Castellar, un piccolo borgo con un nobile castello e colorati spaventapasseri

Castellar è un piccolo borgo di circa 300 abitanti a 400 metri d’altitudine, che dal 2019 è stato incorporato nel Comune di Saluzzo. Il paese sorge ai piedi di uno rilievo roccioso, su cui si innalza un Castello del XIV secolo, più volte rimaneggiato e trasformato in residenza signorile dai Conti di Saluzzo e Paesana.

Alcuni cenni storici

Castellar nacque come capoluogo dei feudi dei Signori di Morozzo e come avamposto strategico per la difesa del marchesato dalle incursioni dei Saraceni che scendevano dai valichi alpini.

La prima testimonianza ufficiale risale al 1138 quando, con un atto trascritto presso la Morra di Castellar, Giacomo da Brondello donò una parte del feudo ai monaci cistercensi dell’abbazia di Santa Maria di Staffarda.

Nel 1270 venne fatta edificare l’attuale roccaforte per rafforzare e migliorare l’apparato difensivo del piccolo marchesato. In seguito il castello divenne la residenza dei Conti Castellar di Saluzzo, un ramo collaterale della famiglia dei Saluzzo di Paesana.

Da quel momento, il territorio di Castellar assunse sempre più importanza finché tra il 1357 e il 1466 il feudo venne nuovamente assegnato ai Saluzzo di Paesana.

Il possedimento seguì però il declino progressivo del Marchesato, che cadde in una profonda crisi e venne annesso al Ducato di Savoia con il Trattato di Lione del 1601, pur rimanendo sotto il controllo dei conti Saluzzo di Castellar fino all’avvento della Repubblica.

Il progetto “Borghi Sostenibili del Piemonte: località per un turismo più responsabile”

Il progetto “Borghi Sostenibili del Piemonte: località per un turismo più responsabile” nasce dalla volontà della Regione Piemonte e “Envipark” di promuovere località e territori che si distinguono per iniziative di tutela ambientale e turismo responsabile. La Regione premia i territori che applicano le buone pratiche turistico ambientali, dagli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili alla riqualificazione ambientale, dalla bioedilizia alla promozione del turismo sostenibile.

I Comuni che aderiscono all’iniziativa sono sparsi su tutto il territorio regionale e promuovono una nuova forma di accoglienza, attribuendo al turista una “cittadinanza temporanea”, che incentiva un maggiore senso di appartenenza e coinvolgimento nell’identità storica, culturale  e ambientale del luogo.

Tra i tanti Comuni che hanno aderito a questo progetto c’è Castellar, il quale si è distinto per il radicale miglioramento del proprio patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico, ma soprattutto per l’offerta turistica innovativa e con una forte attenzione alla sostenibilità e al rispetto per l’ambiente.

Cosa vedere a Castellar

Il Castello

Il Castello di Castellar, che sorge imponente sulla collina che sovrasta il borgo, è il monumento principale del paese.

Si accede tramite un ponte levatoio collocato sotto un portale ad arco su cui è ancora visibile l’antico motto del marchesato: “Le courage et la loyauté ne manque pas un jour.”

Nel giardino che circonda la struttura si possono ammirare alcune piante secolari e un pozzo molto particolare. All’interno, nella Sala dei Signori, campeggiano gli stemmi nobiliari dei marchesi Del Vasto, dei conti Saluzzo di Paesana e l’effigie imperiale dell’imperatore di Sassonia Ottone I.

Accanto ad essa si trova la Sala delle Signore dove invece si possono ammirare i ritratti delle consorti dei marchesi e, proseguendo la visita in altre sale, alcuni affreschi raffiguranti i Moti Saluzzesi e la scena di uno dei tornei vinti da Michele Antonio di Saluzzo.

La scuderia e la foresteria ospitano un Museo Etnografico, dove sono esposti attrezzi e oggetti della vita contadina,  a testimonianza degli usi e dei costumi degli abitanti  della valle Bronda, dove da sempre prosperano frutteti e vigneti.

Inoltre, l’attuale proprietario ha allestito una delle più importanti collezioni di uniformi militari dall’Unità d’Italia fino alla Seconda Guerra Mondiale, con più di 200 manichini, ricostruzioni ambientali, oggetti e decorazioni.

Castello di Castellar ❤️

📷 N. Null (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

La Chiesa Parrocchiale

La Chiesa, dedicata alla Vergine Assunta, San Giuliano e Santa Basilissa, sorge ai piedi della collina che ospita il castello. Venne edificata nel 1853 nel punto in cui tempo prima era caduta una valanga e su cui era stato eretto un pilone votivo in onore della Madonna.

Nel 1905 la Chiesa venne ampliata, in modo da renderla più capiente e venne eretto l’attuale altare marmoreo. Negli anni successivi venne arricchita con alcune statue, tra cui l’Assunta, San Giuseppe e Sant’Antonio, ma soprattutto con un magnifico banco di sacrestia.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Chiesa venne duramente colpita dalle cannonate dell’armata tedesca e da un incendio che la devastò in gran parte. Al termine del conflitto, la popolazione decise di ricostruire la Chiesa, rendendola più bella e accogliente, con nuove decorazioni, affreschi e un orologio da collocare sul campanile.

Castellar, visto dal castello sulla collina .
Castellar.Valle Bronda ,CN

📷 O. Orsinelli (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

La Cappella di San Ponzio

La cappella di San Ponzio, risalente al XIII sec., sorge in un’area cimiteriale che faceva parte dell’Abbazia di Staffarda. Nel 1138, venne donata da Enrico di Brondello e originariamente era dedicata a San Sebastiano, come testimoniano i numerosi affreschi presenti all’interno della cappella, mentre la denominazione “San Ponzio” spettava alla chiesa nel centro del paese di Castellar, distrutta nel 1725 dai conti Baldassarre e Tommaso di Castellar per permettere la costruzione dell’attuale Parrocchiale.
Secondo la tradizione, San Ponzio, soldato della legione tebea, si convertì al cristianesimo e venne decapitato quando giunse alle pendici delle Alpi Marittime, perché non volle offrire sacrifici agli idoli.

All’interno sono molto interessanti gli affreschi di Pietro da Saluzzo che ricoprono la maggior parte delle pareti con immagini morbide ed eleganti della Madonna in trono, di Santa Caterina, Santa Lucia e Santa Apollonia, dell’adorazione dei Magi e del martirio di San Ponzio, oltre a scene della vita di San Sebastiano e di San Giorgio nell’atto di uccidere il drago.

Gli spaventapasseri di Castellar

Dal 2005, nelle prime due domeniche di maggio, l’”Associazione Culturale Spaventapasseri”  e l’Amministrazione Comunale di Castellar organizzano la “Festa degli Spaventapasseri”, un grande museo all’aperto dedicato alle cosiddette “sentinelle dei campi”.

All’allestimento del museo contribuisce tutto il paese, erigendo ovunque gli spaventapasseri, realizzati con i materiali più diversi e secondo un preciso tema di stretta attualità.

Il filo conduttore della manifestazione, che negli anni sta riscuotendo sempre più successo, sono il senso di comunità e la condivisione che accomuna da anni gli abitanti del borgo e si inserisce negli obiettivi di recupero edilizio e valorizzazione della cultura e dei prodotti locali.

 

Non resta quindi che recarsi a Castellar per toccare con mano l’atmosfera quasi magica di questo piccolo borgo e scoprire quanto di speciale ha da offrire.

Interrotta ormai da due anni causa COVID, la tradizionale “Festa degli Spaventapasseri” di Castellar ha sempre richiamato frotte di turisti. Con la speranza che possa riprendere, alcune foto di quella del 2019.
Castellar, ormai facente parte del comune di Saluzzo, all’inizio della Valle Bronda, vale comunque una visita.
Non fosse altro che per il suo Castello.

📷 P. Benenti (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Immagine di copertina tratta da Municipio di Castellar

Caratteristiche

  • Collina
  • Itinerari a piedi
  • Itinerari in bici
  • Itinerari in moto
  • Turismo sostenibile
Castellar 12030 CN