Vrù, un piccolo borgo sospeso nel tempo

Vrù è una piccolissima frazione del comune di Cantoira, raggiungibile con una tortuosa strada comunale di circa tre chilometri, a 1000 metri di altitudine e in cui risiedono solamente 9 abitanti.

Le case sono caratteristiche di questa zona di montagna, con muri a secco e tetti di lose, molto ravvicinate tra di loro e separate solo da strette vie lastricate chiamate “chintanes”.

Arrivando in paese, si potrebbe pensare che non ci sia molto da vedere, ma una volta superato l’arco di legno che ne indica l’accesso, si viene proiettati indietro nel tempo, in un’epoca ormai dimenticata fatta di antiche tradizioni e vecchi mestieri.

Vrù posto meraviglioso

📷 J. Abdeljebbar (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Una storia di abbandono e rinascita

La storia recente di Vrù è profondamente legata alle miniere di talco che vennero aperte tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo scorso. Infatti, dopo un periodo di estrema povertà che aveva spinto molti dei suoi abitanti ad emigrare, le miniere portarono un certo benessere nella frazione, che si espanse con nuove costruzioni e la realizzazione di una scuola per i bambini che, sempre più numerosi, vi risiedevano.

Purtroppo questa situazione non ebbe lunga vita: le due guerre mondiali spinsero la maggior parte degli abitanti a spostarsi nel capoluogo, dove c’erano maggiori servizi e opportunità di lavoro.

Nel 1979 le miniere vennero chiuse definitivamente e questo fu un duro colpo per la piccola frazione, che venne progressivamente abbandonata e divenne un borgo degradato e in rovina.

Negli ultimi anni però, è stata portata avanti un’importante opera di recupero e ristrutturazione, che ha permesso ad un piccolo gruppo di residenti di tornare ad abitare il borgo, facendolo letteralmente rifiorire. Sono state rispettate le caratteristiche peculiari di ogni costruzione, in modo da riportare l’intero paese all’aspetto originario, in un’atmosfera romantica e malinconica allo stesso tempo.

Cosa vedere a Vrù

Le meravigliose opere di Francesco Berta

Una volta arrivati a Vrù si viene immediatamente accolti dalle meravigliose opere sparse in paese. Si tratta di rappresentazioni della vita quotidiana degli abitanti, realizzate con materiali di recupero di ogni genere, e oggetti della vita quotidiana di inizio Novecento esposti un po’ ovunque sui muri esterni delle case. Inoltre, sulla porta d’ingresso di ogni casa, sono esposti dei cartelli corredati da fotografie che raccontano la storia dell’edificio e delle persone che lo hanno abitato, un modo originale per far conoscere la vita del borgo, tornando indietro nel tempo di più di un secolo.

Quest’opera di recupero è stata ispirata da Francesco Berta, soprannominato “Cichin”, che nacque e visse a Vrù fino a metà del secolo scorso. Egli lavorò come minatore nelle miniere, ma per tutta la vita coltivò la sua passione per la lavorazione del legno e della pietra, realizzando un magnifico presepe meccanico tuttora funzionante e alcune opere che ancora oggi abbelliscono la borgata. Il presepe è ospitato nei locali della vecchia scuola ed è costituito da una miriade di personaggi e modellini, scolpiti nel legno e rivestiti con gesso, stoffe di recupero e svariati altri materiali.

Ma Cichin non si limitò ad abbellire il paese e, appena fuori dall’abitato, realizzò in pietra locale due dettagliate riproduzioni della Mole Antonelliana e della Torre di Pisa che ancora oggi lasciano a bocca aperta molti visitatori che si avventurano tra queste montagne. Nei pressi delle riproduzioni, si possono ammirare due baite in pietra, che venivano utilizzate dai minatori come base d’appoggio quando si recavano al lavoro, un mulino tuttora funzionante, una postazione di partenza di una teleferica che serviva per il trasporto dei materiali negli alpeggi in quota e un modellino in scala della cima del Rocciamelone, perfetto in ogni minimo dettaglio.

Ritornando verso il paese, la via è disseminata di meravigliose riproduzioni in pietra e legno degli edifici e degli abitanti di inizio Novecento, un affascinante percorso tra storia, tradizione e cultura.

Per continuare a preservare questo luogo magico, a ottobre 2019 è nata, dalla volontà dei nipoti di Cichin,  l’Associazione culturale “Francesco Berta”, che si pone come obiettivo di promuovere il borgo con continue opere di ristrutturazione e iniziative culturali, volte a far conosce le bellezze di questi luoghi.

📷 L. Ruberto (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

La Chiesa Madonna della Neve, un luogo di devozione e memoria

Un altro luogo da non perdere a Vrù, è la settecentesca Chiesa della Madonna della Neve.

Il primo particolare che colpisce di questa cappella è la piccola cupola rialzata, detta lanterna, dalle cui otto finestre penetra all’interno la luce solare. La lanterna e il campanile sono coperte da piccole lose di forma circolare, anche questo un dettaglio insolito e particolare di questo edificio, che si può ritrovare solo in altre due chiese, a Bussoni e Rivotti.

La Chiesa ha una facciata molto semplice sormontata da un piccolo porticato ed è affiancata da un campanile alto 14 metri, ristrutturato l’ultima volta nel 1958. L’interno è costituito da un’unica navata e un’abside semicircolare sul fondo e vi si trovano diversi ex-voto a testimonianza della devozione degli abitanti della valle.

Il percorso ad anello da Vrù per Inversetti, tra miniere e panorami spettacolari

Si tratta di un’escursione abbastanza semplice, di circa 14 chilometri, che porta fino al Museo Archeologico Industriale Brunetta attraverso il cosiddetto “trekking delle miniere” fino a rientrare da Lities sul sentiero natura “Vi ‘d Miculà”. Lungo i sentieri sono presenti diversi pannelli illustrativi, posizionati dal CAI di Lanzo.

Il percorso inizia da Vrù, risalendo verso la borgata Rivirin, dove si possono ammirare le riproduzioni in pietra di Cichin e alcune testimonianze del passato minerario del paese. Risalendo per il Vallone di Brissout, si incontrano gli accessi alle cave di talco, la teleferica e i ruderi del dormitorio dei minatori. Poco dopo, si arriva alla miniera di talco Brunetta a 1539 metri d’altitudine, che è stata trasformata in museo visitabile solo su prenotazione.

Il sentiero continua verso la miniera “Ribassa” fino alla dorsale panoramica e all’alpeggio di Inversetti a 1846 metri di quota. Da qui si incomincia la discesa tra vari saliscendi fino a rientrare nel borgo di Vrù, passando per il santuario di San Domenico a 1772 metri e percorrendo lo storico sentiero “Vi ‘d Miculà”,  che un tempo veniva percorso giornalmente dagli scolari della frazione Lities per raggiungere la scuola elementare di Vrù.

Questa frazione è davvero un luogo affascinante per rivivere la storia di una parte del nostro Piemonte, che ormai sarebbe persa nel tempo se non si continuasse a preservarne la memoria. Un luogo d’arte, cultura e tradizioni assolutamente da non perdere.

Buongiorno Gruppo…
Stamattina vi mostro una bellissima escursione in alta quota verso la Ex Miniera di Talco…
Partenza dalla Frazione Vrù, nel comune di Cantoira in provincia di Torino, salendo fino a 1539 metri…per arrivare alla Miniera Brunetta…

📷 C. Pelorinto (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Immagine di copertina P. Rodani (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Caratteristiche

  • Interesse paesaggistico e naturalistico
  • Interesse storico, artistico e culturale
  • Itinerari a piedi
  • Montagna
Vrù 10070 TO