Alba, una meraviglia di storia, cultura ed enogastronomia d’eccellenza

Adagiata e circondata dalle splendide colline Patrimonio UNESCO delle Langhe e del Roero, Alba è la capitale storica ed economica di questo territorio. Una città vivace e dal ricco patrimonio storico, artistico, culturale e imprenditoriale.

Si trova in una conca pianeggiante sulla riva destra del fiume Tanaro, circondata dai vigneti delle Langhe e del Roero, da cui nascono vini pregiati apprezzati in tutto il mondo, tartufi e produzioni agricole di altissima qualità, ma è anche conosciuta per i suoi meravigliosi panorami e le sue industrie manufatturiere che spaziano dai prodotti alimentari, al tessile fino alle pavimentazioni sportive, ai giocattoli, agli yacht e all’editoria.

La vivacità e l’ingegno con cui viene gestita la vita economica, civile e culturale della città, in particolare in campo enogastronomico, sono i motivi principali per cui l’UNESCO ha conferito ad Alba il prestigioso riconoscimento di Città Creativa per la Gastronomia nel 2017. Un apprezzamento che valorizza la città e la rende una delle destinazioni turistiche più richieste dai visitatori di ogni parte del mondo.

Alba.. non solo tartufo

📷 M. Ferni (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte) utilizzata anche per cover e featured

Una storia lunga più di 2000 anni

Le prime testimonianze di popolazioni che abbiano abitato il territorio albese risalgono al Neolitico, tra il IV e il III millennio a.C.. Probabilmente si trattava di gruppi stanziali, che vivevano principalmente di caccia, agricoltura e allevamento di bestiame. I villaggi erano formati da un insieme di capanne a pianta circolare, situati nei pressi del Tanaro, sulla sponda sinistra del torrente Cherasca e nella zona di Borgo Piave. Gli abitanti dei villaggi erano particolarmente abili nella lavorazione della ceramica e di una pietra verde, utilizzata soprattutto per produrre utensili e oggetti taglienti.

Nei millenni successivi, nei pressi di Alba si insediarono gli Statielli, un gruppo etnico di origine ligure e celtica, assimilato dai Galli alla fine del V secolo a.C., i quali presumibilmente fondarono Alba in epoca pre-romana. Alcuni studiosi ritengono che il toponimo potrebbe quindi essere di origine ligure e significherebbe “città bianca”.

Con l’editto del console romano Gneo Pompeo Strabone, vissuto tra il 135 e l’87 a.C., la città ottenne l’imprimatur romano e venne battezzata Alba Pompeia, diventando un luogo strategicamente importante dal punto di vista difensivo e commerciale. Vennero costruite diverse strutture urbane, tra cui l’acquedotto e la rete fognaria, che scaricava i reflui direttamente nel fiume Tanaro.

In epoca romana, Alba godeva di una certa autonomia amministrativa con una propria magistratura e alcuni collegi di arti e mestieri, tra cui i fabbri, i centonari, i fabbricanti di stoffe e i dendrogradi, che fornivano il legname per la costruzione delle case e delle navi. La percentuale di popolazione che godeva di buone condizioni economiche era abbastanza elevata ed era dedita anche all’allevamento e all’agricoltura, in particolare per la produzione di vini, già apprezzati per la loro bontà e qualità eccellente.

In epoca medievale, l’abitato venne circondato da mura fortificate, intervallate da numerose torri, per difendere la città dalle invasioni ungaro-saracene. Il tessuto urbano venne ristrutturato e ampliato con la costruzione di monasteri, chiese e ospedali. Tra il 490 e il 640 d.C. la città venne conquistata e saccheggiata più volte, e infine si decise di spostare la sede amministrativa nella vicina Diano d’Alba, perché, per la sua posizione naturale, era più facilmente difendibile dagli attacchi esterni.

La città subì ulteriori incursioni da parte dei Saraceni e alla fine la diocesi venne soppressa e assorbita da quelle di Asti e Savona. La rivalità, soprattutto con la città di Asti, durò diversi secoli e, solo nel 1259, Carlo I d’Angiò riuscì a gestire le controversie tra le famiglie guelfe e ghibelline che si contendevano il dominio sul territorio.

Nella prima metà del Cinquecento, Alba divenne teatro di sanguinosi scontri tra gli eserciti francesi e spagnoli e fu oggetto di saccheggi e devastazioni di monumenti e opere d’arte. A partire dal 1559, con la Pace di Cateau-Cambrésis, questo territorio visse un periodo di relativa pace sotto il dominio dei Gonzaga, ma nel 1613 venne assediata da Carlo Emanuele I di Savoia, che riuscì a conquistarla nel 1628, dopo numerosi scontri armati.

Dopo aver subìto la peste e varie guerre dinastiche, nel Settecento la città visse un periodo fiorente dal punto di vista artistico e culturale con la nascita dell’Accademia filarmonico-letteraria e la costruzione e ristrutturazione di edifici religiosi e di un nuovo ospedale. Verso la fine del secolo, Alba conobbe la Rivoluzione Francese e fu una delle prime città a proclamarsi repubblica. La rivoluzione però portò morte e devastazione su tutto il territorio, costringendo molti cittadini ad abbandonare le proprie case per contrastare i soprusi dell’esercito francese.

Quando il governo tornò in mano sabauda, Carlo Felice di Savoia avviò un intenso progetto di ricostruzione, affidando il compito all’architetto Giorgio Busca, il quale progettò e realizzò alcune importanti strutture come il Teatro Sociale, Palazzo Miroglio, Via Roma e Piazza Savona. Una volta divenuto sindaco, il Busca si circondò di figure influenti della borghesia nascente, dando impulso a numerose forme di Società di Mutuo Soccorso.

Tra i due conflitti mondiali, Alba vide nascere diversi eventi come la Fiera del Tartufo nel 1929 e il Palio degli Asini, in chiaro contrasto con il Palio di Asti.

Per 23 giorni, durante la Seconda Guerra Mondiale, Alba fu la prima repubblica partigiana d’Italia, ottenendo la medaglia d’oro al valor militare. Nel periodo di occupazione tedesca, il maresciallo dei Carabinieri Carlo Ravera, con l’aiuto della moglie e di Beatrice Rizzolio, favorì la fuga di numerose famiglie ebree. Per questo impegno di solidarietà, il 23 gennaio 1975, l’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito al maresciallo, alla moglie e a Beatrice Rivollio l’alta onorificenza dei Giusti tra le Nazioni.

Nel 1948 e nel 1994, Alba è stata colpita da due devastanti esondazioni del fiume Tanaro, che l’hanno purtroppo danneggiata gravemente.

Oggi la città è rifiorita, diventando un centro culturale, turistico, enogastronomico e manifatturiero d’eccellenza, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Alba un luogo da visitare che ti accoglie con il profumo dei tartufi e delle nocciole usate per la nutella che inondano la cittadina….Non dimenticatevi delle enoteche!!!🥂

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Cosa vedere e mangiare, visitando Alba

Alba è una città sempre sorprendente, che vanta innumerevoli interessanti attrazioni: dai luoghi d’arte fino alla più tipica tradizione culinaria e vinicola. Una città dalle mille risorse, tutte da scoprire.

La Cattedrale di San Lorenzo

Una visita ad Alba non può che cominciare dalla splendida Cattedrale di San Lorenzo, uno degli edifici più importanti della città. Venne costruita tra il 1486 e il 1517 per volontà del vescovo Andrea Novelli e nel corso dei secoli è stata più volte ristrutturata. L’ultimo intervento risale al 2009, con la costruzione del nuovo presbiterio. Si tratta di un maestoso edificio in stile gotico, costruito con i caratteristici mattoni rossi, la cui parte interna è suddivisa in tre navate decorate in blu, oro, beige e marrone. Fra le opere più significative, sicuramente è da ammirare la lastra tombale del vescovo Andrea Novelli, realizzata dallo scultore Antonio Carloni.

La Chiesa della Maddalena

Un altro edificio religioso che merita una visita è la Chiesa della Maddalena, eretta nella seconda metà del XVIII secolo. La struttura è in stile barocco piemontese, opera dell’architetto Bernardo Antonio Vittone. La facciata è impreziosita da un portale ligneo su cui sono scolpite tre frecce incrociate, simbolo della Beata Margherita di Savoia. L’interno, in stile barocco, è caratterizzato da otto colonne corinzie che si alternano ad alcune lesene e da una cupola con un lanternino.

La Chiesa di San Domenico

La Chiesa gotica di San Domenico risale al XIII secolo e pare che sia stata utilizzata in epoca napoleonica come stalla per i cavalli. Negli anni Settanta, grazie a imponenti lavori di restauro, l’edificio è stato riportato agli antichi splendori e, nonostante si celebrino ancora riti liturgici, viene utilizzato in prevalenza per mostre, concerti ed eventi culturali.

La Chiesa di Santa Caterina

La Chiesa di Santa Caterina si trova a pochi passi dalla Chiesa di San Domenico, in Piazza Vittorio Veneto, su cui si affacciano anche altri eleganti edifici in stile neoclassico come il Teatro Sociale “Giorgio Busca”. Inizialmente, la chiesa apparteneva al vicino monastero di clausura e venne ufficialmente consacrata nel 1711, quando l’intero complesso fu completamente restaurato. La facciata, in stile barocco, è arricchita da fregi che ricordano il martirio di Santa Caterina e da un grande rosone nella parte che sovrasta il portone d’ingresso. All’interno, è da ammirare la bellissima pala di Sebastiano Taricco, datata 1705, che raffigura il martirio della Santa. Attualmente, nella chiesa si svolgono le funzioni religiose della comunità ortodossa di Alba.

Gita fuori porta ad Alba (CN) in occassione delle giornate FAI d’autunno, con visita della chiesa di Santa Caterina (chiesa consacrata al culto cattolico ma ora destinata al rito ortodosso) e alla vicina cappella del seminario. Simpatico e loquace il reverendo che ci ha illustrato le caratteristiche del rito ortodosso, preparatissima, come sempre, la guida Fai. Il tutto nel rispetto delle norme anti covid.

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La Chiesa di San Giuseppe

La facciata della Chiesa di San Giuseppe è abbastanza discreta, ma l’interno stupisce per le ricche decorazioni in stile barocco. Venne edificata per volere della Confraternita dei Pellegrini e sono assolutamente da ammirare la volta, ornata da un ciclo di affreschi realizzati tra il 1720 e il 1721, la statua lignea di San Giuseppe, l’organo settecentesco fabbricato dai fratelli Concone di Torino e gli scavi archeologici che attraversano l’edificio. All’esterno, è possibile salire sul campanile realizzato in tipici mattoni rossi. La chiesa spesso ospita mostre ed eventi, in particolare nel periodo natalizio con l’esposizione dei presepi.

Il Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale si trova in Piazza Risorgimento, nel pieno centro storico della città. È stato costruito su preesistenti edifici di epoca romana e al suo interno custodisce alcuni affreschi e dipinti di particolare pregio artistico e storico.

Le Torri

Alba è soprannominata la “città delle cento torri” per le numerose torri costruite a scopo difensivo. La maggior parte sono andate distrutte nel corso dei secoli o sono state incorporate negli edifici circostanti. Le tre più importanti, risalenti al XII secolo, si sono fortunatamente conservate e sono ben visibili da Piazza Duomo: la Torre Bonino, la Torre Astesiano e la Torre Sineo.

Alba Sotterranea

Alba è affascinante anche sotto terra e con l’ausilio di un archeologo professionista è possibile scoprire le sue radici storiche più segrete e profonde. Il tour attraversa i sotterranei della città alla scoperta del centro storico più antico: un tempio, un teatro e un foro di epoca romana, un primo fonte battesimale e le basi di torri medievali ormai scomparse. Per maggiori informazioni e prenotazioni, visitare il sito del comune di Alba.

Casa Fenoglio

Tra le varie personalità illustri legate alla vita culturale di Alba, spicca sicuramente la figura di Beppe Fenoglio, celebre testimone della resistenza partigiana e uno tra i maggiori scrittori, traduttori e drammaturghi del Novecento italiano. Ad Alba è possibile visitare la casa dove il grande scrittore ha redatto la maggior parte delle sue opere più famose. All’interno è stato allestito uno spazio che ripercorre la vita dello scrittore, della sua famiglia e del territorio albese attraverso foto, documenti d’epoca e testi tratti dalle sue opere. Nella stessa casa, si trova anche un piano dedicato a Pinot Gallizio, pittore di origini albesi e inventore della pittura industriale. Per informazioni su orari e giorni di apertura è necessario consultare il sito del Centro Studi Beppe Fenoglio.

Il Museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio”

Il Museo civico archeologico e di scienze naturali di Alba venne fondato nel 1897 da Federico Eusebio, allo scopo di raccogliere e custodire diversi reperti provenienti dal territorio albese. Nel 1976, la collezione venne trasferita nell’attuale sede e arricchita con nuove sezioni, riguardanti la storia naturale delle Langhe e del Roero. Il patrimonio del vecchio Museo archeologico è stato ulteriormente ampliato con nuovi reperti provenienti da scavi effettuati negli ultimi trent’anni, che hanno permesso di sviluppare le conoscenze sulla preistoria e sulla dominazione in epoca romana. Il Museo è aperto al pubblico ed è visitabile senza prenotazione dal martedì al venerdì dalle ore 15 alle ore 18 e il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19. Per informazioni e prenotazioni, contattare il numero 0173 292473 o scrivere a [email protected]

Il Teatro Sociale “Giorgio Busca”

Il Teatro Sociale “Giorgio Busca” è uno degli edifici culturali più belli e ricchi di storia di tutta la città. Ogni anno, il teatro ospita una ricca e variegata stagione teatrale con concerti, presentazioni, incontri e convegni. Si tratta di una doppia struttura, costituita da una sala storica ottocentesca a ferro di cavallo e una sala moderna con platea, galleria e un palcoscenico collocato al centro, una costruzione unica in tutta Europa.

Le migliori specialità enogastronomiche da gustare ad Alba

Alba è una delle capitali della gastronomia piemontese e italiana, e il cibo è un elemento imprescindibile durante una visita alla città. Le specialità da assaporare sono tantissime, dai famosi tajarin al burro alla carne cruda all’albese condita con olio, pepe e scaglie di grana, fino al classico vitello tonnato, al flan di verdure e ai ravioli di carne mista. In un tipico pranzo alla piemontese sono immancabili la bagna cauda, il fritto misto e la finanziera, ricetta contadina povera a base di frattaglie, resa nobile dall’arte culinaria dei cuochi sabaudi. Molti di questi piatti vengono arricchiti dal conosciutissimo Tartufo Bianco di Alba, il cui sapore esalta la bontà di molte pietanze della tradizione. E poi ci sono gli immancabili dolci, preparati con le migliori nocciole del Piemonte IGP, tra cui il bunet, la torta di nocciole o la golosa Nutella, ottima sul pane per una gustosa merenda. Ma Alba è anche terra di vini pregiati come il Barolo, il Barbaresco e i classici spumanti.

 

Alba è meravigliosa da visitare in ogni periodo dell’anno, ma i suoi sapori più intensi si esprimono al meglio nelle giornate più fredde con il profumo dei pregiatissimi tartufi e del mosto che si diffonde dalle cantine. Un paradiso d’arte, storia, cultura ed enogastronomia d’eccellenza.

Caratteristiche

  • Interesse storico, artistico e culturale
  • Itinerari a piedi

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