La Riserva Naturale Speciale della Bessa: una vera miniera d’oro di epoca romana in Piemonte

La Riserva Naturale Speciale della Bessa è stata istituita nel 1985 dalla Regione Piemonte per salvaguardare un territorio di circa 8 chilometri di lunghezza compreso tra i comuni biellesi di Borriana, Cerrione, Mongrando e Zubiena.

Si tratta di un altopiano, situato sul margine nord-orientale dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea, che venne sfruttato come miniera d’oro già in epoca pre-romana e successivamente durante il periodo repubblicano, come testimoniano gli scritti di Plinio Il Vecchio e Strabone. Infatti, nell’area della miniera sono state trovate numerose evidenze archeologiche databili tra il I e il II secolo a.C., ma anche di popolazioni che hanno frequentato questo territorio in periodi precedenti, le quali hanno lasciato incisioni rupestri sui massi erratici trasportati durante l’ultima glaciazione.

Il parco della Bessa in provincia di Biella, camminando tra 20 secoli di Storia… in foto nella zona tra Cerrione e Vermogno, immense pietraie dove gli antichi Romani estraevano l’oro…e tra la selva massi erratici enormi, venerati dai “Victimuli”, antico popolo di questi boschi che si fondono con quelli della “Serra morenica d’Ivrea”.

📷 S. Fossati (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

La formazione della Bessa

Il territorio della Bessa è costituito principalmente da due terrazzi: il Terrazzo superiore è ricoperto di ciottoli, mentre quello Inferiore da sabbie e ghiaie, residui del processo di lavaggio per l’estrazione del prezioso metallo.

Il giacimento aurifero si è formato principalmente grazie all’azione dei ghiacciai valdostani che hanno eroso i depositi morenici e contemporaneamente hanno trasportato a valle grandi massi erratici che ora costellano il territorio del Parco, ma soprattutto è opera dell’intervento umano che per secoli lo ha sfruttato per l’estrazione dell’oro.

Da alcuni ritrovamenti nella zona circostante del Parco, sembra che la superficie totale della miniera arrivasse fino a 12 chilometri quadrati e questo fa ritenere che si trattasse della miniera d’oro più importante dell’età repubblicana. Tuttora è oggetto di studio da parte del Consiglio Superiore della Ricerca Scientifica spagnolo, il quale, attraverso rilevi e ricerche, vuole migliorare la conoscenza delle miniere spagnole, sviluppatesi nella successiva età imperiale.

Alcuni cenni storici dalla preistoria a oggi

La presenza di incisioni a forma di coppella su numerosi massi erratici testimonia l’intensa frequentazione umana di questi luoghi già a partire dal V-IV secolo a.C., in particolare dei Salassi, una popolazione di origine celtica che anticamente si stabilì in gran parte del Canavese.

Questo territorio si trova infatti su un’importante via di comunicazione che già nel Neolitico collegava la Pianura Padana con la Valle del Rodano e l’attuale Svizzera attraverso il Passo del Gran San Bernardo.

Tra il 143 e il 140 a.C., in seguito a sanguinose battaglie, la Bessa cadde nelle mani di Appio Claudio e l’attività di estrazione venne affidata ai pubblicani, gli imprenditori dell’epoca. L’oro era di proprietà dello Stato e le attività legate alla sua estrazione venivano amministrate da un Procurator metallorum.

Plinio Il Vecchio cita una lex censoria che vietava l’utilizzo nelle miniere auree di più di 5000 lavoratori, ma probabilmente vi furono periodi in cui il loro numero fu notevolmente maggiore e l’apertura dei cantieri provocò certamente un massiccio trasferimento di popolazioni di etnia salassa verso l’area della Bessa, che attraverso il lavoro compensavano il tributo dovuto ai Romani per la loro sconfitta.

Inoltre, trattandosi di una zona di confine, la miniera doveva essere presidiata dall’esercito, per difenderla dagli attacchi delle popolazioni che abitavano le aree circostanti e che vennero totalmente sottomesse solo più tardi, sotto il governo di Augusto.

La fase di sfruttamento della Bessa, probabilmente della durata di un centinaio d’anni, ha coinciso con uno dei periodi più burrascosi nella storia repubblicana, infatti era da poco caduta la città di Cartagine e i Cimbri erano stati sconfitti, dopo aver cercato di invadere i territori vercellesi. Probabilmente l’oro della Bessa fu un’importante risorsa per finanziare i vari contendenti finché Cesare non prese il potere e pose fine alle contese.

Nel primo periodo Vercelli amministrò la miniera, ma nel 100 a.C. passò nelle mani di Eporedia, come testimonierebbero alcune lapidi e iscrizioni di età imperiale, certamente riconducibili a cittadini eporediesi, rinvenute nella frazione Riviera di Zubiena e a San Secondo di Salussola.

L’abbandono della miniera non interruppe le attività di ricerca dell’oro, che proseguì anche nei secoli successivi.  Ancora oggi sono molti i cercatori a livello amatoriale, che setacciano le sabbie trasportate dai torrenti per ricavare qualche preziosa pagliuzza.

Ai piedi dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea giace la ( Bessa) un immenso mare di ciotoli , ( leggere le locandine) accatastati come dune nel deserto, ricoperto di folta vegetazione, la Bessa deve la sua origine ad una antica attivita’ estrattiva finalizzata alla ricerca dell’oro, nel Torrente Elvo svoltasi tra il II e il I Sec. A.C. con l’impiego di numerose maestranze( circa 5000 uomini sotto il controllo dei Romani, Le pietre della Bessa, ( Localita’ stra’ dai lot Cerrione Biella Piemonte)

📷 G. Cassetta (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Visitare la Bessa è un viaggio nella storia

Il territorio della Bessa è morfologicamente complesso ed è consigliabile visitarla con l’ausilio di una guida che conosca in modo preciso e approfondito il dedalo di stradine e sentieri, spesso invasi dalla vegetazione. Inoltre, le molte zone ciottolose coperte da licheni possono risultare particolarmente insidiose e scivolose, soprattutto nelle prime ore del mattino o in periodi di notevole umidità. Malgrado queste difficoltà e disagi, visitare la Bessa sarà comunque sempre molto interessante, perché si tratta di un ambiente dalle caratteristiche naturalistiche e archeologiche uniche in Europa.

Alcuni itinerari sono percorribili in tutte le stagioni dell’anno, anche se il periodo tra novembre e marzo è sicuramente il migliore per apprezzare questo territorio, quando la natura è a riposo e si possono scorgere con più chiarezza tanti elementi che costituiscono il Parco.

Per la particolare conformazione della Bessa, si consiglia sempre un abbigliamento adatto ad un’escursione a bassa quota, per cui è preferibile indossare un buon paio di scarponcini, una giacca e dei pantaloni di cotone resistente per proteggersi dalla vegetazione e, nel periodo compreso tra  maggio e settembre, è necessario prestare sempre molta attenzione alle vipere che si riscaldano sui muri e sui cumuli di ciottoli.

Inoltre,  lungo i vari itinerari è vietato avvicinarsi e appoggiarsi ai muri a secco in ciottoli, perché estremamente fragili ed instabili, e camminare sulle incisioni rupestri o colorarle per renderle più visibili. Gli ulteriori consigli e le norme di comportamento da osservare durante la visita sono indicate sui cartelli informativi presenti nella sede del Parco di Cerrione e nel Centro Visita di Vermogno.

Da Vermogno, frazione di Zubiena, si possono percorrere tre itinerari: il primo è il Sentiero delle Incisioni Rupestri, dove si ha la maggiore concentrazione di incisioni rupestri, in particolare sul piccolo “masso degli allineamenti” e sull’enorme “Roch Malegn”, mentre gli altri due itinerari, il Sentiero dei Ciapéi Parfundà e il Sentiero di Riva del Ger, sono costellati di resti di villaggi abbandonati dopo la fine dello sfruttamento della miniera da parte dei Romani.

Partendo dalla sede del Parco a Cerrione si incontra invece il Sentiero della Fontana del Buchin, che percorre la parte meridionale della Bessa tra vasti cumuli di ciottoli e vegetazione spontanea. Nel 1997 in questa zona è stata rinvenuta un’antica stele, unica nel suo genere, con informazioni riguardanti il sistema di coltivazione nel giacimento aurifero.

La Bessa è uno dei gioielli del nostro Piemonte e merita assolutamente di essere visitata e conosciuta.

Informazioni utili per visitare la Bessa

La sede della Riserva Naturale Speciale la Bessa si trova in Via Crosa 1 13882 a Cerrione (Bi).

Per informazioni:

Cover e featured image Erik Trappers di Wikipedia in italiano

Caratteristiche

  • Escursionismo
  • Itinerari a piedi
  • Pianura

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Via Crosa, 1, 13882 Cerrione BI