Ivrea: città storica e gioiello industriale del XX secolo

Viaggiando sull’autostrada Torino-Aosta si può ancora oggi notare un cartello che recita: “Ivrea Città dell’Informatica”. In effetti, a partire dagli anni Trenta e fino a buona parte degli anni Novanta, Ivrea ha contribuito in modo significativo allo sviluppo economico e tecnologico non solo del nostro Paese, ma del mondo intero.

L’Olivetti è stata molto di più di una semplice fabbrica di macchine da scrivere, calcolatori e computer! Per lungo tempo, è stata una vera fucina di idee, progetti ed esperienze, dal punto di vista sociale, culturale, artistico e architettonico, che l’hanno portata ad essere considerata ancora oggi un unicum a livello mondiale. Per questo motivo, nel 2018 l’UNESCO ha dichiarato Ivrea “città industriale del XX secolo” allo scopo di tutelare e valorizzare l’importante patrimonio che Olivetti ha lasciato sul territorio eporediese.

Dal punto di vista storico, Ivrea è una delle città più antiche del Piemonte dal momento che venne fondata ben due secoli prima di Torino e almeno tre prima di Vercelli. In ogni angolo della città si possono infatti ammirare importanti reperti archeologici e opere d’arte e architettoniche di diverse epoche storiche. Una città che offre sempre spunti interessanti e che può essere scoperta sotto innumerevoli aspetti, tra cui quello gastronomico e culinario.

Infine, Ivrea è la città di uno dei Carnevali più particolari e unici d’Italia. Partendo da una base di fatti e personaggi realmente esistiti, il Carnevale d’Ivrea è sia una rievocazione storica sia un momento di grande divertimento, che coinvolge cittadini, turisti e visitatori. L’evento più conosciuto è la famosa Battaglia delle Arance, ma in realtà si compone di tanti altri riti e momenti di festa, a cui sicuramente vale la pena partecipare.

📌 Curiosità su Ivrea

  • Quanti abitanti ha Ivrea? Circa 23.000
  • Come si chiamano gli abitanti di Ivrea? Eporediesi
  • Altitudine: 253 metri s.l.m.
  • Ivrea è patrimonio UNESCO? Sì, dal 2018
  • Per cosa è famosa Ivrea? Carnevale con la Battaglia delle Arance, azienda Olivetti
  • Qual è il fiume di Ivrea? Dora Baltea

Storia di Ivrea: da Eporedia ai giorni nostri

L’antico nome di Ivrea è Eporedia e, tuttora, viene utilizzato in determinate occasioni per identificare la città e i suoi abitanti, gli eporediesi. Venne fondata nel V secolo a.C. dai Salassi, una popolazione celtica che si era stabilita in questa zona del Canavese, particolarmente strategica, perché si trova all’imbocco della Valle d’Aosta e a quell’epoca era molto ricca di giacimenti auriferi, di cui rimangono alcune testimonianze nel Parco della Bessa, che si trova poco distante dalla città.

Secondo alcuni studiosi, il toponimo deriverebbe dal nome dell’antica dea Epona e dalla contrazione del termine gallico “epo”, molto affine al greco “hyppos”, ovvero cavallo, e “redia”, con cui si indicavano i carri a quattro ruote. L’antica Eporedia era infatti un’importante stazione di posta sul sistema viario che conduceva verso i valichi alpini dell’odierna Valle d’Aosta.

In seguito alla conquista romana del territorio eporediese, il toponimo della città venne latinizzato e trasformato in Iporeia o Iporegia per poi diventare Ivreia e infine Ivrea. I Romani diedero un forte impulso alla crescita della città, che divenne un presidio militare molto importante oltre ad essere un punto di riferimento dal punto di vista commerciale, come dimostrano i resti di un porto fluviale scoperto qualche anno fa nelle acque della Dora Baltea.

Del periodo romano rimangono i ruderi di un anfiteatro a poca distanza dal centro della città, la struttura urbanistica con una lunga via centrale che può essere identificata come l’antico decumano e diversi resti di costruzioni ed edifici.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, Ivrea passò sotto il controllo dei Longobardi e successivamente dei Franchi, diventando contea e marca, fino ad arrivare all’anno 1000, quando venne acquisita da Arduino da Pombia, che venne incoronato Re d’Italia nel 1002.

Re Arduino, le cui spoglie riposano in una cappella del Castello di Masino, restò sul trono fino al 1014 e si oppose fermamente all’influenza della potente Diocesi di Vercelli, tanto che venne scomunicato da Papa Silvestro II e fu costretto a ritirarsi nell’Abbazia di Fruttuaria, dove morì nel 1018.

La fine del regno di Arduino riportò Ivrea sotto il dominio della signoria vescovile, di cui rimane un segno tangibile nella bellissima Torre di Santo Stefano, che sovrastava un convento di benedettini, oggi totalmente scomparso.

Nella seconda metà del XII secolo, i Marchesi del Monferrato tentarono di imporre il loro potere sulla città, istituendo il “comune di Ivrea e del Canavese”, ma il loro dominio fu di breve durata e la città tornò ben presto sotto il controllo del Vescovo di Ivrea e di altre nobili famiglie, tra cui i Savoia.

Amedeo IV di Savoia, conosciuto come il Conte Verde, acquisì il dominio su Ivrea nel 1356 e fece costruire il poderoso Castello dalle Rosse Torri in uno dei punti più alti e più strategici della città, ma dopo poco tempo fu costretto ad assistere a una intesa rivolta contadina, nota come “tuchinaggio”, che ridimensionò il potere dei signori feudali e in particolare dei Conti di Valperga, San Martino e Biandrate.

A parte alcuni brevi periodi, in cui Ivrea venne occupata dalle truppe spagnole e francesi, la città rimase sotto il controllo dei Savoia fino alla fine del XVIII secolo, quando venne occupata da Napoleone e dai suoi soldati, diventando il capoluogo del Dipartimento della Dora.

Nel 1814, come gran parte del Piemonte, anche Ivrea tornò ad essere un territorio sabaudo, acquisendo anche il titolo di capoluogo dell’omonimo circondario, che mantenne fino alla proclamazione dell’Unità d’Italia.

All’inizio del Novecento, Ivrea divenne uno dei principali poli industriali del Piemonte, con la fondazione dell’Olivetti nel 1908 e di tante altre industrie tessili, meccaniche e siderurgiche. Nel 1927 venne anche annessa alla Valle d’Aosta, insieme ad altri 113 comuni dell’Alto Canavese e solo dopo la Seconda Guerra Mondiale tornò a far parte del Piemonte e della Provincia di Torino.

Per gran parte del Novecento, Ivrea conobbe un incredibile sviluppo industriale ed economico, ma soprattutto sociale con la creazione della “fabbrica sociale” voluta da Adriano Olivetti, che metteva al primo posto il benessere dei lavoratori sotto tutti i punti di vista, a partire dalle cure sanitarie fino alle scuole e alla promozione della cultura e del turismo.

Verso la fine degli anni Novanta, Olivetti iniziò il suo lento e inesorabile declino e la città visse un periodo di difficoltà, nonostante la nascita di altre realtà industriali, tra cui Omnitel e Infostrada.

Oggi, Ivrea sta tornando ad essere una città vivace e piena di iniziative, soprattutto per quanto riguarda il turismo e la valorizzazione del territorio. Nel 2022 è stata dichiarata Capitale Italiana del Libro e nel bellissimo stadio della canoa si disputano numerosi eventi sportivi, anche di portata mondiale. Inoltre, l’Archivio Storico Olivetti organizza eventi, mostre e manifestazioni per la promozione e la valorizzazione del patrimonio storico, mentre i vari gruppi storici del Carnevale di Ivrea si impegnano per mantenere vive le antiche tradizioni e la conoscenza della storia della città.

Dove si trova Ivrea?

La città di Ivrea sorge in un punto davvero molto particolare del grande Anfiteatro Morenico della Serra. Si trova ad un’altitudine di appena 267 metri, a poca distanza dall’imbocco della Valle d’Aosta ed è circondata da numerose colline, ricche di corsi d’acqua che formano i famosi 5 Laghi di Ivrea.

La Dora Baltea, che nasce dal Monte Bianco e attraversa tutta la Valle d’Aosta, suddivide la città in due parti: sulla riva sinistra si trova il centro storico e la parte più antica della città, mentre il lato destro è occupato da edifici più recenti, ad eccezione del Borghetto, che esisteva già in epoca romana e medievale.

Nel Pleistocene, questa parte del Canavese era ricoperta da un enorme ghiacciaio, che ritirandosi ha formato una grande pianura e la collina morenica della Serra, una delle formazioni collinari più lunghe, massicce e dritte del mondo. La Serra è infatti lunga circa 25 chilometri e, oltre a dividere il Canavese dal Biellese, forma un ampio anfiteatro molto importante dal punto di vista geologico e ambientale.

Per la sua posizione geografica, Ivrea è da sempre un crocevia fondamentale per raggiungere sia le valli alpine, sia la Val Chiusella e il torinese. Inoltre, grazie alla costruzione del Naviglio di Ivrea, voluto da Jolanda di Francia e costruito nel 1468, fornisce acqua alle risaie del vercellese. Un tempo, il canale era navigabile e permetteva di raggiungere Vercelli attraverso una comoda “via d’acqua”.

? G. Tunici (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Cosa vedere a Ivrea?

Una visita a Ivrea è sempre un’esperienza interessante e permette di conoscere la città sotto diversi aspetti: si può partire alle vestigia romane per immergersi in pieno medioevo per passare poi al barocco e alle architetture più moderne, progettate e realizzate dai maggiori architetti del Novecento.

Siti archeologici

Uno dei siti archeologici più importanti di Ivrea è senza dubbio l’anfiteatro romano, che ora si trova alle porte della città. Venne costruito a metà del I secolo d.C. nei pressi della strada che portava a Vercelli e si pensa che potesse ospitare fino a 10.000 spettatori.

L’area archeologica venne scoperta a metà degli anni Cinquanta e solo nei primi anni Ottanta si iniziò a indagare in una zona adiacente, dove probabilmente sorgeva una villa di epoca antecedente e di cui rimangono solo alcuni locali. Durante gli scavi vennero portate alla luce numerose decorazioni, monetine, statue e resti di vasellame, oggi esposti presso il museo civico della città.

L’anfiteatro è sempre visibile attraverso una recinzione, mentre in alcuni periodi dell’anno o in particolari occasioni è possibile partecipare a visite guidate con archeologi ed esperti.

Un altro punto di particolare interesse archeologico è il Pons Maior, un antico ponte romano, i cui resti sono ancora visibili nel letto della Dora Baltea. Anche questo ponte venne presumibilmente edificato nel I secolo d.C. e faceva parte di un più ampio complesso architettonico, che comprendeva anche una banchina d’attracco per le imbarcazioni che risalivano e discendevano sulla Dora Baltea.

Il Ponte Vecchio e il Borghetto

Per superare più facilmente la Dora Baltea, nel III secolo d.C. i romani costruirono un ponte nel punto più stretto del corso del fiume.

Attorno all’entrata della città, venne edificato un piccolo agglomerato di case e botteghe, che successivamente venne protetto da una cinta muraria e in cui si poteva entrare solo attraversando tre ingressi.

Nel corso del tempo, il Ponte Vecchio ha subito diverse modifiche, ristrutturazioni e rifacimenti fino a raggiungere l’aspetto attuale, rendendolo uno dei maggiori punti d’interesse della città di Ivrea. Nelle vicinanze si trovano il Ponte Isabella, costruito in stile Liberty verso la fine dell’Ottocento e alcune ville molto eleganti, tra cui Villa Ravera e Villa Luisa, oggi sede di Confindustria Canavese.

Molto interessante è anche la Fontana dedicata a Camillo Olivetti, realizzata nel 1957 dallo scultore Emilio Greco.

Il Castello dalle Rosse Torri

Il Castello dalle Rosse Torri è l’emblema della città di Ivrea. Venne fatto costruire da Amedeo IV di Savoia su un’altura che domina il centro storico della città in mattoni rossi e a pianta trapezoidale. Ad ogni angolo si innalzava una torre circolare, allo scopo di tenere sotto controllo il territorio e difenderlo in caso di attacchi nemici.

Purtroppo, con l’avvento della polvere da sparo, il Castello di Ivrea si dimostrò poco efficace e venne adibito a magazzino e ricovero, ma una notte del 1676 un fulmine cadde su una torre, che esplose e demolì buona parte delle abitazioni sottostanti e non venne mai più ricostruita.

Per un breve periodo, il Castello venne utilizzato come dimora dai Savoia e più recentemente divenne un carcere, mentre ultimamente viene saltuariamente adibito a sede di mostre e manifestazioni.

Il Duomo di Ivrea

Proprio alle spalle del Castello, si trova il Duomo di Ivrea, collegato al Palazzo del Vescovado da un porticato coperto. I ritrovamenti di antichi resti romani fa presumere che già nell’antichità in quest’area sorgesse un tempio, successivamente trasformato in chiesa cristiana con la costituzione della Diocesi di Ivrea, tra il IV e il V secolo d.C.

L’edificio venne ampliato intorno all’anno 1000 per volere del Vescovo Warmondo e ricostruito nel XII secolo, a causa dei danni provocati da un forte terremoto. Durante le opere di ricostruzione, la struttura del Duomo di Ivrea venne profondamente modificata e nel 1516 la facciata romanica venne sostituita con una in stile bramantesco, rinnovata ancora nel 1856 aggiungendo elementi neoclassici.

L’interno del Duomo di Ivrea è in stile barocco, mentre nella cripta sono ancora conservati elementi in stile romanico e reperti dell’antico tempio romano.

La Torre di Santo Stefano e la Torre dei Tallianti

Le due torri si trovano nei pressi del centro storico e sorgono a poca distanza l’una dall’altra. La Torre di Santo Stefano faceva parte di un complesso benedettino, costruito intorno all’Xi secolo per volere del Vescovo Enrico. Si presume che vennero utilizzati laterizi romani, anche se dal punto di vista estetico è un bellissimo esempio di struttura romanica canavesana.

Leggermente più recente, è la Torre dei Tallianti, edificata tra il XII e il XIII secolo, facilmente visibile dagli attuali Giardini Giusiana.

Il MAAM: Museo all’Aperto dell’Architettura Moderna

Inaugurato nel 2001, il MAAM è uno dei musei più importanti dedicati all’architettura moderna degli anni Cinquanta. Il percorso museale, totalmente all’aperto e visitabile in qualsiasi momento dell’anno gratuitamente, consente di ripercorrere le tappe principali dell’architettura olivettiana, a partire dalla Fabbrica di Mattoni Rossi fino ad arrivare a Talponia, un complesso residenziale ad arco realizzato per ospitare visitatori e dipendenti dell’Olivetti, che si recavano a Ivrea per lunghi periodi.

Uno degli edifici più curiosi è La Serra, che si trova accanto alla Torre di Santo Stefano. Questo edificio, il cui aspetto ricorda una macchina da scrivere, è stato a lungo un albergo, ma al suo interno si trovano anche una grande sala conferenze, negozi, una piscina e persino un piccolo sito archeologico.

La Chiesa di San Bernardino

Nell’ex-area industriale Olivetti è conservato un vero tesoro d’inestimabile bellezza: la Chiesa di San Bernardino. È una piccola chiesetta in stile gotico, che un tempo faceva parte di un convento francescano, scelto poi da Camillo Olivetti come dimora per sé e la sua famiglia.

La maggiore particolarità di questo edificio è un grande affresco, realizzato da Giovanni Martino Spanzotti verso la fine del XV secolo, che raffigura la storia della vita e della Passione di Cristo con al centro una grande Crocefissione di dimensioni quadruple rispetto a tutte le altre immagini.

Il Museo Tecnologic@mente

Nato nel 2006 e gestito dalla Fondazione Natale Cappellaro, il museo Tecnologic@mente è un vero viaggio attraverso le tecnologie che hanno reso grande Ivrea agli occhi del mondo nel settore della meccanica e dell’elettronica.

Si possono ammirare le mitiche macchine per scrivere Olivetti, a partire dalla M1, i primi calcolatori meccanici come la Divisumma, e i primi computer da tavolo e portatili. Il museo offre anche un servizio di restauro e organizza laboratori didattici per le scuole di ogni ordine e grado.

? O. Garrone (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Cosa fare a Ivrea?

Davvero non sapete cosa fare a Ivrea? Oltre a una bella passeggiata nelle vie del centro storico, Ivrea è la città del Carnevale, ma anche dei cavalli.

Il Carnevale di Ivrea

Il Carnevale di Ivrea ha origini antichissime, anche se i suoi eventi vennero istituzionalizzati solo all’inizio dell’Ottocento su iniziativa del comando napoleonico, che impose ai rioni di riunire le varie manifestazioni in un’unica festa,

Il simbolo del Carnevale è il berretto frigio, un copricapo d’origine giacobina, utilizzato durante la Rivoluzione francese come emblema di rinnovamento e libertà.

Tutta la festa si basa su una leggenda, secondo cui Violetta, figlia di un mugnaio, si sarebbe ribellata all’obbligo dello Jus Primae Noctis, imposto dal Marchese del Monferrato. Con uno stratagemma, la mugnaia sarebbe riuscita a decapitare il signorotto, dando inizio alla ribellione popolare, rievocata dalla Battaglia delle Arance.

L’inizio del Carnevale di Ivrea è segnato dalla pifferata del mattino del 6 gennaio e gli eventi si susseguono fino alla sera del Martedì Grasso, tra riti, feste e tantissimo divertimento.

? R. Boerio (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

La Festa Patronale di San Savino

Sin dalla sua fondazione, Ivrea ha sempre avuto un profondo legame con il mondo dei cavalli e dell’equitazione. Durante la Festa Patronale di San Savino, il 7 luglio, a Ivrea si tiene una grande fiera equina, che include esposizioni, sfilate ed esibizioni.

Cosa mangiare a Ivrea?

Una delle torte più famose di Ivrea è la Torta 900, inventata dal pasticcere Ottavio Bertinotti per celebrare il nuovo secolo. Tuttora, la ricetta di questo dolce è coperta da brevetto e l’originale si può gustare solo presso la Pasticceria Balla, che ne detiene i diritti.

Altri dolci deliziosi (e assolutamente da provare!) sono i biscotti eporediesi, croccanti fuori e morbidissimi dentro, e la Polenta di Ivrea, una tortina inventata dalla Pasticceria Strobbia nel 1922, a base di farina di mais e fecola, a cui vengono aggiunti succo d’arancia, miele e granella di nocciole.

Infine, durante il Carnevale è d’obbligo gustare almeno un piatto di fagioli grassi, preparati nei diversi rioni della città. Un piatto dalla cottura lentissima, ma davvero prelibato.

 

Che ne dici di una bella gita fuori porta a Ivrea? Se ci sei già stato, condividi le tue esperienze, le tue fotografie e i tuoi commenti con le tante persone che, come te, amano il Piemonte! Ti aspettiamo su tutti i canali social di Gite Fuori Porta in Piemonte!

Le attività consigliate da Gite Fuori Porta in Piemonte

Ristoranti a Ivrea

Caratteristiche

  • Interesse storico, artistico e culturale