Dal 23 agosto al 14 settembre 2025, Castellamonte torna a essere la capitale mondiale della ceramica con la 64ª edizione della Mostra Internazionale della Ceramica. La città si trasforma in un museo diffuso, ospitando numerose esposizioni che celebrano la tradizione e l’innovazione del settore ceramico.

La tradizione della ceramica a Castellamonte

Castellamonte vanta una tradizione ceramica secolare, che affonda le radici nel XVI secolo. La città è rinomata per le sue stufe in ceramica smaltata, realizzate con tecniche artigianali tramandate di generazione in generazione. Nel corso dei secoli, la lavorazione della terracotta si è evoluta, combinando sapientemente artigianato e design contemporaneo, facendo di Castellamonte un punto di riferimento internazionale nel mondo della ceramica.



I punti espositivi principali

    • Palazzo Botton: ospita il concorso internazionale “Ceramics in Love”, con opere selezionate tra le migliori proposte italiane e internazionali. Inoltre, sono esposte opere provenienti dalla Spagna, paese ospite di quest’anno.

    • Palazzo Antonelli: sede del Municipio, ospita le celebri stufe in ceramica di Castellamonte, simbolo identitario del territorio.

    • Rotonda Antonelliana: sculture monumentali in ceramica di artisti italiani e rumeni, tra cui l’imponente installazione collettiva “Attraversamento Meridiano” ispirata alla transumanza delle mucche podoliche.

    • Centro Congressi “Piero Martinetti”: “Ceramiche Sonore” e i famosi fischietti di Clizia (Mario Giani), accanto a una raffinata sezione di design contemporaneo e alle ceramiche da indossare curate dalla CNA.

    • Liceo Artistico Statale “Felice Faccio”: gli studenti del liceo espongono le loro opere, dando spazio alla creatività dei più giovani.

    • Orto Sociale di Camillo: ospita la suggestiva installazione “ABRACADABRA – I miracoli sono le persone”.

    • Fornace Pagliero: tre mostre impreziosiscono lo storico spazio industriale: la retrospettiva di Giorgio Moiso, “Colore, materia, gesto”; la collettiva “Kéramos in Grès”, con firme illustri come Carlos Carlé, Carlo Zauli e Alessio Tasca; e “Cromatismi materici” del maestro Domenico Asmone.



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