Pragelato: un paradiso incastonato tra le vette delle Alpi Cozie

Pragelato è un affascinante comune della Val Chisone, una delle vallate occitane più importanti del Piemonte. La bellezza del suo territorio, il suo patrimonio culturale e le numerose opportunità di praticare attività all’aperto in ogni stagione dell’anno, rendono Pragelato una delle mete turistiche più apprezzate della nostra regione.

Inoltre, questa bellissima località è famosa per essere stata sede di diversi eventi sportivi internazionali, tra cui le Olimpiadi invernali del 2006, che hanno contribuito a mettere ancora più in risalto la sua bellezza e le sue meraviglie naturali.

? A. Ferretti (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Le origini di Pragelato: uno dei comuni alpini più belli del Piemonte

Diversi ritrovamenti archeologici confermano che l’area della Val Chisone è stata abitata sin dalla preistoria, anche se le prime notizie storiche di insediamenti in questa vallata risalgono al XI secolo, quando venne fondata l’abbazia benedettina di Santa Maria di Pinerolo, voluta dalla marchesa Adelaide di Susa.

Tra l’XI e il XII secolo, la Val Chisone, allora chiamata Val Pragelato, fu conquistata e nel 1343 entrò a far parte della Repubblica degli Escartons, che comprendeva molteplici vallate alpine attorno al Monviso tra Briançon, Torino, Cuneo e Marsiglia. In realtà, il termine repubblica venne inserito nel XIX secolo, in sostituzione della denominazione originale Principauté du Briançonnais, abolita dal Trattato di Utrecht nel Settecento, dopo quattro secoli di storia.

Nel XIV secolo, a Pragelato si insediarono anche gruppi di Valdesi, che nell’inverno del 1386 per sfuggire alle truppe francesi trovarono rifugio sulle pendici del vicino Monte Albergian, una delle vette più maestose che domina l’abitato di Pragelato.

I Savoia ottennero il controllo di Pragelato e dei suoi dintorni nel 1713, grazie agli accordi del Trattato di Utrecht e, nel 1747, il Colle dell’Assietta, che si trova nella parte nordorientale del paese e sul confine tra la Val Chisone e la Val Susa, fu teatro della famosa battaglia tra l’esercito austro-piemontese e le truppe francesi.

Il XIX e il XX secolo furono caratterizzati da una forte emigrazione degli abitanti della Val Chisone e di Pragelato sia verso i centri urbani più grandi, come Torino, sia oltreconfine, in particolare a causa delle condizioni di vita e della mancanza di lavoro.

Nel 1934, la frazione di Sestriere divenne comune autonomo, diventando una delle maggiori stazioni invernali delle Alpi, mentre durante la Seconda Guerra Mondiale, Pragelato subì le conseguenze dei violenti scontri tra i partigiani e gli occupanti nazifascisti, in particolare nel mese di agosto del 1944.

Oggi, Pragelato è un vero paradiso per gli appassionati di montagna, di sport e di attività all’aria aperta con la sua vasta gamma di attività ricreative, che vanno dalle escursioni panoramiche alle emozionanti discese in mountain bike, passando per lo sci alpino e lo snowboard nella stagione invernale.

? E. Weber Alois (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Cosa vedere a Pragelato?

Il centro storico di Pragelato e delle sue borgate sono veri gioielli d’architettura alpina con le viuzze acciottolate e strette, le case in pietra e gli edifici storici. Un’esperienza affascinante che consente di immergersi totalmente nella storia e nella cultura di questo territorio.

I forni

In ogni borgata, il forno rappresentava un vero punto di riferimento per la vita dei suoi abitanti. Tutta la comunità lo utilizzava per cuocere il pane, ma si occupava anche della sua manutenzione, in modo collettivo e solidale.

Si tratta di edifici bassi, in pietra e calce con un semplice pavimento in terra battuta, sulle cui pareti erano posizionate lunghe tavole di legno, utilizzate per appoggiare il pane appena sfornato. Un luogo che coinvolgeva tutte le famiglie nella preparazione del pane e che in occasione dello tsalendàle diventava un punto di ritrovo dove festeggiare, mangiando e bevendo in allegria, prima dell’arrivo dell’inverno.

Le fontane

Un altro simbolo della vita delle comunità di Pragelato sono le fontane. Nel corso del tempo sono state realizzate con diversi materiali: il legno, la pietra e il piombo.

Il legno di larice era molto utilizzato per costruire le fontane rotonde, perché con la dilatazione delle tavole a contatto con l’acqua si chiudevano tutte le fessure, diventando praticamente impermeabili. La pietra, più difficile da lavorare, era invece il materiale ideale per le fontane più importanti, di solito di forma ottagonale o rettangolare. Il piombo serviva invece per i tubi e le condutture, essendo facilmente modellabile.

Come oggi, l’acqua delle fontane era preziosa per gli abitanti di Pragelato, i quali la utilizzavano sia per usi domestici sia per abbeverare gli animali, attingendola con secchi e contenitori d’inverno o fermandosi per bere e lavare la lana delle pecore appena tosate durante l’estate.

Erano diffusi anche i lavatoi, che servivano per sciacquare la biancheria e per pulire le budella del maiale per insaccare il salame, ma anche per inumidire l’icoubbe, uno straccio attaccato ad un manico molto lungo con cui si puliva il forno dalla cenere prima di far cuocere il pane.

Le fortificazioni ottocentesche

Negli ultimi anni dell’Ottocento, nei dintorni di Pragelato vennero costruite diverse fortificazioni e baraccamenti, di cui oggi rimangono importanti resti e testimonianze storiche.

La Batteria del Monte Gran Costa, che si trova a 2615 metri d’altitudine, comprendeva magazzini per le artiglierie e baraccamenti, oltre ad alloggiamenti per i cannoni e camminamenti coperti, una polveriera e una caserma. Di questo grande complesso, che accoglieva più di 300 uomini, si possono ancora vedere alcuni ruderi e i terrapieni rimasti intatti, dopo lo smantellamento avvenuto tra il 1915 e il 1928.

Sempre di fine Ottocento è il complesso logistico dei Baraccamenti del Faussimagna a 1819 metri di quota, di cui resistono ancora alcuni vistosi ruderi sparsi nelle praterie dell’omonimo vallone.

Più in alto, ad un’altitudine compresa tra i 2381 e i 2769 metri, si trovano i ruderi della Batteria del Mottas, dei ricoveri degli alpini poco sotto la punta del Moucrons, delle Caserme militari del Morefreddo e dei ricoveri e dei bunker Monti Blegier e Genevris, questi ultimi immersi nella natura della Riserva del Gran Bosco di Salbertrand.

Le miniere e la lavorazione dei minerali

L’estrazione e la lavorazione della calcopirite erano una delle attività economiche più importanti della Val Chisone. Dalla miniera di Beth, in alta quota, il prezioso minerale veniva trasportato con slitte e carri fino al fondovalle, dove veniva frantumato e lavorato, inizialmente per ottenere rame puro al 98% e a partire da fine Ottocento, solfato di rame e acido solforico, decisamente più redditizi.

Le chiese e le cappelle

Il territorio di Pragelato è costellato di chiese e cappelle, risalenti a diverse epoche storiche, che dimostrano la profonda devozione degli abitanti della Val Chisone.

Di particolare interesse è la chiesa parrocchiale della frazione Ruà, dedicata all’Assunta, che conserva un prezioso dipinto di Gabriele Dufour, realizzato tra il 1686 e il 1688. La chiesa è stata raffigurata su un francobollo commemorativo, emesso in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

Molto suggestiva è anche la Cappella della Natività di San Giovanni Battista, che si trova in località Villardamont con le sue pareti intonacate a calce bianca, la sua volta a botte e i quadri che raffigurano immagini sacre.

I musei

Sono due i musei che sicuramente vale la pena visitare a Pragelato. Il primo, il Museo del Costume e delle Tradizioni delle Genti Alpine, si trova in frazione Rivet, ed è stato allestito all’interno di una casa tradizionale, simbolo dell’identità, delle tradizioni e della lingua locale. All’interno, sono stati raccolti oggetti d’uso quotidiano, utilizzati sia in casa sia al lavoro, ma anche biancheria e costumi tradizionali con i loro corredi in oro.

Il secondo museo, il Museo del Parco della Val Troncea, è invece dedicato ai vari aspetti del territorio montano, a partire dai boschi fino all’analisi delle architetture locali. Si possono ammirare campioni di rocce e piante, oltre a 28 diverse specie di alberi e arbusti, che crescono nel vicino percorso etnobotanico “l vir vérte”.

 ? P. Capelli (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Cosa fare a Pragelato?

La meravigliosa natura e i paesaggi che circondano Pragelato sono un richiamo irresistibile per tutti coloro che amano la vita all’aria aperta in qualsiasi momento dell’anno.

In primavera, i prati alpini si tingono di colori vivaci e i sentieri si riempiono di fiori selvatici, mentre d’estate le giornate soleggiate, ma sempre miti, sono perfette per fare escursioni, passeggiate e attività all’aperto.

In autunno, i boschi circostanti si trasformano in una tavolozza di splendidi colori, che creano uno spettacolo mozzafiato, finché l’inverno non porta con sé la magia della neve, trasformando questo luogo in un paradiso per gli amanti degli sport invernali.

In conclusione, Pragelato è molto più di una semplice destinazione turistica. È un luogo che incanta i sensi, nutre l’anima e offre esperienze indimenticabili a coloro che hanno il privilegio di visitarlo. Con la sua bellezza naturale, il suo patrimonio culturale e le sue infinite opportunità di vivere autentiche avventure all’aria aperta, Pragelato rimane un gioiello della nostra regione, che merita di essere scoperto e apprezzato da chiunque abbia una passione per la natura e le nostre radici più antiche.

 ? Redazione (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

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Foto di copertina Rocco Voto

Caratteristiche

  • Escursionismo
  • Itinerari in bici
  • Itinerari in moto
  • Montagna
Piazza del Municipio, 10, 10060 Pragelato TO