Chivasso è uno dei centri abitati più estesi e popolosi dell’Area Metropolitana di Torino, con oltre 26.000 abitanti e una superficie che supera i 50 chilometri quadrati. 

È la città di riferimento del Chivassese, un’area che comprende 24 comuni e geograficamente fa parte del territorio del Canavese, anche se per quasi quattro secoli, tra il XII e il XVI secolo, è stata la Capitale del Marchesato del Monferrato, prima che questo titolo venisse acquisito da Casale Monferrato nel 1435.

L’origine del toponimo non è certa, anche se alcuni studiosi e documenti storici lo farebbero risalire al termine tardo-latino Clavasium, formato da “clivus”, ovvero “collina” a cui venne aggiunto il suffisso “aceus” per indicare un “luogo che fronteggia una collina”. 

Per la sua particolare posizione geografica, Chivasso è da sempre un crocevia importante per il collegamento tra la Pianura Padana e la parte più settentrionale del Piemonte.

Infatti, sin dall’epoca romana da qui passava la Via Gallica, che congiungeva Grado a Torino, e in tempi più recenti il territorio è attraversato dal tratto autostradale Torino-Milano, da diverse strade statali e provinciali e soprattutto dalla ferrovia che collega la Valle d’Aosta con altri importanti centri urbani come Torino e Milano. 

Oltre a ciò, a partire da Chivasso si dirama il Canale Cavour, realizzato sul corso del Po intorno alla metà dell’Ottocento per volere del Conte Camillo Benso di Cavour, per irrigare le risaie fino al Ticino.

Questo capolavoro d’ingegneria è ancora oggi una delle opere idrauliche più imponenti e interessanti d’Italia.

Chivasso, città storica dalle origini antichissime

Come in molte altre aree piemontesi, le popolazioni celtiche dei Salassi e del Galli Cisalpini occuparono il territorio di Chivasso sin dai tempi più remoti, finché i Romani non conquistarono il territorio a ridosso delle Alpi, creando colonie e insediamenti militari. Inizialmente, la colonia romana, istituita nell’area di Chivasso, ricopriva la funzione di accampamento militare e stazione di posta per le truppe che percorrevano la Via Gallica. 

Solo dal 1164 si iniziarono ad avere notizie certe e documentate di un villaggio di pescatori fluviali, nato nei pressi della Chiesa di San Pietro e controllato dalla nobile famiglia degli Aleramici, i quali approfittarono della posizione strategica del borgo per imporre il proprio dominio sulle vie di comunicazione verso la Pianura Padana e i valichi alpini. A questo scopo, venne edificato un maestoso castello, dotato di torri d’avvistamento e mura difensive, di cui oggi rimane solo una torre nei pressi del Duomo di Chivasso.

Il Marchesato del Monferrato offrì a Chivasso l’opportunità di crescere molto dal punto di vista economico e sociale, e nel 1307 venne istituita una zecca, all’interno della quale venivano coniate preziose monete d’oro e d’argento. Inoltre, venne edificata la Collegiata di Santa Maria Assunta, le mura vennero rinforzate con sistemi di costruzione innovativi e si scavarono due fossi profondi che arrivavano fino al torrente Orco e circondavano la città di corsi d’acqua artificiali per la bonifica e l’irrigazione dei terreni.

Inoltre, a Chivasso venne concessa la facoltà di tenere fiere e mercati, oltre che di sviluppare attività artigianali e culturali, come tipografie e botteghe di artisti e pittori, tra cui spiccano Giovan Martino Spanzotti e Defendente Ferrari, che operarono in quest’area sin dai primi anni del Cinquecento.

Purtroppo, dopo un periodo di prosperità, nella prima parte del XVI secolo Chivasso fu oggetto di saccheggi e venne colpita da pestilenze ed eventi bellici, tra cui l’occupazione francese nel 1536, che distrusse tutti i borghi che si trovavano al di fuori delle mura della città. 

Le truppe transalpine abbandonarono il territorio chivassese solo dopo la pace di Cateau-Cambresis nel 1559 e il centro abitato passò sotto il controllo dei Savoia, guadagnando così il titolo di “città” e di Contessa di Castelrosso.

Durante i secoli seguenti, Chivasso continuò ad essere cruciale e strategica per il Regno Sabaudo, che ricompensò i cittadini, esonerandoli dal versamento delle tasse, beatificando il frate francescano Angelo Carletti, il quale nel Quattrocento aveva messo a punto un prontuario per i confessori e ancora oggi venerato come Patrono della città, e includendo parte del territorio nel grande Parco de La Mandria, che favorì la nascita di numerosi allevamenti equini.

Durante il periodo napoleonico, Chivasso tornò sotto il controllo dei francesi, i quali abbatterono le antiche fortificazioni per far posto a una nuova organizzazione del tessuto urbano con viali più ampi e meravigliosi palazzi storici.

Solo dopo il Congresso di Vienna, che riportò i Savoia sul trono, Chivasso tornò sotto il dominio sabaudo e si confermò come importante nodo di comunicazione con la costruzione della ferrovia e del Canale Cavour. La città si sviluppò enormemente dal punto di vista commerciale ed economico con la nascita del Mercato del Bestiame e di numerosi alberghi e locande.

La Prima Guerra Mondiale ebbe un effetto devastante sulla città di Chivasso e causò una grave crisi economica, ma nel periodo tra le due guerre la città sembrò rifiorire per poi ricadere nella devastazione durante il Secondo Conflitto Mondiale e le lotte partigiane, con bombardamenti e decine di morti. 

Il 19 dicembre 1943 nelle sale di Palazzo Tesio, nel corso di un convegno clandestino tra diversi rappresentanti della Resistenza, venne firmata la Carta di Chivasso, un importante documento tuttora alla base del federalismo europeo.

Nel Secondo Dopoguerra, la rinascita economica travolse Chivasso con nuove energie e opportunità, e una crescita demografica impressionante in pochissimi anni. Il nuovo stabilimento Lancia portò lavoro e prosperità in molte famiglie e la sua chiusura nel 1993 inflisse un duro colpo all’economia locale, che venne ulteriormente aggravato dai danni provocati dall’alluvione del 1994.

Oggi, Chivasso è una città dinamica e la sua economia è viva, grazie alle attività legate al settore terziario, commerciale e turistico, nonché sui suoi prodotti tradizionali come i “Nocciolini” e sulla ricca offerta culturale.

Cosa vedere a Chivasso

L’abitato di Chivasso è molto esteso e comprende nove borghi, di cui quattro all’interno dell’antica cinta muraria, fatta costruire dagli Aleramici, e cinque all’esterno, a cui se ne sono aggiunti altri più periferici, che si sono sviluppati in prevalenza nella seconda metà del Novecento, grazie allo sviluppo economico della città.

L’edificio di maggiore interesse del centro storico è sicuramente il Duomo o Collegiata di Santa Maria Assunta, che si affaccia sulla centralissima Piazza Repubblica. Si tratta di una costruzione realizzata a partire dai primi anni del XV secolo e caratterizzata da una bellissima facciata ricca di fregi e decorazioni. All’interno, il Duomo conserva un impianto architettonico molto variegato che va dal gotico allo stile neoclassico.

La Torre Ottagonale, a poca distanza dal Duomo, è invece ciò che rimane dell’antico castello, fatto costruire nel XII secolo da Guglielmo IV degli Aleramici. Attualmente, la poderosa Torre raggiunge i 20 metri d’altezza ed è rivestita con blocchi di pietra calcarea, mentre la sua struttura interna è completamente in laterizio. Gli ultimi restauri hanno leggermente modificato il suo aspetto con la costruzione di un tetto, allo scopo di proteggere l’intero edificio dal tempo e dalle intemperie.

Palazzo Einaudi è un edificio davvero particolare e, probabilmente, la sua struttura originaria risale al 1600 quando venne costruito per scopi militari. All’interno del timpano, che decora la facciata, campeggia l’originale Orologio del Tempo Nuovo, installato durante l’occupazione francese. È un esempio molto raro di una diversa misurazione del tempo in 10 ore, anziché 12, e il meccanismo prevede che le lancette compiano un solo giro nell’arco delle 24 ore e non due come accade normalmente.

Di sicuro interesse sono anche Palazzo Santa Chiara, un antico convento trasformato in una prestigiosa galleria d’arte con opere di artisti contemporanei, e Palazzo Tesio dalla facciata in classico stile barocco piemontese, al cui interno venne firmata la “Carta di Chivasso” nel 1943.

Il Teatrino Civico è un vero gioiello architettonico del XVIII secolo, che recentemente ha subito un lungo e minuzioso restauro, riportando alla luce raffinati ornamenti nelle tenui sfumature del blu, del bianco e dell’oro. Oggi, questo importante luogo d’arte e cultura è tornato ad ospitare eventi culturali e spettacoli di grande interesse e livello artistico.

Dopo un interessante tour tra le bellezze di Chivasso, i portici medievali del centro storico sono la degna conclusione di un tour tra le bellezze di Chivasso per rilassarsi e assaporare le gustose specialità locali o fare qualche acquisto nelle numerose attività commerciali e artigianali presenti nel centro della città.

Cosa fare a Chivasso: eventi, manifestazioni e prodotti tipici locali

Chivasso è una tra le città più dinamiche e vivaci dal punto di vista della promozione del territorio attraverso eventi e manifestazioni, che ne valorizzano la storia, la cultura e l’enogastronomia.

Dopo la riapertura, il Teatrino Civico è diventato il fulcro culturale della città con stagioni teatrali di grande interesse per ogni tipologia di pubblico. Inoltre, è sede di un importante Concorso di Teatro Internazionale con opere di altissimo livello artistico. Si tengono anche concerti ed eventi musicali, come Chivasso Musica e appuntamenti artistici e culturali con incontri e laboratori letterari per tutte le età.

Il Carnevalone di Chivasso è sicuramente una delle manifestazioni tradizionali più sentite, non solo dai chivassesi. Le sue origini sono molto antiche e ogni anno la città accoglie tantissimi visitatori da tutte le parti d’Italia, che si recano a Chivasso per ammirare i grandi carri allegorici e le rievocazioni storiche, oltre che per partecipare a numerosi eventi collaterali, mostre d’arte e iniziative turistiche di promozione del territorio.

La Festa dei Nocciolini si tiene nel mese di settembre e ogni anno accoglie moltissimi appassionati di Nocciolini, un dolce a base di Nocciole Piemontesi IGP dal profumo inebriante. La Festa è anche un’occasione per conoscere gli aspetti storici, culturali e artistici della città.

La festa patronale, dedicata al Beato Angelo Carletti, si svolge l’ultimo mercoledì di agosto con un grande mercato nelle vie del centro storico, una fiera agricola e una serata gastronomica con le migliori specialità della cucina tradizionale piemontese.

Infine, non mancano gli eventi fuori città, che coinvolgono le borgate e le frazioni di Chivasso dalla primavera all’autunno con feste popolari, proposte enogastronomiche di qualità eccellente e momenti di svago e divertimento per adulti e bambini.

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