Ala di Stura è un piccolo comune montano a circa 50 chilometri da Torino. Si trova in Val d’Ala, una delle tre Valli di Lanzo, sulla riva sinistra del torrente Stura che scende impetuoso dal Pian della Mussa.

Il comune comprende 22 frazioni ed è un centro turistico molto frequentato in tutte le stagioni: durante l’inverno per la presenza di diversi impianti sciistici e d’estate per gli itinerari che dipartono dalle numerose frazioni.

L’etimologia del toponimo non è ancora stata accertata: alcuni studiosi ritengono che abbia origini celtiche, ma l’ipotesi più accreditata lo farebbe derivare dal tedesco “halla”, passato poi al piemontese “ala”, cioè “portico o tettoia coperta sotto cui si svolgono le riunioni”.

📷  L. Gheller (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Dai siti megalitici alla rinascita dal punto di vista turistico

Le testimonianze d’epoca megalitica, una civiltà molto antica diffusa in tutta Europa, sono numerose su tutto il territorio di Ala di Stura. Uno dei siti più interessanti si trova a pochi passi dal Santuario “Nostra Signora di Lourdes” nella frazione di Martassina, dove si possono ammirare alcune pietre posizionate verticalmente, che compongono un misterioso semicerchio, e alcuni menhir che si innalzano poco distante. Appena più in basso di qualche metro, si può invece osservare una pietra di forma squadrata, che indica con precisione i quattro punti cardinali.

Nella frazione Courbassere è possibile visitare un altro importante sito archeologico, noto soprattutto per le miniere da cui venivano estratti minerali e pietra ollare, utilizzata per la produzione di contenitori adatti alla cottura e conservazione dei cibi. Sembra che questi luoghi avessero anche un particolare significato spirituale e religioso, come dimostrano le incisioni di nomi, figure antropomorfe, compassi e svariate tipologie di croci, tra cui gli ankh o croci egiziane.

Per la sua posizione al confine con la Francia, nella valle si sono succedute diverse popolazioni, che per secoli hanno intrattenuto scambi commerciali e culturali con gli abitanti d’oltralpe, come testimoniano alcuni termini tuttora utilizzati nel dialetto locale.

Per trovare le prime testimonianze storiche di comunità stanziali nell’area delle Valli di Lanzo, bisogna risalire all’Alto Medioevo con un documento dell’Arcivescovado di Torino, che concesse il pieno godimento delle terre al Monastero di San Mauro. Successivamente, intorno alla metà del XIII secolo, con un atto di Guglielmo di Monferrato, detto Gran Marchese, le miniere della zona vennero donate a Banzelo di Gerola.

Nel 1341, il feudo venne acquisito dai Duchi di Savoia che, nel corso del tempo, lo affidarono a numerose famiglie, tra cui gli Este di San Martino e i Compans dei Brichanteau, signori di Orio Canavese.

Nell’Ottocento, grazie all’intervento della Contessa Giulia Falletti di Barolo e del senatore Luigi Cibrario, le Valli di Lanzo iniziarono ad essere apprezzate dal punto di vista turistico. Nel 1873 iniziò la costruzione della ferrovia che tuttora collega Torino a Ceres, creando un polo turistico di fama internazionale. Il benessere portato dal turismo e dal collegamento ferroviario permise ai comuni di migliorare le condizioni di vita dei residenti, istituendo un servizio telegrafico e collegando gli edifici alla fornitura di energia elettrica.

Purtroppo, il successo turistico non durò a lungo e  già alla fine del XIX secolo, Ala di Stura e i comuni limitrofi subirono un periodo di abbandono e spopolamento, che ridusse notevolmente il numero di abitanti presenti nella valle.

Ad oggi, il comune di Ala di Stura e le sue frazioni stanno vivendo un periodo di rinascita, grazie agli impianti sciistici e alle iniziative promosse dal comune e dalle associazioni sul territorio, che cercano di far riscoprire le bellezze artistiche, i percorsi naturalistici e le tradizioni locali.

Cosa vedere ad Ala di Stura

Oltre ai diversi siti archeologici sparsi tra le varie frazioni, ad Ala di Stura si possono ammirare numerosi affreschi e meridiane che ingentiliscono le facciate delle abitazioni e alcuni edifici storici particolarmente interessanti.

Le Meridiane e gli Affreschi

Dal 2007, un progetto promosso dall’Unione Europea, dalla Regione Piemonte e da altri enti pubblici e privati, mira a far conoscere Ala di Stura come “Paese delle Meridiane e degli Affreschi” per l’incredibile concentrazione di affreschi e meridiane presenti sul territorio, unici in tutta Europa.

Grazie alla vicinanza con il territorio francese, Ala di Stura è da sempre un territorio di scambi culturali e commerciali, ma soprattutto, sin dall’antichità ha mantenuto viva la tradizione degli orologi solari, particolarmente apprezzati sia nelle vicinanze sia oltralpe.

Ad oggi, sono visibili circa 80 meridiane, alcune recenti come la Meridiana Orizzontale di Lorenzo Destefanis, altre costruite nella seconda metà dell’Ottocento, particolarmente preziose e interessanti dal punto di vista artistico.

Gli affreschi, dipinti per la maggior parte da artisti anonimi, si possono datare tra i XVI e il XVII secolo. Tra i tanti pittori, spicca il monaco Giovanni Oldrado Perini, che fu attivo verso la fine del Cinquecento. Il suo stile gotico è stato d’ispirazione per molte opere di pittori successivi, fino al XVIII secolo. Purtroppo, lo stato di conservazione delle pitture non è ottimale, ma è ancora possibile ammirare una splendida Madonna con Bambino, San Maurizio e la Santissima Trinità sulla facciata di una casa in frazione Villar. Lo stile di Perini, venne ripreso successivamente da Giovanni Venoti, originario di Ceres, che dipinse le Cappelle di San Rocco a Ceres e di San Giuseppe ad Ala di Stura.

Per permettere ai turisti di visitare il territorio e scoprire gli orologi solari e gli affreschi, sono stati creati cinque diversi percorsi che attraversano le frazioni. Il punto di partenza di tutti gli itinerari è l’Ufficio delle Meridiane e degli Affreschi, dove si possono reperire informazioni dettagliate e materiale didattico utile per apprezzare al massimo queste opere d’arte.

Il progetto di valorizzazione e recupero è ancora in pieno sviluppo con svariati lavori di restauro in corso, soprattutto dei dipinti in avanzato stato di degrado, a cui si vuole offrire una nuova vita e un futuro nelle prossime generazioni.

Il Percorso Sculture

Tra il 2005 e il 2007 sono state realizzate, nei boschi e lungo i sentieri, alcune sculture lignee, utilizzando solamente piante morte, abbattute da eventi atmosferici o segnalate dal Corpo Forestale.

Gli artisti che hanno lavorato sono stati selezionati da una commissione per la loro abilità e creatività, con lo scopo di arricchire e promuovere il territorio, rendendolo più piacevole, affascinante e interessante anche dal punto di vista artistico.

Cosa fare ad Ala di Stura

Ala di Stura è un vero paradiso per gli amanti della natura e degli sport all’aria aperta, con percorsi e attività adatti a tutti, bambini e adulti di qualsiasi età.

D’estate è possibile pescare lungo il torrente Stura, seguendo le indicazioni riportate sui pannelli informativi, passeggiare alla scoperta delle erbe commestibili, fare trekking sugli itinerari storici dell’alpinismo piemontese, lanciarsi con il parapendio o seguire la corrente con il kayak.

D’inverno, oltre al classico sci alpinismo, si può pattinare sul ghiaccio, passeggiare con le racchette da neve o praticare il curling.

Una giornata ad Ala di Stura sorprenderà qualsiasi visitatore per la bellezza del paesaggio e delle opere artistiche. Un percorso tra arte, storia e cultura affascinante e adatto a tutti.

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