Palazzo del Governo di Torino: un luogo simbolo dello Stato Sabaudo

Affacciato su Piazza Castello, l’odierno Palazzo del Governo venne costruito nel XVIII secolo per accogliere le Regie Segreterie. Lo scopo principale di questo edificio era di riunire in un unico luogo i Ministeri degli Interni, degli Esteri, di Grazia e Giustizia e le Segreterie di Guerra, in modo da creare una “zona di comando” di fondamentale importanza per lo Stato Sabaudo.

Il Palazzo del Governo di Torino è uno degli edifici settecenteschi meglio conservati della città e resta un simbolo del potere dei Savoia, che da qui guidarono la nascita e la realizzazione di uno stato unitario e gestito da un’unica amministrazione politica.

Oggi, il Palazzo del Governo di Torino ospita gli uffici della Prefettura e, dal 1997, è parte del Patrimonio UNESCO, insieme alle Residenze Sabaude, all’Armeria Reale, alla Biblioteca Reale e alla Galleria Sabauda.

Tre secoli di storia del Palazzo del Governo di Torino

L’edificio del Palazzo del Governo di Torino venne realizzato su progetto di Filippo Juvarra nell’ambito di una radicale opera di rinnovamento della più importante piazza della città. Vittorio Amedeo II, da poco eletto Re di Sicilia, intendeva adeguare l’aspetto urbanistico della città per trasformarla da sede ducale in una vera capitale del regno, collegando i diversi edifici con cui veniva gestito il potere del neonato Stato Sabaudo.

Inoltre, il ruolo della burocrazia era determinante a quell’epoca e la Segreteria di Stato era il fulcro attorno a cui ruotavano diverse competenze, tra cui la sanità, le relazioni interne e internazionali, il commercio, la sicurezza, la cultura e il rifornimento di viveri e armamenti dell’esercito.

Filippo Juvarra volle dare seguito al progetto di Amedeo di Castellamonte ideato nella seconda metà del Seicento, costruendo un nuovo palazzo che connettesse Palazzo Reale con l’Archivio di Corte, destinandolo alle Regie Segreterie e ai più importanti Ministeri del Regno.

La costruzione del Palazzo del Governo iniziò nel 1732, ma rimase incompiuta, a causa della morte di Filippo Juvarra nel 1736 e il progetto passò nelle mani di Benedetto Alfieri, il quale lo ampliò e portò a termine tra il 1738 e il 1757. Il nuovo architetto ridisegnò la disposizione degli ambienti in modo più razionale e in base alla loro funzione.

Inoltre, per consentire al re e alla sua famiglia di muoversi liberamente e spostarsi in un ambiente sicuro e protetto, l’Alfieri creò un ampio scalone di rappresentanza e un corridoio lungo 112 metri che da Palazzo Reale conduceva direttamente al Teatro Regio senza dover mai uscire all’aperto.

A lato del corridoio furono posizionati gli uffici delle Segreterie e dei Ministeri, mentre al piano superiore vennero collocati gli appartamenti assegnati ai ministri e ai segretari.

Per buona parte dell’Ottocento, il Palazzo del Governo rappresentò il centro nevralgico della vita politica sabauda e nel 1842, in occasione del matrimonio tra Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide d’Asburgo Lorena, la volta della galleria venne arricchita e abbellita con 62 allegorie, allo scopo di rendere più piacevole il passaggio degli ospiti che si recavano a teatro per assistere a concerti e spettacoli. Appena oltre la Galleria, si trovava lo studio di Camillo Benso Conte di Cavour, che da qui organizzò e decise le sorti del nuovo Stato italiano.

Quando la capitale del Regno d’Italia venne trasferita a Firenze e, successivamente, a Roma, il Palazzo del Governo di Torino cambiò il suo ruolo e la sua funzione, diventando sede della Prefettura nel 1866 e della Provincia di Torino nel 1872, la quale acquistò l’intero palazzo nel 1885.

Nei primi anni del Novecento, il Palazzo del Governo di Torino venne sopraelevato per rispondere alle nuove esigenze organizzative della Prefettura e della Provincia di Torino e tra il 1912 e il 1916 venne aperto un varco al pian terreno per consentire l’accesso ai Giardini Reali.

Durante i bombardamenti che colpirono il centro di Torino a luglio e ad agosto del 1943, il tetto del Palazzo del Governo venne gravemente danneggiato da un incendio, provocato da proiettili incendiari, ma appena un anno dopo l’edificio era stato completamente ricostruito e ripristinato, tornando a ricoprire le sue funzioni amministrative.

Attualmente, il Palazzo del Governo è visitabile solo in alcune occasioni, ma è possibile accedere alle sue sale in modo virtuale, grazie al portale MuseoTorino, che fornisce informazioni dettagliate e approfondimenti sugli edifici e sul patrimonio artistico e culturale della città, utilizzando schede informative, riferimenti bibliografici, immagini e documenti d’archivio.


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Cosa vedere a Palazzo Madama?

Palazzo Madama è una delle strutture più antiche di Torino, ma è anche un prezioso testimone della storia della città. Attraversando i secoli è giunto fino a noi e oggi accoglie più di 75.000 oggetti e opere di grande valore artistico e culturale, che raccontano la civiltà del nostro territorio e dell’intero continente europeo.

I percorsi di visita ripercorrono la storia di Palazzo Madama sin dalle sue origini, ma sono anche un interessante itinerario nell’arte e nella cultura europea a partire dall’Alto Medioevo fino all’Ottocento.

Inoltre, a fianco delle collezioni permanenti di dipinti, maioliche, ori e argenti, arredi e tessuti, gli spazi della Sala Senato, della Corte Medievale e della sala Atelier vengono utilizzati per l’allestimento di interessanti mostre temporanee dedicate alla storia della città e all’arte e alla cultura della nostra regione.

Come visitare Palazzo Madama?

È possibile visitare Palazzo Madama tutti i giorni dal lunedì alla domenica, tranne il martedì. Il museo è aperto dalle 10.00 alle 18.00 ed è accessibile liberamente o con visite guidate con un minimo di 15 partecipanti paganti e previa prenotazione.

Per maggiori informazioni o per l’acquisto di biglietti online, è possibile visitare il sito ufficiale di Palazzo Madama. Sono disponibili anche biglietti integrati con il GAM e il MAO.


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Caratteristiche

  • Interesse storico, artistico e culturale
  • Itinerari a piedi
P.za Castello, 199/201, 205, 10124 Torino (TO)