Il 1 ottobre 2024, segna l’inizio ufficiale della cerca del tartufo bianco in Piemonte, una tradizione che richiama ogni anno appassionati da tutto il mondo. La regione piemontese è nota per la sua eccellenza nella raccolta del pregiato Tuber magnatum Pico, meglio conosciuto come tartufo bianco d’Alba, un vero e proprio gioiello gastronomico.

Un’arte antica: la cerca del tartufo

La raccolta dei tartufi è una pratica antica e affascinante, tramandata di generazione in generazione. I trifolao (cercatori di tartufi), spesso accompagnati dai loro fedeli cani addestrati, si avventurano nei boschi in cerca di questi preziosi funghi ipogei. La cerca si svolge prevalentemente nelle ore notturne o alle prime luci dell’alba, quando le condizioni sono ottimali per scovare i tartufi sotto la superficie della terra.

Grazie alla loro sensibilità olfattiva, i cani sono in grado di individuare il tartufo che si forma tra le radici di querce, pioppi e noccioli. La raccolta è un’arte che richiede pazienza, conoscenza del territorio e rispetto per l’ambiente naturale, poiché i tartufi crescono in simbiosi con le radici degli alberi e il loro prelievo deve essere effettuato con cura.



La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba

Nel mese di Ottobre inizia anche la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, che si svolge ogni autunno e attrae migliaia di visitatori da tutto il mondo. Dal 12 ottobre fino all 8 dicembre, la città di Alba diventa il cuore pulsante di eventi, degustazioni e mostre mercato dedicate a questo pregiato fungo, offrendo l’opportunità di acquistare tartufi freschi e partecipare a esperienze culinarie d’eccellenza.

La Fiera non è solo un’occasione per celebrare il tartufo bianco, ma anche per scoprire le eccellenze enogastronomiche del Piemonte, regione famosa per i suoi vini, formaggi e piatti tradizionali. Tra questi spiccano il Barolo e il Barbaresco, due tra i più prestigiosi vini rossi italiani, perfetti per accompagnare piatti a base di tartufo.

Un impatto economico notevole

Il tartufo bianco non è solo un prodotto gastronomico di lusso, ma rappresenta anche una fonte di ricchezza per il territorio piemontese. La richiesta di tartufi bianchi è altissima, sia in Italia che all’estero, rendendo la stagione di raccolta un periodo di intensa attività per trifolao e commercianti.



La regolamentazione della raccolta

Il calendario per la raccolta del tartufo è strettamente regolamentato dalle autorità regionali per garantire la sostenibilità della specie e la tutela degli ecosistemi. La Regione Piemonte ha infatti aggiornato di recente le norme sulla cerca, introducendo nuove disposizioni per il rispetto dell’ambiente e l’equilibrio naturale delle tartufaie. La raccolta, che inizia oggi, terminerà il 31 gennaio, offrendo un periodo sufficientemente lungo per soddisfare la domanda, senza mettere a rischio la riproduzione del tartufo.

Turismo esperienziale: caccia al tartufo per i visitatori

Negli ultimi anni, la cerca del tartufo è diventata anche un’esperienza turistica molto richiesta. Molti visitatori scelgono di partecipare a battute di caccia al tartufo organizzate da esperti trifolao. Queste escursioni offrono l’opportunità di vivere in prima persona l’emozione della raccolta e di scoprire i segreti di un mestiere antico. Dopo la ricerca, i partecipanti possono gustare i tartufi appena raccolti in abbinamento ai piatti della tradizione piemontese, completando così un’esperienza unica nel cuore delle Langhe, patrimonio UNESCO.

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