Vercelli, la “Capitale Europea del Riso”

La bellissima città di Vercelli si stende su una piana ricchissima di canali, fiumi e corsi d’acqua, indispensabili per la coltivazione di alcune tra le più preziose varietà di riso. Un prodotto d’eccellenza che qui si coltiva da secoli tra grandi cascinali, opere idrauliche ingegnose e, soprattutto, paesaggi che incantano in ogni stagione dell’anno.

Oltre ad essere la “capitale europea del riso”, Vercelli è un vero scrigno di tesori artistici e culturali, a partire dall’Abbazia di Sant’Andrea, uno dei più importanti capolavori dell’architettura gotico-romana piemontese, fino all’imponente Cattedrale, che custodisce le reliquie di Sant’Eusebio, patrono della città e della nostra regione.

Sull’origine del toponimo sono state fatte numerose ipotesi. La più attendibile sembra essere quella di celto-ligure, per cui Vercelli nascerebbe dall’unione del vocabolo Verk con il suffisso –elle, che con il tempo si sarebbe trasformato in ver- cellae, ovvero luogo di maggiore importanza, in contrapposizione all’antico Bugella, con cui veniva identificata Biella.

Diversi sono anche i significati che sono stati attribuiti a Vercelli: fortezza, stazione, mercato e sito minerario per la presenza di oro e altri metalli nelle acque dei corsi d’acqua che la circondano.

Vercelli dall’età antica a oggi

Sebbene non si abbiano notizie certe sulla fondazione di Vercelli, alcuni studiosi ritengono che i primi ad insediarsi in questo territorio furono i Celti, che furono sopraffatti dalla dominazione romana nel II secolo a.C., i quali sfruttarono la particolare posizione della città per creare un importante municipium lungo l’asse viario che congiungeva le Alpi con la Pianura Padana.

In seguito all’Editto di Costantino, nel 313 d.C., la città diventò una sede episcopale con l’elezione del vescovo Eusebio di Vercelli, che si prodigò per la diffusione del cristianesimo e del culto mariano, in particolare della Madonna Nera, una figura importata dalla Terra Santa e divenuta simbolo di alcuni importanti luoghi sacri, tra cui il Santuario d’Oropa.

Il potere dei vescovi dell’Arcidiocesi di Vercelli crebbe notevolmente, soprattutto in epoca medievale, e nel XIII secolo la città ottenne il controllo di un vastissimo territorio che comprendeva le Alpi, il Po e i corsi del Sesia e della Dora Baltea, oltre a un lungo tratto della Via Francigena.

A conferma della sua potenza, vennero edificati il primo nucleo dell’Abbazia di Sant’Andrea e un ospedale, oltre all’istituzione della prima Università degli Studi in Piemonte. Vercelli fu anche il primo comune ad abolire la servitù della gleba.

Il periodo d’oro della città durò fino al 1335, quando il comune passò sotto una dominazione straniera e perse per sempre la sua autonomia politica, ma non il suo prestigio e la sua ricchezza. Dopo il dominio visconteo, la città entrò a far parte dei possedimenti della famiglia Savoia e questo le consentì di arricchirsi e trasformarsi in uno dei maggiori centri culturali del Rinascimento piemontese.

Purtroppo, il progetto di Carlo Emanuele I di Savoia di modificare l’assetto urbano della città, costruendo una cinta muraria e una cittadella fortificata, impedì a Vercelli di espandersi per oltre un secolo, rendendola oggetto di numerosi assedi, specialmente durante la guerra di successione spagnola.

All’inizio del XVIII secolo, i Savoia tornarono in possesso del territorio vercellese, ma verso la fine del secolo la città venne occupata dalle truppe napoleoniche e annessa al territorio francese. In questo periodo, l’aspetto di Vercelli cambiò profondamente: vennero abbattute le fortificazioni e la cittadella per fare spazio a eleganti edifici, viali e piazze, che la resero più moderna e affascinante.

Dopo la restaurazione del governo sabaudo, i vercellesi presero parte ai moti risorgimentali ed ebbero un ruolo importante nelle Guerre d’Indipendenza, ma il tessuto urbano venne gravemente danneggiato e la città smise di espandersi fino all’inizio del Novecento con l’avvento della risicoltura e di nuovi metodi di coltivazione, più efficienti e produttivi.

La vera rinascita di Vercelli iniziò nell’immediato Secondo Dopoguerra, periodo in cui l’agricoltura fece da motore trainante dell’economia locale e della ripresa. Ancora oggi, il riso è una risorsa fondamentale per questo territorio, non solo come prodotto agroalimentare, ma anche come opportunità turistica e di valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale della città e delle aree circostanti.

Cosa vedere a Vercelli?

Vercelli è una delle principali città d’arte della nostra regione. Il grande patrimonio artistico, che caratterizza il suo centro storico, si è sorprendentemente conservato nel corso dei secoli, offrendo ai visitatori una città ancora intatta in molte sue parti e in cui si può respirare un’atmosfera sempre unica e molto suggestiva.

Piazza Cavour

Il punto ideale da cui partire per una gita alla scoperta delle bellezze di Vercelli è sicuramente Piazza Cavour. Un grande spazio aperto su cui si affacciano bellissimi edifici storici, caffè e negozi, ma anche un luogo d’incontro ideale per eventi e manifestazioni che coinvolgono cittadini, turisti e visitatori in ogni periodo dell’anno.

Al centro della piazza campeggia una grande statua di Camillo Benso Conte di Cavour, statista e protagonista del processo di unificazione del nostro Paese, ma anche grande innovatore, che ha contribuito alla diffusione della risicoltura con la costruzione di una fitta rete di canali irrigui, tuttora utilizzati dagli agricoltori vercellesi.

La Torre dell’Angelo

Uno dei simboli della città di Vercelli è senza dubbio la Torre dell’Angelo. Costruita nel XII secolo, la sua storia è avvolta dalla leggenda. Si narra infatti che un angelo abbia miracolosamente salvato una persona che stava cadendo dalla torre, ma anche che sia scampata dal crollo, a causa della sua base poco solida, grazie all’intervento di un angelo.

La struttura della torre è costituita da diverse parti, edificate nel corso del tempo: la parte più antica è la base, realizzata in epoca romanica, a cui venne aggiunto un corpo ottagonale sovrastato da un terrazzino tra il XIV e il XV secolo. Successivamente, venne creata una torretta in legno, abbattuta nel 1875 e sostituita dagli attuali finestroni e dalla merlatura.

Il Broletto

Proprio alle spalle di Piazza Cavour, si trova il Broletto, un complesso architettonico molto antico, che per molto tempo ha rappresentato il cuore amministrativo della città. Oggi l’edificio è stato restaurato, ma conserva intatta la sua imponenza e grandezza.

La torre comunale che sovrasta il Broletto è una delle costruzioni più alte della città e pare che già nel XIV secolo fosse fornita di orologio, uno dei primi in Piemonte, e di campane che, oltre a indicare l’ora, servivano per avvertire la popolazione di pericoli imminenti o per annunciare le assemblee cittadine.

Dopo i lavori di consolidamento, portati avanti nel XX secolo, l’orologio e le campane vennero rimossi, mentre la guglia di oltre 20 metri venne abbattuta da un fulmine nel 1821 e mai più ricostruita.

Il Duomo

La cattedrale, dedicata a Sant’Eusebio, ha origini molto antiche, che potrebbero addirittura risalire all’epoca romana. L’architettura neoclassica del più importante edificio religioso della città è davvero imponente ed è il risultato di tantissimi interventi di ristrutturazione, ripristino e ampliamento che si sono succeduti nel corso dei secoli.

La parte più antica risalirebbe al IV secolo e venne realizzata per volere di Sant’Eusebio da Vercelli, primo vescovo della città e della nostra regione. Inizialmente, si trattava di una chiesa dedicata a San Teonesto, primo martire locale, e si trovava in una necropoli alle porte della città. Dopo qualche tempo, la chiesa venne sostituita da una grande basilica, che si ispirava a San Pietro Antico a Roma, di cui ancora oggi rimangono il campanile in stile romanico e un grandioso crocifisso ricoperto in lamine d’argento del X secolo.

La basilica venne abbattuta durante la Controriforma e ricostruita secondo il progetto di diversi architetti, tra cui Michelangelo Garove e Benedetto Alfieri in epoca sabauda. Oggi la chiesa custodisce importanti opere d’arte, affreschi e dettagli architettonici di grande valore. Da visitare è anche il bellissimo Museo del Tesoro del Duomo che ha sede nel Palazzo Vescovile ed espone eleganti opere di oreficeria, manoscritti, suppellettili e arredi liturgici, tessuti e dipinti di vari periodi storici.

Non da ultimo, è d’obbligo salire sull’antica torre campanaria, da cui si può godere di un panorama spettacolare su tutta la città.

La Basilica di Sant’Andrea

Un’altra tappa imperdibile durante una visita a Vercelli è l’antica Basilica di Sant’Andrea, uno dei più importanti esempi di architettura gotica della nostra regione. La sua costruzione iniziò nel XIII secolo, ma si prolungò per diverso tempo, come testimoniano i diversi stili che la caratterizzano.

La facciata si presenta ricca di dettagli piuttosto intricati, a cui si alternano raffigurazioni di scene tratte dalla Bibbia e figure decorative. All’interno si può invece ammirare una grande navata centrale, affiancata da due laterali, che accolgono diverse cappelle. Una delle più significative è la Cappella di San Giovanni, in cui si trova il famoso crocifisso ligneo, scolpito da Benedetto Antelami. Assolutamente da non perdere è anche il bellissimo chiostro con la sua struttura a portici e i capitelli finemente scolpiti.

La Sinagoga

Per lungo tempo, Vercelli ha ospitato una delle comunità ebraiche più importanti del Piemonte e ancora oggi accoglie moltissimi fedeli provenienti da ogni parte d’Italia. L’edificio della Sinagoga venne edificato a metà del XIX secolo, quando gli ebrei a Vercelli erano in forte espansione, ed è facilmente riconoscibile dalla sua grande facciata a bande bicolore in pietra arenaria. Da visitare è anche il cimitero israelitico ottocentesco, i cui edifici sono stati recentemente restaurati.

Il Teatro Civico

Fulcro della vita culturale di Vercelli, il Teatro Civico è un gioiello d’architettura neoclassica. Inaugurato nel 1861, attualmente ospita spettacoli ed esibizioni artistiche di vario genere, realizzate da artisti di fama nazionale e internazionale. Un centro d’aggregazione e di sviluppo di progetti artistici sempre di altissima qualità.

Sabrina S. e Roberto P. – dal gruppo Facebook di Gite Fuori Porta in Piemonte

I Musei di Vercelli

Oltre al Museo del Tesoro del Duomo, che custodisce un patrimonio d’inestimabile valore, sono sicuramente da visitare almeno il Museo Leone, in cui sono conservati numerosi reperti archeologici di epoca romana, e Palazzo Gaudenzio Ferrari, residenza del famoso pittore rinascimentale e sede di una vasta esposizione di opere d’arte, dipinti e sculture dell’artista stesso.

Eventi da non perdere a Vercelli

Le feste tradizionali e gli eventi a Vercelli non mancano di certo! Una delle manifestazioni più importanti è la Processione delle Macchine, di cui si hanno notizie fin dal XVII secolo. Si svolge il Venerdì Santo e consiste in una grande sfilata di gruppi plastici, raffiguranti le diverse tappe della Via Crucis. La custodia delle macchine è affidata alle Confraternite cittadine, che si occupano della loro custodia e del restauro.

Un altro evento molto importante per i vercellesi è il Carnevale Benefico, le cui maschere più rappresentative sono il Bicciolano e la Bela Majin. L’origine di questa manifestazione risalirebbe al periodo compreso tra il Settecento e l’Ottocento, ma è solo a partire dagli anni Sessanta che si è vista una vera rinascita del folclore popolare con l’introduzione delle antiche maschere dei rioni e le sfilate dei carri allegorici.

Infine, è tradizione che ogni martedì e venerdì si tenga a Vercelli l’antico mercato medievale in Piazza Cavour e nelle vie circostanti con oltre 130 bancarelle, mentre la prima domenica di ogni mese è immancabile il Barlafüs, un mercatino del piccolo antiquariato che attira appassionati da ogni parte del Piemonte.

Imperdibili sono anche il Viotti Festival, che richiama musicisti da ogni parte del mondo, la Fiera in Campo, una manifestazione fieristica rivolta principalmente ai risicoltori e La Fattoria in Città, che accoglie produttori, artigiani e associazioni del territorio e di altre regioni italiane.

Cosa mangiare a Vercelli?

Naturalmente, il protagonista assoluto della tradizione culinaria vercellese è il riso, che trova la sua massima espressione nella Panissa, un risotto arricchito con i prodotti tipici di questo territorio, tra cui il salam dla doja, fagioli di Saluggia e di Villata, e il lardo. Un piatto decisamente ricco e sostanzioso, che si abbina molto bene a un buon bicchiere di Barbera del Monferrato.

Altre prelibatezze vercellesi sono i tipici Bicciolani, biscotti di pasta frolla impreziositi da un misto di spezie, e la Tartufata, una torta formata da tre dischi di Pan di Spagna ricoperti con scaglie di cioccolato e farcita con crema chantilly e granella di nocciole.

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Caratteristiche

  • Interesse storico, artistico e culturale
Piazza Municipio 5, Vercelli, Italy