Il Forte di Gavi, una delle fortezze più antiche del Piemonte

Il Forte di Gavi è una delle fortezze più antiche e suggestive del Piemonte, per la sua storia millenaria e le tante leggende che ancora oggi riempiono di mistero le sue antiche mura. La sua imponente struttura, più volte ampliata, ristrutturata e rimaneggiata, domina l’abitato di Gavi con le sue fortificazioni possenti e i bastioni che si ergono su strapiombi di roccia.

Si trova in una posizione particolarmente strategica e panoramica, che abbraccia buona parte delle colline del Monferrato, l’Appennino e le vette delle Alpi fino al confine con la Liguria. Un posto perfetto per difendere Genova da possibili attacchi provenienti dal Monferrato e dal Nord Europa. L’edificio è enorme e ospita al suo interno una cittadella praticamente autosufficiente, in cui potevano vivere più di 1000 uomini contemporaneamente. Oltre agli edifici utilizzati per scopi difensivi e strategici, erano presenti una chiesetta, molte celle per i prigionieri e gigantesche cisterne per la raccolta dell’acqua piovana.

Attualmente, la fortezza è visitabile solo parzialmente, perché sono ancora in corso lavori di restauro affidati alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte.

Gavi e la suo Forte (Al)

📷 N. Balestrero (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte) 

Più di mille anni di storia tra battaglie, guerre e vicende leggendarie

La fortezza è stata realizzata dai genovesi, inglobando le antiche strutture di un preesistente castello medievale, probabilmente d’origine romana, sull’antica Via Postumia, che collegava Genova all’entroterra ligure, al Piemonte e alla Lombardia.

L’origine del castello e del borgo di Gavi, come spesso accade in questi luoghi, è legata ad un’antica leggenda medievale di lotte, principesse e cavalieri. Si narra che la principessa Gavia, innamorata di un suo paggio, si sia rifugiata in questo luogo per fuggire da suo padre, il Re di Francia, il quale voleva imporle un facoltoso matrimonio con un suo potente alleato. Attraversando gli Appennini in pieno inverno, la principessa e il suo paggio sarebbero stati accolti dagli abitanti di un piccolo villaggio, i quali avrebbero loro offerto riparo tra le antiche mura di un avamposto romano. Alcuni giorni dopo, i soldati del Re di Francia riuscirono a scoprire il rifugio dei due giovani e cercarono di costringerli a tornare nel Paese natale, ma gli abitanti del borgo offrirono ai militari il loro vino squisito, affinché lasciassero libera la principessa. Inoltre, decisero di chiamare il loro paese Gavi, in onore della bella fuggitiva. Ma solo l’intervento di Amalasunta, figlia di Teodorico, riuscì a convincere i soldati a liberare Gavia, la quale venne nominata signora e feudataria di tutto il territorio circostante. In questo modo, Gavia, il suo paggio e Amalasunta riuscirono a scacciare i soldati, costruendo una nuova vita nel piccolo borgo di Gavi.

Al di là della leggenda, il primo documento ufficiale che testimonia l’esistenza del castello di Gavi risale al 973. Presumibilmente, la roccaforte aveva una pianta trapezoidale, sovrastata da due torri e circondata da mura impenetrabili per le armi utilizzate all’epoca.

Nel 1191, il castello, il borgo e i territorio circostanti vennero donati da Enrico VI di Svevia, figlio di Federico Barbarossa, alla Repubblica di Genova. Il dominio genovese durò fino al 1418, quando subentrarono i Visconti, i Fregoso e infine i Guasco, antica famiglia alessandrina, i quali amministrarono questi possedimenti per più di un secolo, finché non li vendettero nuovamente ai genovesi. La Repubblica di Genova fu costretta a rinunciare al Forte di Gavi solo quando venne sopraffatta dalle truppe napoleoniche che occuparono la zona compresa tra il Piemonte e la Liguria.

Nel corso dei secoli, le fortificazioni del castello vennero sempre più irrobustite, in modo continuo e costante, fino al 1625, quando l’assedio degli eserciti francese e sabaudo riuscì ad espugnare la fortezza e a far comprendere che la struttura non era più abbastanza resistente per contenere gli attacchi con armi da fuoco moderne ed efficienti. Pertanto, i rettori della Repubblica di Genova incaricarono il  frate Vincenzo Maculani, detto il Fiorenzuola, di intensificare l’apparato difensivo del Forte con nuovi bastioni e cinte murare equipaggiate con potenti cannoniere. Nella parte più bassa, vennero costruite le camerate per i soldati, le cucine, le cisterne per l’acqua, le numerose celle per i prigionieri e un deposito per gli esplosivi.

Tra la fine del Seicento e il Settecento venne costruita un’ulteriore fortificazione sul vicino Monte Moro, e l’ultima battaglia di cui fu teatro il territorio di Gavi, fu in periodo napoleonico,  quando rimase l’unico caposaldo francese in Italia a non capitolare agli austro-russi prima della vittoria di Napoleone a Marengo, il 14 giugno 1800. Con il Congresso di Vienna del 1815, il Forte di Gavi venne attribuito al Regno di Sardegna, il cui governo lo disarmò nel 1859 per trasformarlo in un penitenziario. Durante le due Guerre Mondiali venne utilizzato come campo di prigionia.

Nel 1946 il Forte di Gavi divenne di proprietà demaniale e venne affidato alla Soprintendenza dei Beni Culturali e Architettonici del Piemonte, che dal 1978 si occupa delle opere di restauro, in collaborazione con alcuni volontari locali.

Attualmente, sono visitabili i cortili interni ed esterni, le torri di guardia, le celle dei prigionieri, i magazzini e le aree esterne dotate di ponti levatoi. Sono anche state allestite sale didattiche, dove è possibile ammirare reperti bellici, cimeli e tavole descrittive sulla storia del Forte, mentre il nucleo centrale è ancora in ristrutturazione.

Alla scoperta delle bellezze piemontesi,oggi siamo stati al Forte di Gavi (Al). Una visita molto interessante,accompagnati da una guida simpatica e preparata. Per accedere al Forte occorre prenotare la propria visita telefonando al numero 0143-643554, tenendo presente che si entra in gruppi formati da 8 persone.

📷 B. Tealdo (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Una fuga rocambolesca

Durante la Seconda Guerra mondiale, nel Forte di Gavi vennero imprigionati molti soldati alleati, in particolare ufficiali inglesi, catturati durante i conflitti in Nord Africa. Il Forte era considerata una delle prigioni più sicure, da cui era praticamente impossibile fuggire, per la sua posizione e le sue strutture particolarmente imponenti e robuste, e perciò venivano qui rinchiusi i prigionieri che avevano già tentato di fuggire in precedenza.

Quest’idea venne però ben presto smentita, quando il 21 aprile 1943, il maggiore Jack Pringle e alcuni suoi uomini riuscirono a evadere dal carcere, utilizzando un condotto che portava a una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana situata proprio al di sotto di una delle celle. I soldati riuscirono a scavare fino a raggiungere la cisterna e il tetto del corpo di guardia. Durante gli scavi, per coprire i rumori, gli ufficiali suonavano alcuni strumenti musicali in alcuni momenti della giornata, e per la fuga scelsero una notte particolarmente nebbiosa e piovosa, in cui le guardie avrebbero sicuramente allentato i controlli. Aspettarono finché le condizioni metereologiche non furono propizie e i fuggitivi misero in atto il loro piano, compiendo un salto di oltre dieci metri. Purtroppo, tra tutti i prigionieri, solo Pringle riuscì effettivamente a far perdere le sue tracce fino ad arrivare al confine svizzero.

L’ufficiale inglese ha raccontato questa sua avventura nel libro “Colditz last stop”, tradotta per le parti relative a Gavi da Susan Thomas, guida volontaria degli Amici del Forte.

Ciao a tutti, ieri per noi visita al forte di Gavi, visita guidata di un’ora con una guida eccezionale a cui ci siamo dimenticati di chiedere il nome purtroppo.
Costo visita 5 euro per gli adulti (la nostra bimba di 3 anni gratis) e ingresso gratuito anche per chi, come noi, ha abbonamento musei
Davvero interessante, da vedere!

📷 E. Clò (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)

Una visita al Forte di Gavi è un tuffo nella storia antica e più recente del nostro Piemonte, dove riscoprire le origini storiche profonde, ammirando la grandiosa magnificenza delle sue architetture che hanno attraversato più di un millennio.

Informazioni utili per visitare il Forte di Gavi

Il Forte di Gavi è visitabile tutto l’anno: dalle 8.30 alle 16.30, da ottobre a marzo, mentre da aprile a settembre è possibile accedere dalle 8.30 alle 16.30 nei giorni feriali e dalle 9.30 alle 17.30 nei festivi. I giorni di apertura possono variare, ma è possibile verificarli attraverso la tabella del Polo Museale del Piemonte.

Sono previste visite guidate in gruppi di massimo 35 persone con partenza in diversi orari della giornata. La prenotazione è obbligatoria, scrivendo a  drm-pie.gavi@beniculturali.it oppure telefonando al numero 0143 643554

Biglietti

  • Intero 5,00 Euro
  • Ridotto 2,00 Euro per i ragazzi dai 18 ai 25 anni
  • Gratuito per: minori di 18 anni, docenti delle scuole italiane pubbliche e private paritarie con presentazione della certificazione del proprio stato di docente, studenti delle facoltà di Architettura, Lettere e Filosofia, titolari dell’Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card, personale Ministero della Cultura, membri ICOM, giornalisti muniti di tessera professionale, persone con disabilità e relativi accompagnatori.

Al momento, il pagamento dei biglietti d’ingresso può essere effettuato solo in contanti.

Dal 6 agosto 2021 è obbligatorio possedere il Green Pass per l’ingresso al Forte e alle aree museali.

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