Esplorando il territorio tra Piemonte e Liguria con le ruote di un ciclista e le scarpe di una camminatrice.

Quando vivi in una Terra di Mezzo e sviluppi la capacità di apprezzarne le caratteristiche, scopri di avere un piccolo mondo tra le mani e a volte l’emozione diventa incontenibile. Così ti ritrovi a saltellare tra fiumi, monti e mari come una pallina impazzita, mai pago di ciò che riuscirai a percepire con gli occhi, accontentandoti di immortalare cascate, vigneti e antichi borghi in cui senti la necessità di tornare anche solo per verificare di non esserti perso qualcosa.

Noi viviamo così e ogni momento è quello giusto per salire in groppa alla bicicletta o infilarsi le scarpe e partire dalla base, Ovada in provincia di Alessandria, e andare dove portano il vento e il cuore.

Tra le tante avventure in archivio abbiamo scelto di cominciare questa esperienza narrativa con una gita fuoriporta al Forte di Gavi – chilometri percorsi a/r circa 40 su strada provinciale.
A rimarcare il dualismo che pervade il nostro territorio, Gavi si chiama ufficialmente Gavi Ligure benché sia in provincia di Alessandria.

Raggiungerla in bicicletta ci dà la sensazione di guadagnarci un premio meritato, scoprendo curva dopo curva il caratteristico raggruppamento di case sovrastato dall’imponenza del Forte.

Trattandosi di un comune abitato è naturalmente agevole da raggiungere in auto e per gli amanti delle gite enogastronomiche è da non perdere la degustazione dei famosi vini locali insieme all’assaggio delle varie specialità gastronomiche, tra le tante gli amaretti ed il tipico gelato Moretto prodotto a partire dal 1946. Nello stesso anno il Forte è stato consegnato al Ministero dei Beni Culturali per preservarlo e per promuoverne la conoscenza.
L’interno è adibito a struttura museale, spesso ospitante mostre e rievocazioni storiche.
Il Forte fu originariamente costruito con funzione difensiva sulla base di un preesistente castello medievale in una posizione predominante sulla cima di una rocca naturale che affaccia sul borgo di Gavi.

Esso sorge lungo la Via Postumia, un cammino lungo 930 km che ripercorre la via consolare romana voluta da Postumio Albino nel 148 a.C. che collega la città friulana Aquileia a Genova attraverso moltissime tappe. Prima di diventare la struttura che oggi possiamo ammirare, subì diversi assedi e fu teatro di battaglie che lo portarono a passare dalle mani dei genovesi al dominio francese fino ad essere attribuito al Regno di Sardegna nel 1815 dal Congresso di Vienna.
Passeggiando all’interno dei suoi cortili si respira l’aria di un’altra epoca e se vi abbiamo convinto a venire a dare un’occhiata a questo piccolo e graziosissimo borgo piemontese

vi invitiamo a perdervi tra i suoi viottoli per ammirare gli scorci di una terra che ha trasformato una crisi d’identità in una fusione di piaceri che coinvolgono tutti i cinque sensi!

Articolo scitto da Stefano (il ciclista) e Chiara (la camminatrice)

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