
Dalla Langhe alle valli alpine: le paste piemontesi protagoniste della Giornata Mondiale della Pasta
Il Piemonte è un territorio di colline sinuose, borghi che sembrano fermarsi nel tempo e panorami da cartolina. Tra vigneti, castelli e montagne, si nascondono sapori autentici e antiche tradizioni culinarie. La pasta qui non è solo cibo, ma un racconto di mani esperte e ricette tramandate da generazioni: dai sottilissimi tajarin ai piccoli ravioli al plin, dalle delicate ravioles alpine alle rustiche croset del Monferrato, ogni piatto è un viaggio nei profumi e nei colori della regione.
Tajarin: i tagliolini dorati delle Langhe
I tajarin sono sottilissimi tagliolini all’uovo tipici delle Langhe e del Monferrato, preparati tradizionalmente con molti tuorli d’uovo rispetto alla farina, fino a 30-40 tuorli per chilo di farina, conferendo loro un colore giallo intenso e una consistenza morbida e setosa.
Questa pasta è un vero simbolo di eleganza e raffinatezza. La sfoglia viene tirata a mano fino a raggiungere una sottigliezza quasi trasparente, poi tagliata in fili sottili e cotti velocemente in acqua bollente. I tajarin si gustano al meglio con condimenti semplici che ne esaltano il gusto:
burro e salvia, ragù di carne, sughi a base di funghi o semplicemente con una grattata di tartufo bianco d’Alba.
Tradizionalmente, questa pasta era preparata in occasione di feste e ricorrenze, diventando un piatto celebrativo della cultura contadina piemontese. Oggi, degustarli in autunno o inverno, magari durante una gita tra i vigneti delle Langhe, è un’esperienza che unisce sapore e paesaggio.
Ravioli al Plin: piccoli scrigni di sapore
I ravioli al plin sono tra le paste più iconiche del Piemonte. Piccoli ravioli ripieni di carne brasata o arrosto, vengono chiusi a mano con il gesto del “pizzicotto” – in piemontese, plin – che ne caratterizza forma e dimensione. La preparazione richiede precisione e esperienza: la sfoglia deve essere sottile, ma abbastanza resistente da contenere il ripieno senza romperlo durante la cottura.
Questi ravioli raccontano la storia delle famiglie piemontesi, dove ogni casalinga aveva la propria ricetta segreta, spesso con carne avanzata dagli arrosti domenicali e aromi del giardino.
Vengono tradizionalmente serviti con burro fuso e salvia o sugo d’arrosto, ma in alcune zone si gusta anche la versione “al tovagliolo”, senza condimento, per apprezzare appieno il ripieno.
Durante le sagre paesane e le feste autunnali, è possibile assistere alla preparazione dei ravioli al plin, spesso ancora fatta a mano, ed è un’occasione unica per scoprire la tradizione gastronomica piemontese.
Le Ravioles della Val Varaita: un piatto che racconta la tradizione occitana
Le ravioles o raviolas sono una tipica preparazione gastronomica delle valli occitane della provincia di Cuneo, come la Val Varaita. Questi gnocchi affusolati, lunghi circa 4 centimetri e spessi quanto un dito, vengono preparati mescolando patate lesse, uova e toma locale grattugiata. Tradizionalmente, vengono serviti molto caldi con burro e grana grattugiato.
La forma caratteristica delle ravioles deriva dal termine dialettale “raviulè”, che significa “arrotolare”, descrivendo il movimento delle mani durante la preparazione. Questa pasta è spesso associata a occasioni speciali come matrimoni, battesimi e la quinquennale Baìo di Sampeyre, una storica rievocazione medievale.
Il formaggio tradizionalmente utilizzato per le ravioles è il toumin dal Mel, una toma a pasta molle prodotta nei comuni di Melle e Frassino. Questo formaggio ha una crosta bianca e un sapore delicato, perfetto per arricchire l’impasto delle ravioles.
Oltre alla versione classica con burro e grana, le ravioles possono essere condite con burro fuso, panna e pepe nero, offrendo una varietà di sapori che celebrano la ricchezza culinaria della Val Varaita.
Le croset piemontesi sono una pasta fresca all’uovo tipica della Valle Stura, in provincia di Cuneo, simile alle orecchiette e preparata interamente a mano. Il nome deriva dall’incavo che si forma premendo il pollice sull’impasto, chiamato in occitano “crousét”, una forma ideale per raccogliere il sugo.
La pasta viene realizzata impastando farina, uova e acqua, e modellando ogni croset singolarmente, seguendo la tradizione artigianale della valle. Le croset vengono solitamente condite con sughi semplici ma gustosi, come il classico sugo di porri e patate, preparato con porri di Cervere, patate, brodo di carne, olio extravergine d’oliva e timo, oppure con la ricca bagna grisa, a base di formaggio stagionato, panna e soffritto di cipolla e aglio, talvolta arricchita con un po’ di latte. Questi condimenti esaltano la forma particolare della pasta, permettendo di raccogliere al meglio il sapore e i profumi del territorio.
Scoprire la pasta piemontese durante una gita
Assaggiare queste paste tipiche significa immergersi nella cultura, nella storia e nei paesaggi del Piemonte. Ogni piatto racconta la storia di un borgo, di una famiglia e di un territorio.
Durante una gita fuori porta nelle Langhe, nel Monferrato o nelle valli alpine, è possibile scoprire mercati, sagre, osterie tradizionali e piccoli produttori artigianali dove queste specialità vengono preparate secondo ricette tramandate di generazione in generazione.
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