Carcoforo, un piccolo comune Walser in Val Sermenza

Carcoforo è un piccolissimo comune di origine Walser in Val Sermenza, una valle laterale della Valsesia, che negli ultimi anni è stato riscoperto da molti turisti, soprattutto grazie ai social media. Si può dire che, questo fenomeno mediatico lo sta salvando dallo spopolamento che sembrava inevitabile.

Infatti, grazie all’iniziativa di un consigliere comunale è stata creata una folta community, seguita da qualche migliaio di follower in Italia e nel mondo, che quotidianamente chiedono informazioni sulle condizioni meteo e sulle novità in paese.

Questa notorietà ha incentivato l’amministrazione comunale a creare una rete internet stabile e migliorare l’erogazione dell’energia elettrica tramite una centrale idroelettrica nelle vicinanze, oltre a realizzare servizi turistici innovativi per gli ospiti che decidono di soggiornare tra queste montagne. In questo modo, il paese non è più completamente isolato per lunghi periodi, anche nei momenti in cui la neve impedisce di arrivare al fondovalle.

📷 E. Novali (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Una piccola grande storia

Il primo documento in cui viene citato il Comune di Carcoforo risale al 1383 ed è attualmente conservato nell’Archivio di Stato di Varallo Sesia. Si tratta di una pergamena, dove viene citato un alpeggio chiamato “Alpe Carchoffeni”, che successivamente verrà colonizzato dalla popolazione dei Walser, giunti nella valle da Macugnaga.

I Walser sono un antico popolo di origine germanica, probabilmente nativo dell’Alto Vallese, che ha progressivamente occupato le vallate più elevate del Monte Rosa, tra il Piemonte e la Valle d’Aosta. I Walser, ancora oggi, conservano gelosamente la loro lingua, le loro tradizioni e una particolare tecnica costruttiva, unica in tutto l’arco alpino.

I primi abitanti di Carcoforo, nonostante le condizioni di vita particolarmente dure e rischiose, si insediarono stabilmente nella zona dell’alpeggio e man mano lo ampliarono con nuove costruzioni.

Le valanghe, le inondazioni e gli incendi colpirono spesso questo piccolo centro abitato, come documentato in diversi manoscritti. Uno degli incendi più devastanti avvenne nel 1863 e distrusse gran parte delle case più antiche, ma gli abitanti continuarono a risiedere nella valle.

Anticamente l’unica via d’accesso che collegava il paesino con il fondovalle era una mulattiera che costeggiava la riva destra del torrente Egua e solo nel 1932 venne costruita una strada carrozzabile, che rese un po’ più agevole la vita dei residenti, favorendo gli scambi e le prime forme di turismo.

Il problema delle valanghe è comunque ancora molto presente e d’inverno capita di frequente che l’abitato rimanga isolato e venga rifornito del necessario tramite gli elicotteri.

Nel 1991, la rivista Airone ha eletto Carcoforo, “villaggio ideale d’Italia”, per la capacità delle sue genti di conservare le tradizioni e i tipici abiti e ornamenti.

Oggi, Carcoforo punta innanzitutto sul turismo ambientale per il proprio sviluppo, sui pascoli, l’allevamento e le proprie tradizioni per un nuovo futuro di prosperità.

L’etimologia di Carcoforo passa dal piemontese

Recenti studi accademici hanno preso in considerazione l’etimologia del toponimo Carcoforo, per verificare come sia passato dal dialetto titzschu, di origine germanica, all’italiano.

Per secoli, gli unici contatti dei residenti di Carcoforo sono stati gli abitanti delle vicine valli, che parlavano correntemente il piemontese e quasi per nulla l’italiano. È quindi plausibile che in un primo tempo il toponimo “Chalchoufu” in Titzschu sia stato tradotto in piemontese come “Carcofo” (si pronuncia “Carcofu”). Chalchoufu starebbe ad indicare, secondo alcuni studiosi, uno “spiazzo in cui veniva lavorata la calce”, probabilmente una delle attività che veniva svolta in questa zona.

In un secondo tempo, italianizzando il termine piemontese, sarebbe stata aggiunta la radice “foro” che avrebbe reso il termine più nobile e quasi di origine ellenica. Gli studi sembrano sostenere e confermare questa ipotesi, anche mettendo a confronto altri toponimi di origine simile.

Cosa vedere a Carcoforo

Chi viene a Carcoforo, lo fa innanzitutto per ammirare il meraviglioso paesaggio della Valle Sermenza, attraversata dal torrente Egua, e le tipiche case walseriane in pietra e legno.

Il territorio circostante, fatto di pascoli e boschi di larice, è tutelato dal Parco Naturale della Valsesia ed è una delle tappe principali della Grande Traversata delle Alpi e del Grande Sentiero Walser.

Entrando in paese si viene accolti dall’Arco della Buona Accoglienza, eretto nel 1734 al termine della mulattiera che saliva dal fondovalle.

Le case del paese, alcune d’epoca tardo medievale, sono decorate con diverse meridiane e affreschi di particolare pregio, come quello di Casa Cantore, realizzato dal pittore Eugenio Rappa, che visse e operò in queste valli fino a metà degli anni Cinquanta del secolo scorso.

Sono inoltre conservate alcune case in legno attribuibili ad un periodo prossimo Tardomedioevali. Tre di questi edifici sono tuttora visibili e sono denominati Le Torbe.

Sicuramente da visitare è la Chiesa Parrocchiale di Santa Croce, consacrata nel 1618, al cui interno si possono ammirare un’ancona lignea dorata in stile barocco, le stazioni della Via Crucis realizzate nel Settecento e un magnifico dipinto di Avondo in una delle cappelle laterali. L’organo è ottocentesco e si narra che fu trasportato dalle donne del paese a spalla da Boccioleto per ottenere una “scioppa di vino”.

Un altro edificio di sicuro interesse è la Chiesa della Madonna del Gabbio, che si trova sempre in paese. È caratterizzata da forme particolarmente armoniche e splendidi affreschi di Antonio Orgiazzi il Vecchio. Sembra che sia stata edificata dove un tempo sorgeva una cappella votiva e la sua costruzione sia legata ad un evento miracoloso. Pare infatti che alcuni pastori, scendendo attraverso i pascoli, avessero trovato la statuetta di una madonnina e l’avessero riposta in un sacco. Dopo una sosta, provarono a sollevare il sacco, ma era diventato talmente pesante che non ci riuscirono e decisero di lasciare la statua in quel luogo per costruire una nuova chiesa dedicata alla Madonna.

Infine, nella frazione Tetto Minocco va sicuramente visitato il Museo del Parco Naturale Alta Valsesia allestito in una tipica casa Walser con pannelli illustrativi, spazi multimediali e laboratori di approfondimento sulle tematiche ambientali e la cultura locale.

Carcoforo …piccolo paesino walser a 1300 mt di altitudine in provincia di Vercelli…

📷 G. Bagigio (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Cosa fare a Carcoforo

Carcoforo è la meta ideale per tutti gli amanti della montagna in qualsiasi stagione.

Gli appassionati di mountain bike potranno fare tappa lungo la nuova pista ciclopedonale che attraversa l’Alta Valsesia, mentre chi ama il trekking potrà seguire  diversi itinerari che salgono verso le quote più alte, come la Cima Lampone, la Cima del Tiglio, il Pizzo della Moriana, il Pizzo Quarazzola e il Pizzo Tignana o il più accessibile Rifugio Boffalora. I più avventurosi, potranno cimentarsi sulle vie ferrate del Pizzo Montevecchio fino a 2789 metri d’altitudine.

Da Carcoforo si può anche partire per la traversata fino ad Alagna, fattibile in cinque giorni, con cui si attraversano sei diverse valli, tra foreste e alpeggi, fino a sfiorare Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa, per poi discendere in Val d’Otro. Un percorso affascinante ai piedi del Monte Rosa, il secondo massiccio più alto delle Alpi.

Gli amanti degli sport invernali potranno invece sciare sulla pista di fondo, lunga circa 7 chilometri, con vari livelli di difficoltà, pattinare sulla pista della località Tetto Minocco o passeggiare sui percorsi dedicati alle racchette da neve.

È anche possibile praticare il tennis sui campi gratuiti comunali.

Carcoforo è un vero gioiello delle nostre Alpi e merita sicuramente di essere visitato e vissuto, non solo come turisti, ma come parte integrante di un’antica comunità.

Foto cover e copertina M. C. Mastroleo (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Caratteristiche

  • Interesse paesaggistico e naturalistico
  • Interesse storico, artistico e culturale
  • Itinerari in bici
  • Itinerari in camper
  • Itinerari in moto
  • Montagna

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