Le Langhe sono un territorio noto a livello internazionale per l’incomparabile bellezza dei suoi paesaggi e la bontà dei suoi vini prestigiosi, ma pochi sanno che, proprio sulle rive del fiume Tanaro si stende una bellissima spiaggia di antichissimi cristalli.
Il tratto di fiume è compreso tra i comuni di Verduno e Pollenzo, in provincia di Cuneo, ed è una chiara testimonianza che, in tempi remotissimi, il Mare Mediterraneo arrivava fino a queste terre. Infatti, in questa distesa fatta di gesso e cristalli, è facile trovare fossili di animali marini, argille, calcari e rocce dall’origine antichissima.

Come si è formata la Spiaggia dei Cristalli

Fino a 5-7 milioni d’anni fa, questa zona delle Langhe era completamente ricoperta dalle acque salmastre del Mar Mediterraneo, come testimoniano le rocce più antiche che si trovano negli strati più in basso, a cui si sono mescolate in modo ciclico argille, fossili e calcari. Questo antico mare doveva essere particolarmente profondo e ricco di vita, ma gli improvvisi cambiamenti climatici, l’innalzamento delle temperature e la progressiva chiusura dello Stretto di Gibilterra, hanno portato conseguenze significative sulla conformazione del territorio, identificato come “crisi di salinità del periodo Messiniano”, di cui si hanno notizie anche in altre parti del Piemonte, ad esempio nella area del Lago Maggiore, e d’Italia, come in Sicilia, nella regione centro-meridionale dell’isola e nelle province di Palermo e Trapani, e nella zona appenninica dell’Emilia Romagna.
Da studi e campionamenti eseguiti a partire dagli anni Sessanta, si è accertato che nel tardo Miocene, a causa della chiusura dello Stretto di Gibilterra, il Mar Mediterraneo evaporò completamente, diventando una conca profonda, asciutta e arida, il cui fondo raggiungeva all’incirca i 5 chilometri al di sotto del livello degli oceani.
Ancora oggi, questo mare, che comunica con l’Atlantico solo attraverso lo Stretto di Gibilterra, ha un tasso di salinità ed evaporazione più alto rispetto all’Oceano, e l’apporto dei fiumi che si riversano nelle sue acque non è sufficiente a compensare questi fenomeni naturali. Alcuni studiosi ritengono che, se lo Stretto dovesse nuovamente chiudersi nei prossimi secoli, il Mediterraneo potrebbe nuovamente prosciugarsi in un migliaio di anni.
Per avere un’idea delle mutazioni subite dal territorio delle Langhe, si possono osservare le stratificazioni rocciose presenti sulla Spiaggia dei Cristalli e notare che più si sale verso gli strati superficiali, minore è la presenza di fossili, fino alla loro totale scomparsa in superficie, dove si possono osservare cristalli di varie colorazioni. La mancanza di fossili è un chiaro segno che, finché le condizioni climatiche non sono nuovamente mutate, la vita in queste zone è stata pressoché impossibile. L’evaporazione delle acque, causata dalle alte temperature, ha lasciato sul fondale i residui di sale che, con il passare del tempo, sono andati a formare cristalli di anidrite, due grandi banchi di gesso selenite e formazioni di salgemma.


Gli strati sono ben visibili su entrambe le sponde del Tanaro, e soprattutto osservando “Strato Sturani”, dove in uno spessore di circa 8 metri, i gessi lasciano gradualmente il posto a sabbie, argille e antiche testimonianze di pianure alluvionali e ricchi corsi d’acqua che scendevano dalle vicine montagne. Il successivo instaurarsi di condizioni climatiche più umide ha radicalmente modificato l’ambiente naturale, determinando la comparsa di alcuni mammiferi, i cui resti sono oggi conservati presso il Museo Eusebio di Alba. Un ultimo strato argilloso, di colore scuro e ricco di fossili marini, indica il ritorno delle condizioni marine verso la fine del periodo compreso tra il Miocene e il Pliocene.

Come raggiungere la Spiaggia dei Cristalli

Il percorso, a piedi o in mountain bike, è di circa due chilometri e inizia in Localita’ Gurej, a Verduno. Sul piazzale di un ristorante ormai chiuso da tempo è possibile parcheggiare l’auto e, dopo aver percorso un breve tratto di strada asfaltata, inoltrarsi su un sentiero segnalato tra noccioleti e boschi, che porta direttamente alla spiaggia sulla riva destra del fiume.
Trattandosi di una spiaggia che costeggia le rive del Tanaro, un corso d’acqua dal flusso variabile e spesso soggetto a piene in particolare nel periodo autunnale, è necessario verificare le condizioni del fiume prima di organizzare un’escursione in questa zona, perché in alcuni casi l’accesso può diventare estremamente pericoloso. Inoltre, alcuni tratti non sono sempre accessibili, perché sommersi dalle acque per la maggior parte dell’anno.
Camminare su queste rocce antichissime e banchi di selenite e cristalli di salgemma a forma di “V” sarà sicuramente un’esperienza magica, in un paesaggio fuori dal tempo, che ricorda quello dei romanzi di fantascienza o dei libri fantasy. Un luogo che va protetto, rispettato e salvaguardato come tutti i meravigliosi gioielli che ci regala la nostra Regione.

Foto di Luigina tratte dal gruppo Gite Fuori Porta in Piemonte

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