo oggetto ha completamente rivoluzionato il modo di lavarsi e utilizzare l’acqua, rendendola più fruibile e facilmente accessibile. Si tratta di un percorso nella storia dell’igiene e delle tecnologie che hanno permesso di dominare l’acqua, trasformando molti ambiti della nostra vita quotidiana.

Il Museo Ferroviario

Dal 1978, in Piemonte esiste il “Museo Ferroviario Piemontese”. Dopo essere stato spostato in diverse località sul territorio regionale, negli anni Novanta trova la sua sede definitiva a Savigliano, la cui amministrazione concede gratuitamente un terreno per la costruzione dell’area espositiva. Questa zona ha una lunga tradizione in ambito ferroviario, soprattutto perché qui sorge la più antica fabbrica di treni d’Italia, tuttora attiva. L’area si trova sulla linea Torino-Savona e Saluzzo-Savigliano, per permettere di ricoverare facilmente i treni ormai dismessi dal servizio, ma anche di riportare in attività vecchie carrozze e locomotive, in occasione di eventi o manifestazioni particolari. Il museo è aperto dal 2001 e da allora è stato ulteriormente ampliato con una piattaforma girevole, una stazione ferroviaria dedicata ai treni storici e nuove collezioni di cimeli e modelli, oltre ad un’officina per la manutenzione dei mezzi.

Il Museo dell’Ombrello e del Parasole

L’ombrello e il parasole sono oggetti di uso quotidiano dall’origine antichissima che sfiora quasi il mito. Il parasole veniva già utilizzato dagli antichi Egizi e dalle popolazioni cinesi e indiane di qualche millennio fa, per proteggersi dai cocenti raggi solari. Ovviamente solo pochissimi individui potevano permettersi questo oggetto e sin dagli albori venne associato al potere o addirittura al divino. A Gignese, in provincia del Verbano Cusio Ossola, è possibile ammirare la collezione di ombrelli e parasole raccolta da Igino Ambrosini, figlio di un ombrellaio e ideatore anche del Giardino Alpinia sulle pendici del Mottarone.
Dal 1976 la collezione si trova all’interno di un edificio nei pressi della Chiesa Parrocchiale di Gignese, la cui pianta vista dall’alto ricorda tre ombrelli aperti affiancati. Nelle vetrine sono esposti modelli dai primi anni dell’Ottocento fino ad oggi, i cui materiali spaziano dall’avorio delle impugnature alla seta delle coperture ed è possibile seguire un excursus storico sulla storia dell’ombrello e del parasole dalle origini fino ai tempi più moderni.

L’Ecomuseo Sogno di Luce

Il nome di Alessandro Cruto non è molto conosciuto, ma è grazie a lui se oggi possiamo usare le lampadine in casa. Infatti, questo geniale inventore, vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, è stato il primo a scoprire che con un semplice filamento di carbone era possibile generare la luce, utilizzando l’energia elettrica. Cruto non aveva fatto studi specifici, ma possedeva una grande inventiva e intelligenza, che lo portò a creare il primo filamento a carbone per le lampadine moderne.
Nel 2004, ad Alpignano, è stato inaugurato il primo ecomuseo dedicato alle scoperte di Cruto, cercando di rendergli la notorietà che gli spetta.

L’Ecomuseo dei Chiodaioli

A Mezzenile, in Valle di Lanzo, è possibile visitare il museo all’aperto dedicato ai chiodaioli. Si tratta di un itinerario diffuso sul territorio comunale, dove vengono esposti attrezzi utilizzati nelle antiche fucine e oggetti della vita quotidiana. I visitatori possono così scoprire piccoli laboratori per la produzione di chiodi e di piccoli oggetti in ferro, una scuola dell’inizio del Novecento, elementi dell’architettura tradizionale e le antiche fucine.

Il Museo dei Pels (capelli)

A Elva, in Valle Maira, dal 2006 esiste un museo dedicato ad una professione ormai scomparsa, i raccoglitori di capelli. Gli Elvesi partivano dalle proprie case all’inizio dell’autunno per raggiungere la Lombardia o il Veneto e trovare delle donne disposte a vendere le proprie chiome per pochi soldi. I raccoglitori utilizzavano tra di loro un particolare gergo tramandato di padre in figlio e quando le trecce di capelli scarseggiavano, utilizzavano appositi pettini per raccogliere i capelli delle fanciulle. Una volta terminata la raccolta, i capelli venivano lavati, selezionati e venduti ai grossisti, che li utilizzavano per la produzione di parrucche.
Il museo raccoglie oggetti e testimonianze degli elvesi, e ne celebra la grande inventiva e creatività.

Il Museo del Fungo e delle Scienze Naturali

A Boves, in provincia di Cuneo, grazie alla passione per la nature e i funghi del dottor Mario Strani di Pinerolo, sorge un intero museo dedicato ai funghi. Si tratta di una collezione di più di 3000 riproduzioni di funghi, realizzate a partire da esemplari naturali. Le tecniche adottate per la produzione dei modelli sono frutto della creatività del dottor Strani e sono state perfezionate nel corso del tempo, fino a diventare raffinatissime e precisissime. Ogni fungo è accompagnato da una scheda informativa che lo identifica e ne racconta la storia, la raccolta e le caratteristiche fisiche e chimiche. All’interno del museo, è stata anche creata un’area dedicata alle scienze naturali con animali selvatici imbalsamati, fossili, minerali, conchiglie e una parte riservata alla lavorazione delle fibre esotiche della seta e della ceramica. Inoltre, si possono ammirare un’esposizione riguardante le cave e le fornaci, un plastico del territorio e di una filanda locale.

Il Museo della Magia

Il Museo della Magia di Cherasco è nato dalla passione di Don Silvio Mantelli per il mondo della magia. Nel corso degli anni e in giro per il mondo, egli ha collezionato materiali e oggetti appartenenti ai grandi maghi della storia per farne una collezione interessante, emozionante e molto suggestiva. La struttura è stata ricavata in un vecchio asilo ristrutturato e adeguato all’iniziativa, e tuttora è anche sede di SMILAB, un’associazione che si occupa di progetti di volontariato e solidarietà. L’allestimento del Museo si snoda su quattro sale tematiche molto scenografiche, un teatro e una biblioteca che conserva oltre 18.000 volumi sul tema della magia.

Il percorso museale è un viaggio in cui i visitatori vengono coinvolti attivamente in un contesto dove la sperimentazione e la scoperta tengono costantemente vivi i sensi e le emozioni.

Falseum, ovvero Il Museo del Falso e dell’Inganno

Il falso e l’inganno fanno parte della natura umana dalla notte dei tempi e lo scopo di questo museo è dimostrare come la menzogna sia riuscita a cambiare il corso della storia. La struttura museale si trova a Verrone, in provincia di Biella ed è impostata come una vera palestra dove sviluppare la propria coscienza critica, interrogandosi e ponendo domande, analizzando e costruendo il proprio punto di vista su particolari situazioni. Il museo ha un alto valore scientifico ed è un vero laboratorio in cui poter scoprire le radici più profonde del falso, un viaggio dentro se stessi e all’origine dell’uomo.

Il Museo dell’Arte del Cappello

Il museo si trova a Ghiffa in provincia del Verbano Cusio Ossola ed è una eclettica area espositiva dove il protagonista è l’antico mestiere dei cappellai. L’intera visita si svolge all’interno dell’ex Cappellificio “Panizza”, una vera eccellenza italiana. Si possono ammirare utensili, macchinari, fotografie, video e soprattutto un’ampia collezione di cappelli d’epoca ricavati dal pelo di coniglio. Oltre ai cappelli, è anche possibile ammirare le meravigliose bambole donate dalla Contessa Signorelli, spesso adornate da preziosi cappellini.

 

Ovviamente questa è solamente una piccola selezione dei musei presenti sul territorio piemontese. La nostra Regione è un vero scrigno di bellezza, tradizioni e originalità, ed è facile trovare anche nei più piccoli borghi delle vere meraviglie da ammirare.

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