La Tomba di Mago Merlino in Valle Gesso tra mito, storia e leggenda

Per chi ancora non lo sapesse, al Pian del Valasco, in Valle Gesso, si può ammirare la Tomba di Mago Merlino. Non si tratta del famoso protagonista della saga arturiana, né tanto meno del celebre mago dalla lunga barba bianca amato dai bambini, ma di un personaggio probabilmente realmente esistito e vissuto in Valle Gesso, offrendo le proprie conoscenze in campo medico ed erboristico.

Ma andiamo per ordine e immergiamoci innanzitutto nel fantastico paesaggio di questa parte della Valle Gesso!

Il Pian del Valasco, un ambiente naturale da tutelare

Il Pian del Valasco si trova nel Parco delle Alpi Marittime ed è attualmente tutelato dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea per la sua conformazione naturale, fragile e unica nel suo genere.

Una delle tante ramificazioni del torrente Gesso, che scende tumultuoso dalle cime circostanti, rallenta proprio in corrispondenza di questo bellissimo pianoro, creando un’ampia torbiera punteggiata di ruscelli, meandri, piccoli corsi d’acqua, pozze e stagni, dove crescono alcune piante carnivore, che si alimentano con i moltissimi piccoli insetti che vivono e si riproducono nelle vicinanze.

In questo meraviglioso ambiente naturale, vive uno degli animali più particolari di tutto l’arco alpino, la Rana Temporaria, un piccolo anfibio di colore rosso, facilmente riconoscibile per una macchiolina nera posta proprio tra le tempie, ma si possono trovare anche tantissime farfalle, libellule, insetti acquatici, coleotteri e bisce d’acqua, tipici di questo ambiente umido d’alta quota.

Un territorio fragile e straordinario che, sin dai tempi più antichi, ha sempre attirato l’attenzione di studiosi, biologi, naturalisti ed entomologi per la varietà di specie animali e vegetali, e naturalmente anche di Mago Merlino.

📷 A. Gastaldo (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

La Tomba di Mago Merlino, un luogo magico e leggendario

Quando si raggiunge il Pian del Valasco si rimane incantati per la bellezza del paesaggio, incastonato tra le alte vette delle montagne circostanti. Un panorama da favola che lascia davvero senza fiato.

Appena raggiunto il pianoro, proprio a sinistra del sentiero, si viene accolti da un grande masso erratico, probabilmente trascinato a valle durante una delle ultime glaciazioni dalle poderose cime che superano tranquillamente i 3000 metri d’altitudine. Il grosso macigno sembra essere stato posato in quella strana posizione da una mano fatata per rendere ancora più suggestivo questo ambiente già di rara bellezza.

Quasi senza accorgersene, ci si trova proprio al cospetto della Tomba di Mago Merlino, così è stato denominato questo grande masso. Un luogo speciale che merita una piccola sosta e una fotografia ogni volta che si arriva al Pian del Valasco.

Il Merlino di cui si narra in Valle Gesso, come si è detto all’inizio, non ha nulla a che fare con i personaggi più o meno fantasiosi della saga di Re Artù o con i cartoni animati disneyani, anche se la sua storia potrebbe essere tranquillamente utilizzata come trama per un bellissimo racconto fiabesco.

La leggenda racconta che i pirati saraceni, durante le loro scorribande, avessero rapito un giovane ragazzo per portarlo nel lontano Oriente come prigioniero. Il giovane era dotato di un’intelligenza molto acuta e sviluppata e in breve tempo riuscì ad integrarsi nel nuovo ambiente, imparando l’arabo, le arti magiche e l’astrologia.

Le sue capacità e conoscenze vennero ben presto riconosciute ed apprezzate, tanto da fargli conquistare la libertà e la possibilità di ritornare in patria. Non appena gli fu possibile, iniziò ad applicare e divulgare ciò che aveva appreso in Oriente, accumulando fama e ricchezze, e soprattutto decise di farsi chiamare Merlino, ispirandosi a uno dei mitici personaggi dell’Orlando Furioso.

La sua popolarità si diffuse rapidamente e arrivò fino alla corte milanese di Galeazzo Sforza, un uomo volitivo e brutale, ma anche geniale in campo economico e artistico, e particolarmente magnanimo nei confronti degli uomini eruditi e di cultura classicheggiante.

Dopo un periodo in cui beneficiò della magnificenza della corte sforzesca, Merlino predisse a Galeazzo Sforza che sarebbe stato brutalmente assassinato nella Chiesa di Santo Spirito a Milano, e questo gli causò la perdita di tutti favori, la conseguente caduta in disgrazia e la necessità di lasciare il territorio lombardo, per evitare eventuali vendette e persecuzioni.

Venne accolto in Piemonte da Amedeo IX di Savoia, un uomo parco e austero, dedito più al soccorso dei bisognosi, che alla politica. Merlino si stabilì nelle valli cuneesi, lontano dalle atrocità della corte milanese, e decise di dedicarsi esclusivamente alla sua nuova compagna, alle sue arti e alla cura dei valligiani, che sin da subito gli dimostrarono la loro stima e riconoscenza.

Si narra che quando morì, gli abitanti della Valle Gesso vollero onorare la sua memoria, seppellendolo in una bara di profumatissimo abete all’imbocco del Pian del Valasco, proprio accanto al torrente Gesso e, come per i personaggi storici più importanti, ricoprirono la tomba con un masso così grande, che neppure un demone sarebbe riuscito a smuovere.

Se sia veramente esistito un mago di nome Merlino in Valle Gesso non è possibile accertarlo, nonostante i riferimenti storici abbastanza precisi. Molto probabilmente, la leggenda è scaturita dalla figura di un medico, studioso o erborista che intorno al XV secolo si è stabilito in queste valli e ha esercitato la sua arte a favore dei valligiani e degli abitanti delle zone circostanti. Non è neanche certo che questo personaggio sia stato sepolto proprio nel Pian del Valasco, ma la Tomba vuole essere un modo per perpetuare la memoria e la gratitudine della gente della valle nei confronti di questo guaritore.

Un castello da favola per un luogo magico e affascinante

Per completare l’atmosfera incantata che si respira in questa graziosa vallata, non poteva mancare un vero castello con le torri merlate.

Si tratta di una residenza di caccia, utilizzata da Vittorio Emanuele II, che amava in modo particolare la vita di montagna e le vallate cuneesi. Il re si dilettava volentieri nella caccia di diversi animali selvatici e il Pian del Valasco era il luogo ideale per organizzare battute al camoscio.

Per poterne rivendicare il diritto esclusivo, il sovrano acquistò l’intero pianoro dal Comune di Valdieri e vi fece costruire una comoda residenza di caccia dove intrattenersi in tutta tranquillità. Si decise di costruire la palazzina esattamente al centro del vallone,  per la straordinaria posizione panoramica e per proteggerla dalle frequenti valanghe invernali.

Il re e la sua corte soggiornarono diverse volte nella Real Casa, come documentato da numerose testimonianze, e alla caduta della monarchia la struttura venne utilizzata per qualche decennio come Centro di Formazione per il personale del Parco delle Alpi Marittime.

Successivamente, l’edificio è stato abbandonato, ma dopo un lungo e faticoso restauro è diventato un bellissimo rifugio alpino, dove poter soggiornare e riposare dopo la camminata verso il pianoro.

Il rifugio è aperto in maniera continuativa da inizio giugno a fine settembre, mentre da febbraio a maggio solo su richiesta.

Rifugio Valasco un trekking adatto a tutti😀

📷 G. Barrile (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Raggiungere il Pian del Valasco

Dalle Terme di Valdieri a 1368 metri di altitudine si può raggiungere il Rifugio Valasco, a 1764 metri, utilizzando un sentiero escursionistico abbastanza impegnativo, adatto a chi è allenato e abituato a camminare in montagna oppure una ex strada militare, decisamente più facile e agevole. Una volta raggiunto il pianoro, si può proseguire per alcuni itinerari a quote più alte come verso il Lago di Valcucca o i Laghi di Valscura.

Informazioni utili

Per informazioni sulle aperture e i servizi offerti dal Rifugio Valasco è possibile contattare direttamente il gestore:

  • Indirizzo: Via Monte Carbonet, 22 12011 Borgo San Dalmazzo (CN),
  • Telefono: +39 0171 1935229 (rifugio, VoIP, orario 8.30-10.30 e 15.00-18.00) oppure +39 347 0531456 (gestore, non raggiungibile in rifugio)
  • WhatsApp: al +39 353 4086027 (per prenotazioni)
  • Email: del rifugio info@rifugiovalasco.it
  • Sito internet: hwww.rifugiovalasco.it
Piana del Valasco, 12010, Valdieri CN