Il Castello Malgrà, una storia di misteri e fantasmi

Il Castello Malgrà si trova a Rivarolo Canavese, una cittadina sulla riva destra del torrente Orco in provincia di Torino.

La sua costruzione risale al XIV secolo e sembra che il suo nome derivi dal fatto che sia stato costruito dai Conti di San Martino “malgrado” le resistenze dei Conti di Valperga, loro oppositori, ma più probabilmente è legato al toponimo della zona in cui è stato edificato.

C’era una volta un castello, anzi due!

In epoca medievale, il territorio canavesano era conteso da numerose famiglie aristocratiche che cercavano in tutti i modi di ampliare i propri possedimenti e il proprio potere.

Il territorio intorno a Rivarolo era ambito principalmente da due potenti famiglie, i San Martino e i Valperga, che rivaleggiavano aspramente l’una contro l’altra per ottenere spazi e feudi sempre più estesi.

Già nel X secolo, i Conti Valperga avevano edificato una casa-forte sulle alture che dominavano l’abitato di Rivarolo. Questo castello, denominato Castellazzo, aveva mura molto spesse e imponenti per difendersi da eventuali nemici e vi si poteva accedere solo tramite una scala, che veniva prontamente ritirata in caso di attacco. Pare che questa imponente fortezza sia stata dimora per lungo tempo di signori particolarmente violenti, che non esitavano ad uccidere, torturare e trucidare chiunque osasse opporsi al loro potere.

Nel 1661, quando divenne dimora di Nicola de’ Medici di Milano, il Castellazzo venne soprannominato ‘castello maledetto’ dagli abitanti della zona, perché qui veniva condotto chiunque protestasse contro il potere dei de’ Medici e veniva sottoposto ad ogni tipo di tortura. Dopo qualche anno, il Castellazzo venne assalito dagli spagnoli che lo danneggiarono gravemente e, dopo il successivo attacco dei francesi, cadde totalmente in rovina. Sui ruderi del Castellazzo venne edificata una dimora privata, ancora oggi visibile in paese.

La parte più antica del Castello Malgrà venne edificata tra il 1333 e il 1336 per volere di Martino di San Martino, signore di Rivarolo e di Agliè e discendente di Re Arduino, primo Re d’Italia, proprio mentre i Valperga espandevano il proprio potere sul territorio rivarolese. Probabilmente voleva essere un modo per imporre la propria presenza e limitare l’espansione incontrollata dei Valperga.

Il Castello venne ben presto assaltato dai Valperga, che riuscirono ad espugnarlo grazie al tradimento di alcuni uomini che aprirono le porte dall’interno. La famiglia detenne il Castello Malgrà fino al 1349, quando il Vescovo Visconti li costrinse a cederlo ad Amedeo VI di Savoia, il Conte Verde, che lo restituì ai San Martino.

Il Canavese, per la sua posizione strategica, è stata per lungo tempo una terra contesa e ha subito numerose invasioni da parte di truppe straniere e il Castello era un obiettivo molto ambito da chi cercava di imporre il suo potere in queste terre.

Ad un certo punto, nel Castello si installò una compagnia di ventura di soldati inglesi, capitanata da Robino del Pino, il quale impose da subito un regime particolarmente violento e oppressivo nei confronti della popolazione. Chi osava opporsi veniva duramente torturato e, a volte, gettato nelle impetuose acque dell’Orco.

Dopo qualche tempo, i San Martino ristabilirono il proprio dominio su questo territorio, ma fu di breve durata. Infatti, tra il 1382 e il 1384, quando le controversie tra i Valperga e i San Martino raggiunsero il loro apice con razzie, assalti e uccisioni, le comunità locali si riunirono in una “lega” per cercare di ottenere i diritti civili e mettere fine alle infinite contese grazie all’intervento dei Conti di Acaia e dei Savoia.

Purtroppo questo tentativo non ebbe l’esito sperato e anziché ottenere un aiuto, vennero imposte pesantissime sanzioni. Nell’inverno del 1366 iniziarono quindi le prime rivolte, soprattutto contro i Valperga e i San Martino, i quali vennero espulsi dalle proprie dimore e dalle terre canavesane.

Quando finalmente si arrivò alla pacificazione, il Castello conobbe un periodo di prosperità, finché non venne nuovamente assaltato e tra il 1532 e il 1614 divenne sede di nuove nefandezze, torture e violenze.

Solo a partire dal Settecento, quando i San Martino vendettero la dimora, iniziò un vero periodo di pace e tranquillità e nell’Ottocento il Castello venne trasformato in residenza privata dalla Contessa Francisetti. Il ripristino della struttura venne affidato all’architetto Alfredo d’Andrade, famoso per aver ristrutturato molte altre dimore medievali in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, tra cui il Castello del Valentino a Torino.

Gli ambienti interni vennero decorati con preziosi soffitti, fregi, suppellettili e arazzi, concedendo qualche libertà d’interpretazione del tutto ottocentesca.

Nel 1982 la famiglia Robilant, ultima proprietaria del Castello Malgrà, vendette l’edificio al Comune di Rivarolo, il quale si occupò degli importanti restauri conservativi e ne fece un centro di promozione culturale per spettacoli, mostre, visite ed eventi.

Il Comune è l’attuale proprietario del Castello e la gestione è stata affidata all’Associazione “Amici del Castello Malgrà” che tuttora si occupa dell’organizzazione di eventi e visite all’interno della residenza.

📷 D.B.C. Coriasco (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Una leggenda e un fantasma

Un castello come questo, dalla storia travagliata e violenta, non può che alimentare leggende popolari e soprattutto storie di terribili fantasmi.

Una delle più suggestive è legata alla terribile figura di Robino del Pino. Si narra che, dopo essersi insediato nel Castello Malgrà con i suoi soldati di ventura, Robino si sia invaghito di una bellissima fanciulla del luogo, già fidanzata con un giovane del paese.

Un giorno, mentre la ragazza passeggiava in compagnia del fidanzato lungo le rive dell’Orco, venne oltraggiata da Robino e questo provocò l’immediata reazione del promesso sposo. Il ragazzo venne ucciso e il capitano di ventura rapì la fanciulla per obbligarla a sposarlo in breve tempo.

Il matrimonio durò finché Robino non si invaghì di un’altra giovinetta e, per liberarsi della sua presenza, fece uccidere la moglie dai suoi soldati, tagliandole la gola.

Le apparizioni del fantasma della consorte con la gola squarciata iniziarono a perseguitare Robino tutte le notti, fino a portarlo al suicidio.

Alcuni raccontano che il fantasma dimori ancora oggi nel Castello Malgrà e che ogni tanto appaia con la gola sanguinante, ma ovviamente sono fatti tutti da accertare.

Visitare il Castello Malgrà è un vero percorso nella storia del Canavese, un territorio meraviglioso ancora tutto da scoprire e apprezzare.

Per visitare il Castello Malgrà

Per informazioni sulle visite e gli eventi al Castello Malgrà è possibile contattare l’Associazione “Amici del Castello Malgrà” ai seguenti recapiti:

Indirizzo: Via Maurizio Farina, 57, 10086 Rivarolo Canavese (TO)

Telefono: +39 012426725

 

Fonte foto cover e copertina: Associazione “Amici del Castello Malgrà” pagina facebook

Caratteristiche

  • Interesse storico, artistico e culturale
  • Itinerari a piedi
  • Pianura

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Via Maurizio Farina, 57 10086 Rivarolo Canavese TO