Crodo: acqua, storia e paesaggi indimenticabili

Crodo è il principale centro abitato della Valle Antigorio, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola. È un’importante località termale ed è famosa per le sue acque minerali e per la produzione di bevande, ma soprattutto per il Crodino, uno degli aperitivi analcolici più conosciuti in tutto il mondo.

Si trova in una grandiosa vallata incorniciata da cime alte e imponenti, ma ricchissima di corsi d’acqua che nel tempo l’hanno scavata profondamente creando orridi, canaloni, marmitte dei giganti e paesaggi spettacolari. Un paradiso per chi ama stare a contatto con la natura e vivere esperienze all’aria aperta.

Una storia che si perde nella notte dei tempi

Milioni di anni fa la Valle Antigorio era ricoperta da un enorme ghiacciaio che, sciogliendosi, ha scavato in profondità il territorio, creando gole, pareti scoscese e conche in cui si sono insinuati fiumi e torrenti impetuosi. La presenza di tantissima acqua, ha reso la vegetazione rigogliosa e ha creato meravigliosi paesaggi, che ogni anno attirano tantissimi turisti.

Un territorio così ricco d’acqua e natura è da sempre stato l’ideale per gli insediamenti umani. Infatti, sin dalla preistoria gli uomini si sono insediati in questi luoghi, come dimostrano alcuni reperti risalenti a 3500 anni fa. È certo che, intorno al I secolo a.C., questo territorio fosse abitato dalla popolazione celtica dei Leponzi, di cui sono state ritrovate armi e corredi tombali. I Leponzi erano originari della Valle del Reno e del Rodano, e fondarono le odierne Domodossola e Bellinzona. Successivamente, vennero sopraffatti dai Romani con cui entrarono in conflitto, ma la loro cultura resistette e ancora oggi, in questa parte del Piemonte, sono vive forti tradizioni di origine celtica.

Una delle testimonianze più antiche della presenza umana in Valle Antigorio è il cosiddetto “Muro del Diavolo”, un’imponente struttura megalitica, probabilmente con funzioni religiose o sociali, che si addossa a un grande muraglione su un ampio terrazzamento, il cui orientamento segue i punti cardinali. La leggenda popolare narra che il diavolo, in un moto d’ira, avesse intenzione di costruire un ponte di collegamento tra i due versanti della valle, per poter scagliare la cima della montagna sugli abitanti di Cravegna, troppo pii e religiosi. Ma per intercessione della Madonna, intervenne San Martino, e dopo un duello, costrinse il diavolo ad abbandonare l’impresa.

Intorno al 1200, i nobili feudatari e l’imperatore Ottone IV, favorirono la nascita di centri abitati e l’occupazione del territorio da parte dei Walser, i quali avevano il compito di sfruttare al meglio le risorse di queste terre di montagna.

Nel 1380, i Visconti, una delle famiglie nobili più antiche d’Italia, sottomisero l’intera Ossola, concedendo a Crodo una speciale autonomia. Essendo una zona di confine e particolarmente strategica, venne costruita un’ampia rete di torri d’avvistamento, allo scopo di sorvegliare e difendere i possedimenti dalle incursioni degli eserciti svizzeri. La rete era così efficiente che i messaggi potevano raggiungere Milano in poco tempo.

Verso la fine del XIV secolo, Crodo venne colpita da una devastante epidemia di peste e da una serie di inondazioni, che obbligarono gran parte della popolazione ad abbandonare i propri villaggi per emigrare in cerca di condizioni di vita migliori. Proprio in questi anni, ci fu la stesura degli “Statuti di Crodo” , in cui venivano imposte norme sulla vita rurale, l’allevamento del bestiame, lo sfruttamento e il mantenimento dei boschi e dei pascoli. La versione medievale degli “Statuti” è andata perduta nel corso dei secoli, ma ne vengono conservate diverse versioni dal Seicento fino all’Ottocento nell’ “Archivio Osellana di Domodossola”.

Nel 1928 il territorio del Comune di Crodo si ampliò, includendo anche le attuali frazioni di Cravegna, Miozzo e Viceno. Ciò che più influì sulla vita e la conformazione della valle nel periodo tra le due guerre mondiali fu la costruzione di diversi sbarramenti e dighe su fiumi e torrenti per la produzione di energia elettrica. Si crearono nuovi posti di lavoro, che convinsero molti emigrati a tornare nei loro paesi d’origine.

Durante il secondo conflitto mondiale, la Valle Antigorio fu teatro di violenti scontri tra le truppe nazifasciste e i partigiani, che si erano rifugiati tra queste cime. Nell’autunno del 1944, i partigiani istituirono la Repubblica dell’Ossola che per soli quaranta giorni riuscì a governare la zona, redigendo riforme democratiche, che successivamente avrebbero ispirato gli articoli della Costituzione Italiana. Purtroppo, la vita della Repubblica d’Ossola fu molto breve e ben presto il territorio venne riconquistato dalle truppe nazifasciste.

Oggi, Crodo e la Valle Antigorio sono mete turistiche molto apprezzate sia da chi cerca il relax sia da chi ama la natura, le escursioni e lo sport all’aria aperta.

📷 M. Ferni (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Il “Crodino”, l’aperitivo analcolico più amato dagli italiani

Non si può parlare di Crodo senza citare il “Crodino”, un aperitivo amatissimo non solo dagli italiani.

La produzione di bevande a Crodo ebbe inizio nel Secondo Dopoguerra, quando l’imprenditore Piero Ginocchi, proprietario dell’allora Società Anonima Terme di Crodo fu costretto a trasferire l’imbottigliamento delle acque minerali da Milano a Crodo. Lo stabilimento milanese era stato distrutto da un bombardamento nel 1943 e Crodo, per la vicinanza alle fonti, era il luogo ideale per riprendere la produzione.

Inizialmente, oltre all’imbottigliamento delle acque minerali, si producevano bevande come il tamarindo, il chinotto e la Crodo cola, ma era necessario trovare un prodotto analcolico più innovativo che rilanciasse l’azienda e attirasse l’attenzione dei consumatori. Il 1 dicembre 1964 venne messo sul mercato il “Picador”, che poi prese il nome di “Biondino” e nel 1965 divenne definitivamente “Crodino”, dal diminutivo di Crodo, dove ancora oggi si trova lo stabilimento in cui viene imbottigliato.

La ricetta è mantenuta segreta, anche se è noto che venga utilizzata una particolare miscela di spezie come chiodi di garofano, cardamomo, coriandolo e noce moscata. Prima di essere imbottigliata, la bevanda viene lasciata riposare in botti di rovere per sei mesi per conferirgli l’inconfondibile sapore leggermente amarognolo.

Nel 1983 la Società Anonima Terme di Crodo e tutti i suoi marchi vennero acquisiti dall’olandese Bols Wessanen, la quale, nel 1995 è stata incorporata nella Campari Group che tuttora detiene il marchio “Crodino”.

Nel 2014 è nato il “Crodino Twist”, ai gusti agrumi e frutti rossi, che viene attualmente prodotto nello stabilimento Fava di Mariano Comense, in provincia di Como.

Le acque minerali, fonte di benessere

Le acque che sgorgano purissime dalle fonti di Crodo sono note sin dall’antichità per le loro proprietà terapeutiche e benefiche. Le sorgenti da cui vengono prelevate le acque sono la Fonte Valle d’oro, la Fonte Monte Cistella e la più recente Fonte Lisiel. Ognuna di esse si distingue per le caratteristiche organolettiche delle sue acque e per le diverse azioni terapeutiche, in particolare sull’apparato digerente e per la cura delle malattie dello stomaco e dell’intestino.

La scoperta delle qualità curative delle acque di Crodo sembra legata ad una leggenda dell’epoca delle Crociate. Un cavaliere Templare, che stava tornando dalla Terra Santa, si era fermato nelle vicinanze di Crodo per far riposare e rifocillare la sua giumenta, stremata dalle fatiche del lungo viaggio. Accanto al luogo in cui il cavaliere si era fermato, c’era una fonte tra le rocce da cui sgorgava acqua purissima. Il cavaliere e la sua giumenta si dissetarono alla fonte e ben presto ripresero le forze per proseguire il viaggio. La notizia si diffuse in tutta la valle e molti iniziarono a recarsi alla fonte per avvalersi dei benefici delle sue acque quasi miracolose.

In realtà, le proprietà curative delle fonti di Crodo sono state citate per la prima volta nel proemio agli Statuti della Valle Antigorio, promulgati il 13 gennaio 1513 che, una volta avvalorati da Carlo V di Spagna, vennero diffusi nel 1684-85 dal pretore Francesco Villegas Y Contardi.

In tempi recenti, la diffusione delle acque minerali di Crodo si deve principalmente a Piero Ginocchi, che affiancò all’imbottigliamento, la produzione di bevande e una campagna pubblicitaria aggressiva ed efficace a livello mondiale.

Cosa vedere a Crodo

Il Parco delle Terme

Crodo è il paese dell’acqua per eccellenza e non può di certo mancare un Parco delle Terme. La struttura si trova a Bagni di Crodo all’imbocco della valle Antigorio e  ospita il salone con mescita dell’acqua gestito dall’Unione Montana Alta Ossola. Presso il salone è possibile assaporare l’acqua di Crodo gratuitamente, versando solo 1€ di cauzione per il bicchiere.

All’interno del Parco sono presenti giochi per bambini e, da giugno a settembre, è possibile partecipare ad eventi e manifestazioni dedicati al benessere e alla forma fisica.

Le acque sono di due tipologie: oligominerali e minerali fredde, provenienti dalla fonte Lisiel, e solfato-bicarbonato-calciche dalle Fonti Valle d’Oro e Cistella. Sono indicate per la cura di malattie dell’apparato digerente e muscolo-scheletriche, oltre ad essere efficaci nei casi di intossicazione epatica e renale.

Parco Naturale Veglia Devero

L’area protetta è stata istituita nel 1978 allo scopo di proteggere e salvaguardare le peculiarità naturali e ambientali di Veglia e Devero, ma anche per favorire l’organizzazione del territorio per la sua più ampia fruizione da parte di residenti e turisti. Un ulteriore finalità del Parco è migliorare il più possibile la qualità di vita degli abitanti e promuovere le attività agro-silvo-pastorali.

La superficie complessiva del Parco è di 8580 ettari che si sviluppano tra i 1600 metri dell’Alpe Devero  e i 3553 metri del Monte Leone. Si può accedere alla riserva sia utilizzando l’accesso di Alpe Veglia, percorrendo la strada provinciale che da Varzo porta alla località sciistica di San Domenico, sia da Alpe Devero seguendo la strada statale per la Val Formazza da Baceno.

Musei imperdibili

A Crodo sono presenti diversi musei molto interessanti.

Museo Nazionale delle Acque Minerali  e il Museo Mineralogico Ossolano

Innanzitutto, all’interno del Parco delle Terme sono assolutamente da vedere il Museo Nazionale delle Acque Minerali “Carlo Brazzorotto” e il Museo Mineralogico Ossolano “Roggiani-Bianchi”. Il Museo delle Acque Minerali è nato nel 1993 per volontà del Centro Studi “Piero Ginocchi”, con sede a Crodo, ed è stato inaugurato nel 2006, dopo un lungo lavoro di ricerca e allestimento. All’interno dell’esposizione è possibile osservare impianti storici di imbottigliamento delle acque minerali, bottiglie piene e tantissime etichette, oltre a un bando del Granduca di Toscana del 1 luglio 1583 sulle acque di Monte Catini di Valdinievole.

Il Museo Mineralogico, invece, espone campioni pregevoli e scientificamente significativi di minerali rinvenuti nel bacino del Verbano Cusio Ossola, tra cui minerali particolarmente rari, come la gasparite, la roggianite o la paraniite. Il museo è aperto da giugno a settembre oppure su prenotazione.

Museo sulla Fauna del Parco Veglia-Devero

Un altro museo molto importante è il Museo sulla Fauna del Parco Veglia-Devero di Crodo. L’esposizione viene ospitata all’interno del Centro Visite del Parco Veglia–Devero ed è nata nel 2003 grazie alla collaborazione tra l’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Ossola ed il ricercatore Valter Fogato, collaboratore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Sono presenti modelli a grandezza naturale di ambienti e paesaggi della valle, arricchiti da dipinti e ricostruzioni di animali in cartongesso. Vengono mostrati anche animali imbalsamati, deceduti per incidenti o cause naturali, e ritrovati dalle guardie del Parco. Sono anche osservabili la “Vetrina delle Farfalle e Falene” e una teca dedicata ai “Reperti di orme e tracce animali” con il gioco delle impronte sulla sabbia. L’ingresso al museo è libero negli orari di apertura del Ufficio Turistico IAT Alta Ossola.

Casa Museo della Montagna

Nella frazione di Viceno, si trova invece la Casa Museo della Montagna, che riproduce una tipica abitazione del secolo scorso articolata in tre ambienti: cucina, camera e cantina, arredati con gli oggetti della vita quotidiana dell’epoca. Il museo è nato negli anni Settanta per volontà di alcuni abitanti che hanno voluto preservare una casa tradizionale, allo scopo di tramandare il ricordo dei modi di vita passati. La cucina è arredata con mobili e oggetti originali, e nella camera da letto è possibile ammirare la tipica “tela da ca’”. Sono inoltre esposti i costumi tradizionali degli uomini, delle donne e dei bambini, gli attrezzi utilizzati per coltivare la terra, per la lavorazione del latte e per la caccia, mentre nella stanza del telaio, vengono presentati gli strumenti per la lavorazione delle fibre tessili. Il museo è aperto stagionalmente.

Eventi da non perdere a Crodo

I presepi sull’acqua

A Crodo e nella vicina frazione di Viceno, ogni anno vengono allestiti gli splendidi presepi sull’acqua, tra i più apprezzati e originali d’Italia. Un evento diffuso che conta circa cinquanta installazioni, realizzate dagli artigiani locali, utilizzando materiali presenti sul territorio e fontane, lavatoi e piccoli corsi d’acqua sparsi tra Crodo e le sue frazioni. Ai piccoli presepi creati da appassionati si alternano quelli più imponenti dei Mastri Artigiani. Tutte le rappresentazioni hanno in comune la presenza dell’acqua che scorre e diventa una cornice naturale d’incomparabile bellezza.

Vorrei ringraziare coloro che, nel gruppo, hanno dato, nelle scorse settimane, consigli sui presepi da vedere in Piemonte. Con questo post (ne seguiranno altri con altri presepi) vi porto in val d’Ossola (provincia di Verbania, Cusio e Ossola) fra i presepi sull’acqua di Crodo, Mozzio, Viceno, Cravegna, dell’Alpe di Foppiano e degli altri borghi della valle che hanno ospitato l’ultima edizione di questa bella iniziativa conclusasi domenica scorsa. I presepi sull’acqua erano tutti allestiti su vecchi lavatoi e abbeveratoi presenti nei paesi. Le foto sono state da me scattate nel fine settimana del 11/12 dicembre scorso.

📷 S. Guala (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Biancolatte

Nel mese di ottobre si tiene la ricca Mostra Mercato “Biancolatte”, dove i produttori della Valle Antigorio possono presentare le loro produzioni agricole e lattiero casearie, tutte rigorosamente locali. È presente anche una mostra dei campanacci e un coinvolgente laboratorio creativo, a cui possono prendere parte i visitatori di ogni età. Inoltre, gli amanti delle passeggiate possono partecipare a cinque escursioni guidate, condotte da esperti accompagnatori turistici, con vari gradi di difficoltà, tra borghi in pietra e panorami mozzafiato.

Crodo e la Valle Antigorio sono un luogo affascinante da visitare in ogni stagione, non solo per le meravigliose acque, ma anche per gli splendidi paesaggi che questo territorio riesce ad offrire.

Caratteristiche

  • Escursionismo
  • Interesse paesaggistico e naturalistico
  • Itinerari a piedi
  • Itinerari in bici
  • Itinerari in camper
  • Itinerari in moto
  • Montagna