Conoscete il luvertin, l’erba spontanea da raccogliere in questo periodo per preparare gustose ricette?

Il Luvertin  (o lavertin o lovertin a seconda della zona) è il nome utilizzato in Piemonte per indicare il luppolo selvatico, ma a seconda della zona viene chiamato in maniera differente.

Il luppolo cresce spontaneamente sulle rive dei corsi d’acqua, lungo le siepi o ai margini dei boschi sia in pianura sia ad un’altitudine di 1.200 metri se il clima non è troppo ventoso ed umido; predilige ambienti freschi, terreni fertili e ben lavorati.

Il luppolo, quando non viene usato per la produzione della birra, è una pianta infestante, coperta di una peluria irritante, che si aggroviglia e attorciglia saldamente attorno alle siepi e ai cespugli.

La pianta di luppolo appartiene, come la canapa, alla famiglia delle Cannabaceae.

Le foglie sono cuoriformi, picciolate, opposte, la parte superiore si presenta ruvida al tatto, invece la parte inferiore è resinosa.

I fiori sono di colore verdognolo e sono riuniti in pannocchie pendule.

La fioritura avviene in estate, i frutti sono degli acheni di colore grigio-cenere mentre le cime di luppolo si raccolgono in aree incolte in riva ai fiumi, in mezzo ai rovi e alle siepi.

Il luvertin si raccoglie in primavera, ha un sapore un po’ amarognolo e nell’aspetto il getto assomigliano all’asparago, per questo spesso viene anche chiamato “asparago selvatico”.

Ora è diventato sempre più difficile trovare zone incolte dove queste erbe possano crescere e, anche se era un ingrediente molto usato in cucina dalle nostre nonne, il luvertin si vede sempre meno frequentemente nella cucina piemontese. Recentemente, però, è stato riscoperto da molti importanti chef stellati della regione, che stanno facendo da ambasciatori a questo ingrediente dagli enormi effetti positivi: oltre ad essere ricchissimo di sali minerali, infatti, questo semplice germoglio contiene anche un’importante quantità di antiossidanti. Il luvertin è un alimento ipocalorico, ma possiede proprietà tonificanti, rinfrescanti, rilassanti, sedative, diuretiche e lassative, purifica il sangue e stimola le funzioni epatiche.

Insomma, il perfetto ingrediente da consumare durante il cambio di stagione.

In cucina del luppolo selvatico si utilizza solamente la parte del rametto, i primi 10-15 centimetri, le cime vengono utilizzate per risotti, insalatine, gustose frittate, ripieni, zuppe e minestre; un’altra alternativa è farle lessare per 5-10 minuti e successivamente condirle con olio, sale e limone oppure mangiarli da soli saltati semplicemente in padella con un po’ di burro.

Ricetta frittata con luppolo selvatico

Ingredienti 4 persone:

  • 4 uova;
  • 200 gr di luvertin (cime);
  • Formaggio grattuggiato;
  • Sale

Procedimento:

In un recipiente sbattere le uova e aggiungere un cucchiaio di formaggio grattugiato, sale e un po’ di latte.

Fate bollire i luvertin in abbondante acqua salata, potete anche farli rosolare per una decina di minuti insieme ad un po’ di cipolla tritata finemente e burro.

Alla fine aggiungere le cime di luppolo tritate alle uova.

Cuocere la frittata in forno a 180°C per circa 25 minuti.

Ricetta subrich ai luvertin (frittelle)

Ingredienti 3 persone:

  • Una manciata di germogli di luvertin;
  • 1 uovo;
  • 150 g di seirass (ricotta piemontese);
  • Un pizzico di sale;
  • Un cucchiaino di timo fresco o essiccato;
  • Un cucchiaio raso di parmigiano grattugiato;
  • Un cucchiaio colmo di farina 00;
  • Un cucchiaino di bicarbonato;
  • Olio per friggere;

Procedimento:

Sbollentate in acqua leggermente salata i luvertin, scolateli bene, sbattete l’uovo con il sale, il timo e il parmigiano ed unite anche gli altri ingredienti  ai luvertin ormai intiepiditi.

Dopo aver portato l’olio a temperatura friggete l’impasto formando delle polpettine con l’aiuto di un cucchiaio.

Ricetta minestra di luppolo selvatico

Ingredienti 3 persone:

  • 200 gr fagioli cannellini;
  • Foglie di alloro;
  • Spicchio d’aglio;
  • 200 gr di luvertin;
  • 100 gr farro;
  • 500 ml di brodo vegetale

Procedimento:

Scolate 200 g di fagioli cannellini secchi e lasciateli per una notte in ammollo, metteteli in una casseruola coperti di acqua fredda insieme a qualche foglia di alloro e ad uno spicchio d’aglio.

Portate a bollore e lasciate cuocere per pochi minuti.

In una pentola capiente preparate un soffritto con olio extravergine d’oliva e una cipolla tagliata sottilmente e aggiungete 200 g di germogli di luppolo precedentemente lavati e tagliati a pezzetti.

Unite anche i fagioli cannellini scolati e privati dell’alloro e dell’aglio, 100 g di farro perlato e coprite il tutto con 500 ml di brodo vegetale.

Fate cuocere la minestra per venti minuti girando di tanto in tanto per evitare che si attacchi, aggiustate di sale e di pepe e togliete la pentola dal fuoco per poi insaporire con del parmigiano grattugiato, del prezzemolo fresco ed un filo di olio a crudo.

Ricetta pesto con il luvertin

Ingredienti:

  • 300 gr di luvertin;
  • 50 gr di nocciole;
  • 50 ml olio d’oliva;
  • 2 cucchiai di latte;

Procedimento:

Sbollentate per pochi minuti 300 g di germogli di luppolo in acqua salata, scolateli e metteteli subito in una ciotola di vetro con acqua e ghiaccio.

Nel contenitore di un mixer mettete 50 g di nocciole, 50 ml di olio extravergine d’oliva e due cucchiai di latte: frullate il tutto fino ad ottenere una crema densa e non troppo liquida.

Aggiustate di sale e di pepe e conservate il pesto così ottenuto in un barattolo di vetro a chiusura ermetica in un luogo fresco e asciutto.

Non vi resta che preparare un bel cestino ed esplorare le campagne di Langhe, Roero e Monferrato a caccia di questa deliziosa erba godendovi una bella passeggiata in mezzo alla natura!

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