Il Castello Reale di Casotto, una delle regge sabaude più eleganti e suggestive

Il Castello Reale di Casotto si trova nel comune di Garessio nel cuneese, a circa 1000 metri di altitudine, ed è stato il protagonista indiscusso del Concerto di Ferragosto 2020 quando, in piena pandemia, si è voluto comunque organizzare l’evento, riservandolo agli operatori sanitari che in quei mesi difficili avevano prestato con tanta devozione il proprio contributo alla lotta contro il Covid-19.

I lavori di restauro dell’edificio erano da poco terminati e il concerto è stato anche un occasione per festeggiare la nuova apertura al pubblico di questo importante monumento.

Volevo condividere con voi una bella giornata in Val Casotto al Castello Reale di Casotto CN

📷 E. Rossi (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Un importante protagonista della storia sabauda

Il Castello venne fondato nell’XI secolo come Certosa, una delle prime in Italia, dedicata a San Brunone, un monaco tedesco fondatore dell’Ordine Certosino. Gli eremiti, tra cui il beato Guglielmo da Fenoglio, patrono dei conversi certosini, vivevano probabilmente in otto piccole capanne, da cui deriverebbe il nome “case-otto”, ovvero Casotto per contrazione.

Nel corso del tempo la struttura subì diversi ampliamenti e ricostruzioni, in seguito a incendi e saccheggi, di cui si è trovata traccia durante i recenti scavi condotti dall’Università di Torino. Sembra che l’impianto attuale sia stato realizzato tra il Cinquecento e il Seicento, mentre la facciata in pietra è stata progettata nel XVIII secolo dall’architetto Bernardo Antonio Vittone, uno dei maggiori esponenti del Barocco piemontese.

All’inizio dell’Ottocento, in seguito all’occupazione da parte delle truppe napoleoniche, la Certosa di Casotto venne gravemente danneggiata, i monaci vennero scacciati, l’ordine certosino venne definitivamente sciolto e il palazzo fu venduto a privati.

Nel 1837, il Castello venne acquistato dal Re Carlo Alberto di Savoia, che lo trasformò in una elegante residenza estiva e casa di caccia, ricostruendo gran parte della parte abitativa e lasciando andare in rovina il monastero, già gravemente danneggiato e compromesso. La cappella e la foresteria vennero invece completamente rinnovate e sono tuttora visitabili.

Ad oggi, del complesso restano la struttura centrale e le due parti laterali, dove si trovano diverse sale, una cucina, una cappella e un cortile porticato, mentre della porzione posteriore si sono conservate soltanto alcune tracce.

Carlo Alberto iniziò l’opera di ricostruzione, ma effettivamente ne usufruirono suo figlio Vittorio Emanuele II e i suoi cinque figli, che utilizzarono il Castello di Casotto come casa di caccia e residenza estiva, e vi trascorsero molta parte delle loro vacanze in gioventù.

La principessa Clotilde, primogenita del Re, scrisse un diario molto dettagliato sulla vita di corte, tanto da essere diventato un utile documento per ricostruire la quotidianità della famiglia e i sentimenti della giovane principessa, che qui, nel 1858, ricevette anche la notizia del suo matrimonio con Gerolamo Bonaparte, cugino di Napoleone III, voluto per ragion di stato dal re e da Cavour per ottenere l’alleanza francese durante la Seconda Guerra d’Indipendenza.

Durante i quarant’anni di permanenza dei Savoia, fino al 1881, il Castello Reale di Casotto venne arredato con eleganza e raffinatezza, utilizzando molte opere d’arte provenienti dal Palazzo Reale di Torino e dal Castello di Agliè, tra cui alcuni ritratti degli antenati di famiglia e rappresentazioni di eventi storici e mitologici.

Di particolare pregio, è la stanza di Umberto I, futuro re d’Italia, posizionata nell’ala sinistra, in cui sono conservati un prezioso letto a baldacchino, un salotto, un servizio di finissima porcellana e un imponente caminetto sovrastato da un quadro raffigurante la “Dama con il cagnolino”, proveniente dalla Galleria Daniel di Palazzo Reale.

Anche la stanza della principessa Clotilde è un vero gioiello d’arte barocca, con il suo letto ricavato da un unico tronco d’albero, i ricami a piccolo punto su tulle realizzati dalla stessa principessa e l’inginocchiatoio su cui era solita pregare.

Un ampio corridoio unisce le due ali del Castello e si allarga in un atrio, compreso tra due scaloni, di fronte a una vetrata da cui si possono ammirare il cortile, la valle sottostante e l’accesso alla Cappella.

L’architetto Vittone si occupò della ristrutturazione della Cappella certosina, mantenendo solo la parte pubblica, chiudendola con un nuovo altare su cui venne posta l’icona della Beata Ludovica di Savoia, inginocchiata ai piedi della Madonna della Neve. Le cappelle laterali vennero dedicate a San Brunone, fondatore della Certosa e a San Ugone, anch’egli monaco certosino, e trasformate in tribune reali. I Savoia vollero anche aggiungere alcune colonne monolitiche in pietra locale, uguali a quelle presenti nella Chiesa della Gran Madre di Torino, un pregevole pavimento d’alta ebanisteria e una cupola affrescata con al centro l’immagine della Madonna della Neve tra due angeli, che sembra illuminata da alcune finte finestre trompe-l’oeil.

📷 F. Giordano (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Nell’ala destra si trovano invece gli appartamenti del Re Vittorio Emanuele II e della Bela Rosin, finemente arredati con mobili di grandissimo pregio e in cui si possono ancora ritrovare alcuni oggetti che testimoniano la vita quotidiana nel Castello di Casotto, come la borsa della posta in ferro, che veniva utilizzata per portare la corrispondenza reale da Torino alla residenza di Casotto o gli oggetti personali del Re appoggiati sullo scrittoio e un ritratto della primogenita in abito da sposa.

Dopo essere stato per lungo tempo di proprietà privata, nel 2000 il Castello è stato acquisito dalla Regione Piemonte che, in seguito a un’attenta ristrutturazione, lo ha riaperto al pubblico il 16 agosto 2020.
Sono attualmente visitabili l’ala nord, completamente arredata, la Cappella, la torre campanaria e l’area archeologica con le rovine dell’antica chiesa certosina e del convento. Inoltre, il complesso è entrato a far parte del circuito “Castelli Aperti” delle province di Asti, Cuneo e Alessandria, con cui dal 18 aprile al 24 ottobre vengono organizzate visite guidate che ne raccontano e valorizzano la storia e la cultura.

Castello reale di Casotto! Provincia di CN!

📷 I. Colmo (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Orari e costo dei biglietti

Il Castello di Casotto è aperto al pubblico il mercoledì ed il venerdì pomeriggio dalle ore 14.30 e il sabato e la domenica dalle ore 10.00.
La prenotazione telefonica E’ OBBLIGATORIA entro le 17.00 del giorno precedente.

Per i gruppi, è possibile richiedere visite guidate al di fuori degli orari indicati.
Per informazioni e prenotazioni telefonare ai seguenti numeri: 347 8386179 oppure 347 6327959

Sono previste le seguenti tariffe per l’ingresso al Castello:

  • 8,00 € intero
  • 6,00 € over 65
  • Gratuito per i bambini nati dal 2010 in poi

📷 Foto cover e copertina L. Audisio (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Caratteristiche

  • Itinerari a piedi
12075 Garessio CN