L’escolzia, un bellissimo fiore dalle proprietà rilassanti

Nella zona di Pancalieri, Casalgrasso e Condove, famose per la coltivazione della menta e altre erbe aromatiche, vi sarà capitato di vedere alcuni campi coltivati con papaveri di colore arancione.  Si tratta di coltivazioni di escolzia, una pianta proveniente dalla California e utilizzata in erboristeria e farmacologia.

L’Escolzia o Eschscholzia Californica o Californian poppy,  è un piccolo papavero, appartenente alle 250 tipologie di Papaveraceae, che cresce spontaneamente nei terreni sassosi e aridi del sud della California e in alcuni stati del Centro e Sud America, come il Messico.
Si tratta di è una pianta erbacea annuale con fusti sottili che si sviluppano in cespugli e raggiungono un’altezza di circa 40-50 cm.
I fiori, singoli e molto eleganti, sono composti da 4 petali il cui colore può variare dal giallo aranciato al rosso.
I semi sono piccolissimi e contenuti in un baccello della lunghezza massima di 5 cm, che ne costituisce il frutto.
La pianta, che può essere coltivata in giardini e terrazze come pianta ornamentale, necessita di un clima soleggiato e va tenuta al riparo dalle gelate invernali in quanto teme molto le basse temperature.

L’escolzia è il fiore nazionale dello Stato della California che, dal 2010, ha istituito il “Californian Poppy Day”, festeggiato il 6 aprile di ogni anno.
L’obiettivo della manifestazione è di diffondere, attraverso le scuole e le istituzioni, informazioni utili su questa pianta e sui fiori selvatici in generale, promuovendo un comportamento responsabile nei confronti delle specie autoctone.

📷 L. Audisio (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Alcuni cenni storici

L’utilizzo di questa pianta risale all’epoca precolombiana, quando le tribù di indigeni ne utilizzavano i petali ed i semi in infusi caldi soprattutto per favorire il sonno dei bambini o come un vero e proprio alimento che veniva bollito o cotto a vapore per essere mangiato come contorno di carni arrostite.
I primi esploratori spagnoli, al loro ritorno in patria, raccontavano di una pianta chiamata “coppa d’oro” che impreziosiva le colline lungo la costa occidentale della California con i suoi vivaci petali arancioni.
Nel XIX secolo venne introdotta in Europa come pianta ornamentale, molto apprezzata per il colore vivace dei suoi fiori e per la facilità con cui può essere coltivata.

Il suo nome risale al 1820, quando il naturalista russo Adelbert von Chamisso visitò San Francisco e fu il primo a descrivere a livello botanico il papavero della California, scegliendo di dare alla pianta lo stesso nome del suo amico e capo della spedizione scientifica Johann Friedrich Eschscholtz.

📷 A. Viaggi (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Utilizzi e proprietà

Il papavero della California è un rimedio naturale che può aiutare l’organismo a rilassarsi e ad allentare le tensioni quotidiane favorendo il sonno.

Nei fiori dell’escolzia sono presenti i flavonoidi, con proprietà antiossidanti, ed i carotenoidi, a cui si deve il caratteristico colore arancione intenso di questi papaveri.

L’escolzia favorisce il rilassamento nei casi di stress quotidiano e quando si ha difficoltà nella fase di addormentamento che solitamente precede il sonno profondo, in cui avviene il picco di sintesi della melatonina, l’ormone del sonno. Inoltre,  aiuta a contrastare i fastidiosi risvegli notturni tipici dell’età avanzata, quando la sintesi della melatonina tende a diminuire fisiologicamente.

Il suo consumo viene anche raccomandato nei periodi di forte stress, come ansiolitico e calmante.
Infatti, le sue proprietà sedative agiscono positivamente sui disturbi di natura psicosomatica come mal di testa da stress, dolori gastrointestinali, asma, tosse spasmodica, ansia, depressione e crampi notturni scatenati dalle tensioni accumulate durante la giornata.

Gli alcaloidi, presenti nell’escolzia, agiscono anche sull’attività cardiaca, abbassando la pressione sanguigna con un conseguente rilassamento delle tensioni muscolari, per questo può essere usata anche come antispasmodico per combattere disturbi come il mal di schiena, la sciatica, le nevralgie, l’emicrania di origine nervosa, in casi di disautonomia (o distonia) degenerativa o di palpitazioni e pressione alta dovuta a forte e persistente agitazione.

L’attività spasmolitica è utile come coadiuvante in caso di spasmi intestinali di origine nervosa, sindrome del colon irritabile, dolore alla colecisti e coliche, gastrite e colite spastica.

A questa pianta vengono attribuite anche azioni benefiche sui disturbi della vescica, come in caso di vescica iperattiva o incontinenza notturna dei bambini (enuresi notturna) ma anche proprietà antibiotiche, antifungine e disinfettanti.

L’azione dell’escolzia può essere associata a quella di altre piante dalle proprietà rilassanti e lenitive come la valeriana, la melissa e la camomilla, mentre per contrastare lo stress e il nervosismo è preferibile utilizzarla in sinergia con la passiflora e il biancospino.

📷 A. Viaggi (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Alcune controindicazioni

I preparati a base di escolzia sono controindicati nelle donne in gravidanza, in particolare nei primi mesi, durante l’allattamento e nei bambini di età inferiore a 12 anni.
Il suo utilizzo viene inoltre sconsigliato in caso di malattie cardiocircolatorie come l’ipotensione o la brachicardia, in quanto può abbassare eccessivamente i livelli pressori oppure nel caso si stiano assumendo psicofarmaci, farmaci ipotensivi o cardioattivi, sedativi o tranquillanti, perché potrebbe interferire con l’azione dei medicinali, potenziandone gli effetti collaterali.

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