Cavallerizza Reale: un luogo di cultura, arte e storia

Nata per essere un vero tempio dell’equitazione, la Cavallerizza Reale è oggi un luogo in piena trasformazione, tra spazi ancora da ristrutturare, nuovi allestimenti, sperimentazioni, laboratori creativi e iniziative interessanti e innovative. L’idea è di creare un centro culturale e di aggregazione, in cui accogliere nuove idee e progetti, donando nuova vita a un’antica architettura sabauda.

Dopo un lungo periodo di abbandono e degrado, la Cavallerizza Reale è attualmente al centro di un acceso dibattito sulla sua destinazione, in cui si intrecciano riflessioni e piani di riqualificazione e restauro, che coinvolgono cittadini, associazioni e istituzioni.

Da spazio per gli esercizi equestri ad hub multidisciplinare

La lunga storia della Cavallerizza Reale comincia nel 1740, quando l’architetto Benedetto Alfieri viene chiamato a corte per rivedere un precedente progetto dell’ingegnere di corte Amedeo di Castellamonte, risalente al XVII secolo, che prevedeva la realizzazione di un edificio a forma di croce, dedicato alle esercitazioni equestri degli allievi dell’Accademia Reale e agli spettacoli di corte.

Il progetto del 1674 prevedeva la realizzazione di un maneggio e di una scuderia accanto all’Accademia, che doveva allo stesso tempo completare la struttura del futuro Palazzo Reale con edifici amministrativi e di servizio. L’opera rimase incompiuta finché a metà Settecento non venne affidata a Benedetto Alfieri, che la riprogettò in stile barocco, dandole un aspetto più raffinato e autorevole, così come richiedeva una vera “zona di comando”.

Secondo l’idea dell’Alfieri, la grande navata di oltre 73 metri di lunghezza doveva essere il cuore della Cavallerizza Reale con le tribune per gli spettatori posizionate nelle nicchie laterali. La struttura venne realizzata solo parzialmente e fu inglobata in una serie di altre costruzioni, tra cui una manica destinata a scopi residenziali e altri edifici di servizio.

Nel 1840, l’edificio della Cavallerizza Reale fu ulteriormente rimaneggiato dall’architetto di corte Ernest Mellano, a cui il re Carlo Alberto aveva già affidato la realizzazione e il restauro di diversi castelli e monumenti religiosi, tra cui il Borgo Castello della Mandria e i castelli di Pollenzo e Racconigi.

L’architetto Mellano era considerato uno dei capofila dell’architettura neo-gotica in Italia e si occupò principalmente della parte centrale delle scuderie secentesche, costruendo un unico ambiente voltato a un solo piano fuori terra. Molto suggestivo è lo scalone a tenaglia che da accesso agli edifici ottocenteschi, la cui rampa centrale sembra sospesa nel vuoto.

Durante i bombardamenti del 13 luglio 1943, che devastarono buona parte del centro storico di Torino, la Cavallerizza Reale venne gravemente danneggiata e per molto tempo rimase in uno stato di totale abbandono.

Nel 1997, l’edificio venne incluso nel Patrimonio UNESCO delle Residenze Reali, che comprende numerosi altri edifici storici piemontesi, tra cui Palazzo Reale, il Castello della Venaria Reale, il Castello della Mandria, la Villa della Regina, la Biblioteca Reale e il Palazzo del Governo, oggi sede della Prefettura.

Dal 2007, il complesso della Cavallerizza Reale è stato ceduto dal Demanio al Comune di Torino e alla Cassa Depositi e Prestiti, che nel 2010 hanno cercato di cambiarne la destinazione d’uso, mettendola a disposizione di attività commerciali e di vendita. Purtroppo, l’iniziativa non è andata a buon fine e nel 2013 anche il Teatro Stabile di Torino ha rinunciato ad utilizzare gli spazi del maneggio alfieriano per i suoi spettacoli.

Il 23 maggio del 2014, un gruppo di cittadini torinesi ha occupato la Cavallerizza Reale per ribadire l’importanza storica di questo edificio e la necessità di riqualificarlo per metterlo a disposizione di progetti artistici e culturali. Nello stesso anno e nel 2016 e 2019, la Cavallerizza Reale subisce tre incendi che distruggono alcuni suoi locali, mentre nella parte dell’ex-Maneggio Chiablese viene inaugurata la nuova Aula Magna dell’Università di Torino.

? Claudio C. (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Come sarà la nuova Cavallerizza Reale?

Attualmente, gli spazi della Corte del Mosca e della Manica del Mosca vengono utilizzati per l’allestimento di Paratissima, un importante evento annuale che ospita mostre, installazioni, eventi e progetti espositivi di artisti italiani e internazionali, mentre il Galoppatoio, le Scuderie Reali e l’Artiglieria Reale sono sede di diverse manifestazioni culturali e artistiche durante tutto l’anno.

In futuro, secondo il progetto dell’architetto Cino Zucchi, che ha vinto il concorso internazionale indetto dalla Compagnia di San Paolo, la Cavallerizza Reale diventerà un “luogo collettivo” che potrà essere fruito quotidianamente, da chiunque e con diverse funzioni.

Tra gli interventi previsti, ci sono la ridefinizione dell’ingresso in Via Verdi, il posizionamento di panche in pietra e piante, nuove tettoie in bronzo che identificheranno gli ingressi alle varie parti del complesso e il recupero delle Pagliere, che verranno trasformate in showroom, zone wellness, serre, laboratori e spazi di lavoro modulari.

Inoltre, nell’Ala del Mosca, verrà collocata la nuova sede della Compagnia di San Paolo, oltre a un asilo nido, un’area polifunzionale, una caffetteria e altre zone di lavoro modulari.

Il progetto di riqualificazione della Cavallerizza Reale prevede anche opere di efficientamento energetico per rendere il complesso più sostenibile dal punto di vista ambientale. Saranno infatti installati sistemi per la riduzione dei consumi idrici, attraverso il recupero dell’acqua piovana e la depurazione con tecnologie di microfiltrazione.

Secondo questo nuovo progetto, la Cavallerizza Reale sarà un nuovo centro culturale, sociale ed educativo aperto al pubblico e collegato con i Musei Reali di Torino, allo scopo di creare un vero distretto culturale, integrato nel centro cittadino e dotato di nuove funzioni.


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Caratteristiche

  • Interesse storico, artistico e culturale
  • Itinerari a piedi
Via Giuseppe Verdi, 9, 10124 Torino (TO)