Villaggio Leumann, un viaggio nel tempo e nell’archeologia industriale

Ci sono luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato e sembra di viaggiare indietro nel tempo. Il Villaggio Leumann è uno di questi, nonostante si trovi alle porte di Torino, accanto alla trafficatissima Corso Francia.

Si tratta di un piccolo quartiere, formato da casette di mattoni nel Comune di Collegno, al confine tra Rivoli e Grugliasco. Un territorio che un tempo era molto periferico, ma oggi è completamente inglobato tra i condomini della città. Ormai i confini non sono più visibili, anche se ci sono i cartelli ai lati delle strade, ma l’atmosfera è comunque rimasta quella di tanti anni fa.

Questo villaggio, nato per volontà dell’imprenditore elvetico Napoleone Leumann, offriva agli abitanti, in prevalenza dipendenti del Cotonificio, servizi all’avanguardia, sia dal punto di vista igienico e sociale, sia culturale, educativo e artistico.

Il Villaggio Leumann: un nuovo modello industriale

Napoleone Leumann nasce nel 1841 a Lomello in provincia di Pavia, dopo pochi mesi che suo padre Isacco, da semplice operaio immigrato, era diventato proprietario dello stabilimento tessile in cui lavorava.

Dopo circa vent’anni, lo stabilimento “Leumann e figli”, occupava già 500 operai a Voghera e aveva notevolmente aumentato la produzione, diventando un punto di riferimento per importanti nomi del settore tessile. Grazie al matrimonio di Napoleone con la figlia del presidente della Cassa di Risparmio di Voghera, la famiglia Leumann riuscì ad ottenere una serie di crediti agevolati, che permisero l’espansione della produzione e soprattutto la possibilità di trasferire lo stabilimento da Voghera a Collegno.

Voghera, a quell’epoca, era una cittadina prevalentemente agricola, con scarsa disponibilità di corsi d’acqua, priva di linea ferroviaria e con risorse umane insufficienti per un grande stabilimento. Inoltre, l’amministrazione pubblica non favoriva l’insediamento industriale, mostrando completo disinteresse per le richieste dei Leumann, che invece necessitavano di supporto per le loro attività imprenditoriali.

Sulla scelta di trasferire la produzione a Torino, nel 1875, giocarono a favore innanzitutto le agevolazioni fiscali per l’acquisto dei terreni proposte agli imprenditori dall’amministrazione comunale, la quale si trovava in forti difficoltà economiche dopo il trasferimento della capitale a Firenze e poi a Roma, ma soprattutto la vicinanza con la ferrovia Torino-Modane, che consentiva di raggiungere facilmente il Porto di Genova e imbarcare le merci verso l’Oriente e il Continente Americano.

Il nuovo stabilimento di Collegno aprì nel 1877, dopo che erano state completate alcune strutture di servizio, come l’ambulatorio medico, il lavatoio, il refettorio e l’asilo infantile. Quando Napoleone, nel 1887, ereditò l’impresa di famiglia, la sua situazione finanziaria era molto solida, grazie ad investimenti anche in altri ambiti come le automobili elettriche e le banche, e il gruppo era in piena e florida crescita, pertanto, poté occuparsi del suo progetto sociale e progressista per cui ancora oggi viene ricordato.

L’idea di Napoleone era che gli operai dovessero abitare in case decenti, dotate di tutte le comodità, ma anche avere a disposizione servizi educativi, formativi e per il proprio benessere fisico e intellettuale. Il villaggio doveva sorgere ai lati dello stabilimento stesso, in corrispondenza della Tramvia Torino-Rivoli e nei pressi di Corso Francia, per agevolare tutti gli spostamenti delle persone e delle merci. Inoltre, la presenza di canali irrigui, come la bealera di Grugliasco, offriva la possibilità di accedere alle risorse idriche necessarie per il funzionamento della fabbrica.

Il progetto venne affidato a Pietro Fenoglio, uno dei massimi esponenti del liberty italiano, la cui opera più rappresentativa, oltre al Villaggio, è la Casa Fenoglio-Lafleur a Torino. Il Cotonificio e l’annessa area residenziale costituivano un unico complesso ben definito, dove il lavoro, la vita familiare, il tempo libero, i servizi sociali e previdenziali erano strettamente interconnessi in un contesto all’avanguardia e molto efficiente. Una migliore qualità della vita si rispecchiava anche nell’ottima fattura dei prodotti, per cui il Cotonificio Leumann divenne famoso a livello internazionale.

Villaggi simili sorsero anche in Lombardia, a Crespi d’Adda, e in Veneto, a Schio, ma il Villaggio Leumann è ancora oggi l’esempio più innovativo e completo di un nuovo modo di concepire il rapporto tra lavoro e vita sociale.

Il complesso, ancora oggi abitato da un centinaio di famiglie di ex operai, venne realizzato tra il 1875 e il 1907 in stile liberty, ed è tuttora costituito da 59 villette suddivise tra due comprensori ai lati della fabbrica, per un totale di 120 appartamenti. Ogni abitazione è dotata di servizi igienici interni e un giardino condiviso al pian terreno. All’interno del complesso erano anche presenti servizi comuni come i Bagni Pubblici, dotati di docce, un’innovazione per l’epoca in cui venne costruito il Villaggio, lavatoi comuni, una sala cinematografica, una palestra, un convitto per le giovani operaie che provenivano da zone lontane dalla fabbrica, una chiesa, una stazione tramviaria e un ufficio postale tuttora funzionante.

Purtroppo, nei primi anni Settanta anche il Cotonificio Leumann fu colpito dalla crisi del settore tessile, a cui si aggiunsero problemi di gestione degli eredi, e questo portò alla progressiva chiusura dello stabilimento, ma la produzione, seppur notevolmente ridotta, continuò fino al 2007.

Sembrava che la sorte del Villaggio Leumann fosse definitivamente compromessa, a causa della speculazione edilizia, ma un’operazione di salvaguardia, da parte del Comune di Collegno, ha permesso di conservarlo pressoché intatto fino ad oggi. Gli immobili sono al momento di proprietà comunale, che ne tutela il patrimonio e li assegna secondo la graduatoria legata all’edilizia popolare.

Inoltre, l’intero Villaggio è stato trasformato in Ecomuseo sulla Cultura Materiale della provincia di Torino, è sede di un Centro di Documentazione e viene spesso utilizzato per rappresentazioni teatrali e riprese cinematografiche, esposizioni artistiche ed eventi culturali.

📷 P. Massari (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Cosa vedere al Villaggio Leumann

Il Villaggio Leumann, di per sé, è un museo a cielo aperto e si può visitare liberamente percorrendo le strade che affiancano i villini liberty. È un vero salto nel passato e, se non fosse per alcuni elementi moderni, sembra proprio di passeggiare in un set cinematografico o un luogo d’altri tempi.

Al momento, la struttura del Cotonificio è in ristrutturazione e presto verrà riaperta al pubblico, ma è già possibile accedere in parte della sua area, dove sono disponibili alcuni negozi e attività commerciali.

Alcuni elementi architettonici rimangono comunque originali e particolarmente suggestivi, tanto da meritare di fermarsi per osservarli, come la “Stazionetta”, la Scuola Elementare e la Chiesa di Santa Elisabetta.

📷 O.Guolo (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

La “Stazionetta”

L’attuale percorso di Corso Francia venne tracciato all’inizio del Settecento, per volontà del Duca di Savoia Vittorio Amedeo II, il quale voleva collegare direttamente Palazzo Reale di Torino con il Castello di Rivoli e la Francia. Quest’ampio rettilineo stradale, lungo circa 12 chilometri e largo 12 metri, era fiancheggiato da due file di olmi e garantiva il collegamento tra la città e Rivoli in circa un’ora e mezza, tramite una diligenza trainata da tre o cinque cavalli.

Nel 1871, in sei mesi e seguendo lo stesso percorso, venne costruita una più comoda linea ferroviaria a vapore a scartamento ridotto, la quale riduceva a 45 minuti il tempo di percorrenza.

Nel 1903 Napoleone Leumann, che già utilizzava la linea per i suoi fini commerciali, fece costruire una stazione nello spazio antistante lo stabilimento per permettere ai lavoratori pendolari di raggiungere il posto di lavoro in modo più comodo e veloce. L’edificio in legno ha una pianta rettangolare ed è costituito da un unico locale, che fungeva da biglietteria e sala d’aspetto, attorniato su tre lati da un piccolo porticato.  La linea venne elettrificata nei primi anni del Novecento e rimase in funzione fino al 1955, quando, per far spazio al raddoppio di Corso Francia, il treno venne sostituito dai filobus, e successivamente dalla corsa dell’attuale bus n.36.

L’edificio della “Stazionetta”, perdendo la sua funzione, divenne per qualche tempo uno spogliatoio per un vicino centro sportivo e successivamente, fino al 1998, cadde in completo declino.

Grazie all’impegno dell’Associazione Amici della Scuola Leumann, e di enti e sostenitori pubblici e privati, venne avviato un progetto di recupero dell’edificio e oggi viene utilizzato per attività culturali da parte di alcune associazioni attive nella zona.

La Scuola Elementare

Napoleone Leumann era profondamente convinto che l’istruzione fosse l’unico elemento che potesse creare ottimi operai per la sua fabbrica. Decise quindi di costruire un edificio scolastico che potesse ospitare al piano terreno l’asilo infantile, dedicato a sua figlia prematuramente scomparsa, e al primo piano le classi elementari.

La scuola era frequentata non solo dai figli degli operai, ma anche da bambini che risiedevano nelle vicinanze, a cui venivano forniti gratuitamente i libri di testo. Era anche disponibile una biblioteca e, periodicamente, venivano elargiti premi e doni in denaro, che venivano accreditati su libretti emessi dal servizio postale.

Anche la salute fisica era un aspetto molto importante. Infatti, i piccoli studenti partecipavano quotidianamente a lezioni di educazione fisica e venivano costantemente monitorati da un medico dello stabilimento, incaricato di vigilare sulla loro salute e curarli gratuitamente.

Inoltre, per preparare le future generazioni al lavoro in fabbrica, erano stati creati laboratori artigianali di falegnameria e tessitura, a cui potevano partecipare anche ragazzi più grandicelli.

Nei primi anni 2000, l’intero edificio scolastico è stato completamente ristrutturato e ora ospita le classi della Scuola Primaria ed è sede del Centro d’Interpretazione dell’Ecomuseo, dove si tiene una mostra permanente dedicata al Villaggio Leumann e vengono organizzate varie iniziative artistiche e culturali.

La Chiesa di Santa Elisabetta

Pur essendo di fede calvinista, Napoleone Leumann commissionò a Pietro Fenoglio la costruzione di una chiesa dedicata a Santa Elisabetta. Si tratta di uno dei pochi edifici religiosi in stile liberty a livello mondiale, pur mostrando alcuni elementi riconducibili all’eclettismo.

La facciata è rivestita con mattoni a vista a cui si alternano fasce in lito-cemento ed è affiancata da due campanili decorati a motivi geometrici, sovrastati da croci in ferro battuto. Il piccolo porticato che ricopre il portale di ingresso è sormontato da un rosone suddiviso in tre parti e una vetrata policroma in chiaro stile liberty.

L’interno è molto sobrio e presenta un’unica navata, decorata con motivi geometrici, e un soffitto a capriate lignee, mentre sulla parete frontale si possono ammirare una serie di vetrate policrome, realizzate sotto la supervisione del maestro Domenico Smeriglio da Poirino. Lateralmente si aprono diverse finestre a trifora d’spirazione neoromantica.

Informazioni per visitare il Villaggio Leumann

Il Villaggio Leumann può essere visitato liberamente in tutti i giorni della settimana o attraverso visite guidate gratuite e su prenotazione, con offerta libera a favore dell’Associazione Amici della Scuola Leumann.

Singolarmente, è possibile visitare il Villaggio Leumann accompagnati da una guida, tutte le prime domeniche del mese, escludendo i mesi di gennaio e agosto. La visita inizia alle ore 15 dalla Stazionetta Leumann di Corso Francia 326 a Collegno e deve essere obbligatoriamente prenotata entro il giovedì della settimana precedente.

Per gruppi di almeno dieci persone, la visita può essere effettuata in qualsiasi giorno della settimana, previa prenotazione.

Per le scuole, l’itinerario è preceduto da un breve incontro introduttivo e alle Scuole fuori Collegno viene richiesto un contributo di 2,5 € per ogni allievo. Ad ogni classe vengono forniti alcuni libri riguardanti la storia del Villaggio Leumann e ad ogni alunno viene consegnato il pieghevole “Una Giornata al Villaggio Leumann”.

Per prenotazioni, contattare il numero 347 3596056 (dal lunedì al venerdì, orari:15-18) oppure visitare il sito dell’Associazione all’indirizzo https://villaggioleumann.it.

Caratteristiche

  • Interesse storico, artistico e culturale
  • Itinerari a piedi
Villaggio Leumann 10093 Collegno TO