Il Museo del Risorgimento di Torino: a Palazzo Carignano il più antico museo di storia risorgimentale

Palazzo Carignano, insieme a Palazzo Madama e Palazzo Reale, è uno dei più importanti edifici di Torino, facenti parte del sistema delle Residenze Sabaude Patrimonio dell’UNESCO.

A pochi passi dal Museo Egizio, si affaccia su Piazza Carignano l’omonimo palazzo, il cui nome completo è Palazzo dei Principi di Carignano. Il progetto di costruzione venne affidato nel 1679 al famoso architetto modenese Guarino Guarini per volere di Emanuele Filiberto di Savoia, detto il Muto.
Palazzo Carignano, che è uno degli esempi architettonici più pregevoli dello stile barocco italiano, è costituito da due parti: una seicentesca e una ottocentesca.

📷 A. Sansica (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

La componente seicentesca, realizzata da Guarini, si sviluppa su una pianta a forma di C ed è composta da due ali, cioè l’ala di Mezzanotte, verso via Cesare Battisti, e l’ala di Mezzogiorno, verso via Principe Amedeo. A queste si aggiunge la peculiare facciata – verso Piazza Carignano – costruita in cotto con un andamento curvilineo, dato dal gioco continuo di spazi concavi e convessi. Per la sua creazione probabilmente l’architetto modenese si ispirò ai disegni di Gian Lorenzo Bernini per il Palazzo del Louvre di Parigi. Sulla medesima piazza si prospettano il Palazzo del Collegio dei Nobili, sede dell’Accademia delle Scienze e del Museo Egizio, e il Teatro Carignano.
Per quanto riguarda la componente ottocentesca, essa è il risultato di un ampliamento eseguito da Domenico Ferri tra il 1864 e il 1871. La facciata ottocentesca, che dà su Piazza Carlo Alberto, si caratterizza per il suo stile eclettico, per l’impiego di stucco rosa e pietra bianca, per le sue imponenti colonne e per il suo elegante porticato. In questa piazza anticamente si estendevano i giardini e le scuderie, la cui facciata è attualmente conservata dalla Biblioteca Nazionale Universitaria.

📷 C. Ciardi (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

La costruzione di Palazzo Carignano venne iniziata nel 1679 e finita nel 1685. I lavori portarono alla realizzazione degli appartamenti privati del principe a pian terreno nell’ala di Mezzanotte e gli appartamenti destinati alla rappresentanza nell’ala di Mezzogiorno.
Al primo piano nobile vennero allestiti gli appartamenti per i membri della famiglia, decorati con le pitture di Stefano Maria Legnani, detto il Legnanino. Di queste importanti opere sono sopravvissute le volte con “Il Trionfo di Diana”, “L’Olimpo”, “Il Principe presentato da Minerva a Giunone” e molte altre.

Dieci anni dopo la conclusione dei lavori di edificazione, il palazzo divenne la residenza ufficiale dei Principi di Carignano, discendenti dei figli cadetti della Casa Savoia, fino al 1831 quando ospitò il Consiglio di Stato dopo esser stato ceduto al Demanio. Nel 1848, invece, ospitò la sede della Camera dei deputati del Parlamento Subalpino.

Grazie alla sua rilevanza storica, l’aula del Parlamento Subalpino, che si trova all’interno del palazzo nel salone centrale a forma di ellisse, venne dichiarata monumento nazionale nel 1898. Qui ebbero luogo due eventi memorabili per la storia italiana: la lettura del proclamo con cui Carlo Alberto di Savoia-Carignano concesse lo Statuto e la seduta in cui il re di Sardegna e il duca di Savoia proclamarono la nascita del Regno d’Italia.

A causa di due eventi funesti verificatisi nell’estate del 1943, il palazzo registrò molteplici danni. Infatti, il 13 luglio e l’8 agosto, ci furono due bombardamenti ad opera della RAF – abbreviazione che sta per Royal Air Force – che comportarono una limitata distruzione del tetto, la rottura degli infissi, il crollo dei lucernari e vari danni arrecati alle opere d’arte custodite all’interno.

Dal 2011, grazie al supporto della Compagnia di San Paolo, sono stati riaperti gli Appartamenti dei Principi di Carignano al piano terreno. La zona che risiede nell’Ala di Mezzogiorno è aperta permanentemente, invece gli appartamenti e i saloni presenti nell’Ala di Mezzanotte sono accessibili e visitabili in modo saltuario.

Quando avevo meno cani e molto più tempo da dedicare alla fotografia, andavo in giro a cercare angoli architettonici torinesi. Questo è uno degli scaloni di Palazzo Carignano (lato Piazza Carignano). Nella sua semplicità è stupendo.

📷 A. Varetto (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

Il piano nobile di Palazzo Carignano ospita dal 1938 il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, il più importante dedicato a questo periodo storico e l’unico ad aver ricevuto il titolo ufficiale di “nazionale”.

Originariamente, il museo venne fondato nel 1878 – in occasione della morte del primo re dell’Italia unita – con il nome “Ricordo Nazionale di Vittorio Emanuele II”. La prima sede permanente del museo fu la Mole Antonelliana a partire dal 18 ottobre del 1908. Successivamente, venne trasferito al Palazzo del Giornale, che sorge nel parco del Valentino, ed infine durante il 1938 giunse nella sua sede attuale e definitiva, ovvero Palazzo Carignano.

Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano è dedicato al periodo storico durante cui si verificò l’unificazione politica dell’Italia, evento in cui la città di Torino e le sue figure politiche ebbero un ruolo cruciale.

Soffitto Sala del Parlamento, Museo del Risorgimento (TO)

📷 C. Ciardi (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

La collezione e il percorso

La collezione esposta nelle 30 sale del museo del risorgimento comprende reperti di varia natura: documenti, manoscritti, armi, uniformi, opere figurative, eccetera. I reperti in mostra sono 2 579 e sono stati selezionati tra più di 50 000 oggetti appartenenti al museo.
L’elemento più rilevante della collezione è la Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino, l’unico esemplare originale rimasto integro tra tutte le aule parlamentari istituite dopo il 1848.

Alla base del percorso museale vi è l’idea di narrare il periodo risorgimentale non solo da un punto di vista torinese ed italiano, ma anche europeo. Infatti, le sale sono state arricchite da filmati provenienti dalle più celebri collezioni europee e da tavoli interattivi su cui è possibile approfondire le tematiche trattate all’interno dei filmati.

Le prime tre sale sono dedicate alle rappresentazioni del Risorgimento rispettivamente in chiave nazionale, piemontese e torinese ed infine fascista, in modo da inquadrare le differenti interpretazioni che questo periodo storico ha avuto nel corso dell’Ottocento e del Novecento.

📷 M. Valenza (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Dalla quarta sala si susseguono gli avvenimenti storici che costellano il Risorgimento e che danno vita al vero e proprio allestimento del museo:

  • nella sala 4 si parla delle rivoluzioni del Settecento, tra cui quella francese avvenuta nel 1789;
  • le sezioni della sala 5 illustrano il periodo italiano dell’occupazione francese e del triennio rivoluzionario (1796 – 1799);
  • la sala 6 è dedicata all’Italia napoleonica del 1800-1814;
  • conosciuta anche come la sala dorata, la sala 7 rappresenta la gloria di Napoleone, in particolare il consolato e l’impero napoleonico;
  • gli argomenti affrontati nella sala 8 sono la Restaurazione, le società segrete e le insurrezioni (1815 – 1830);
  • la sala 9 narra la repressione dell’opposizione politica nell’età della Restaurazione;
  • all’interno della sala 10 si trovano le rappresentazioni delle rivoluzioni del 1830, dei fermenti nazionali e del movimento democratico in Italia;
  • la sala 11 illustra l’alternativa moderata-riformatrice all’azione mazziniana proposta nella sala 10. Qui si trovano il movimento liberale moderato, le richieste di costituzioni e di riforme;
  • nella sala 12 vengono esposte le vicende relative alle costituzioni concesse in Italia nel 1848, in particolar modo lo Statuto Albertino, ricordato dall’arazzo in cui è presente il momento della firma da parte del sovrano;
  • le sezioni della sala 13 sono dedicate alle rivoluzioni e insurrezioni del 1848 in Europa e in Italia;
  • la sala 14 racconta la prima guerra d’indipendenza, analizza l’aspetto militare e illustra sia il punto di vista piemontese che quello austriaco;
  • nella sala 15 vi è una ricostruzione fedele con l’arredamento originale della camera in cui morì Carlo Alberto nel 1849 e all’esterno della stessa si trovano le illustrazioni dell’esilio volontario, della morte e dei funerali;
  • nella sala 16 i visitatori possono ammirare la Camera dei Deputati Subalpina e possono vederne gli schieramenti politici e i ritratti di alcuni deputati;
  • la sala 17 è comunemente conosciuta come “sala cinema”, qui i visitatori possono fermarsi per guardare dei filmati creati apposta per accorciare le distanze con il mondo risorgimentale italiano ed europeo;
  • nella sala 18 vengono affrontate le dinamiche svoltesi durante il decennio 1849 – 1859 in Italia, tra cui la crisi dei vecchi stati regionali e l’affermazione dell’egemonia piemontese;
  • lo scenario proposto nella sala 19 analizza l’ingresso del Regno sardo nel contesto politico internazionale e la Guerra in Crimea;
  • il protagonista della sala 20 è Camillo Benso conte di Cavour, con la sua carrozza e la sua uniforme indossata al Congresso di Parigi e all’incontro di Plombières;
  • il periodo illustrato ai visitatori nella sala 21 è quello relativo al triennio del 1858 – 1861, che porterà alla costituzione del nuovo Regno d’Italia e in cui si verifica la seconda guerra d’indipendenza, le annessioni al Regno Sardo e i plebisciti;
  • il fulcro narrativo della sala 22 ruota attorno a Giuseppe Garibaldi, il condottiero che guidò la spedizione dei Mille;
  • le conseguenze dell’impresa dei Mille vengono riportate nella sala 23;
  • la sala 24 mostra il difficile svolgimento dell’unità italiana, tra la proclamazione del regno nel 1861 e la successiva presa di Roma nel 1870;
  • la sala 25 è totalmente dedicata alla riproduzione con l’arredo originale dell’ufficio ministeriale di Cavour;
  • la sala 26 è di transizione: segna il passaggio tra le vicende dell’unificazione e le successive sale dedicate ai primi cinquant’anni del Regno d’Italia;
  • la narrazione della sala 27 e della sala 28 si concentra sui molteplici aspetti che determinano la storia del Regno d’Italia durante il suo primo cinquantenario: vengono analizzati l’aspetto politico, culturale, religioso, sociale, istituzionale e le varie lotte sindacali;
  • il contesto riportato nella sala 29 è quello dei primi anni del Novecento fino all’inizio del primo conflitto mondiale;
  • l’ultima sala, sala 30, è stata ricavata dall’aula mai utilizzata per la Camera dei Deputati del Parlamento del Regno d’Italia. Questo salone accoglie mostre temporanee e manifestazioni culturali.

📷 B. Barolo (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

L’allestimento museale fu sottoposto a restauri che hanno permesso di arricchire il percorso con dei contributi multimediali, quali filmati e tavoli interattivi, con un’illuminazione soffusa che crea un ambiente suggestivo e con dei colori riconducibili ai temi e argomenti trattati nelle varie sale.

Inoltre, il visitatore può scegliere tre tipi di percorsi differenziati, in base al tempo a disposizione e in base alla volontà di approfondire più intensamente le vicende del Risorgimento. I percorsi sono:

  • percorso breve, ha una durata di circa 45 minuti e impiega un linguaggio semplice ed accessibile, ma puntuale;
  • percorso standard, dura 90 minuti circa;
  • percorso di approfondimento, l’itinerario più lungo e più specifico, dura 120 minuti circa.

Informazioni utili

Dove si trova e come arrivare

Palazzo Carignano, e dunque il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, è in via Accademia delle Scienze al numero civico 5. L’ingresso è in piazza Carlo Alberto 8.

Orari di apertura

Il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 18; l’ultimo ingresso è previsto per le 17. Il lunedì rimane chiuso.

Tariffe biglietti

Biglietto intero ………………………………………………………………….. 10 €
Biglietto ridotto ..………………………………………………………………… 8 €
Studenti universitari …………………………………………………………… 5 €
Studenti scuola secondaria di secondo grado .…………………… 4€
Studenti scuola primaria e secondaria di primo grado …… 2,50€
Gratuito per minori di 6 anni, per visitatori con disabilità, per docenti, per possessori della tessera “Abbonamento Musei Torino Piemonte, per possessori della tessera “Torino + Piemonte card”, per possessori della tessera “Royal card”.

Caratteristiche

  • Interesse storico, artistico e culturale
P.za Carlo Alberto, 8, Via Accademia delle Scienze, 5, 10123 Torino TO