Balme: tra paesaggi incantevoli, Stambecchi e tradizioni antiche
Balme, il comune più alto delle Valli di Lanzo e ultimo della Valle d’Ala, è considerato la culla dell’alpinismo piemontese e un rinomato luogo di villeggiatura storica. É formato da otto frazioni e fa parte dell’Unione dei Comuni Montani delle Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone.
Questo piccolo paesino di montagna è famoso per la presenza di numerose sorgenti d’acqua di ottima qualità e per il bellissimo panorama del Pian della Mussa, incorniciato dalle maestose cime delle Alpi Graie.
Il toponimo Balme deriverebbe dal termine celtico balma con cui ancora oggi si indicano le grotte o i ripari alpini e prealpini, creati da massi erratici che, cadendo, creano una specie di tetto. Il più importante, chiamato in dialetto La Barma, si trova appena sotto il centro storico del borgo e, in passato, veniva utilizzato per il ricovero degli animali, del foraggio o della lettiera, o come rifugio d’emergenza in caso di maltempo.
Breve storia di Balme: dalla preistoria a oggi
Le origini di Balme risalgono a tempi antichissimi, quando quest’area era abitata da popolazioni prima celtiche e poi romane. Situata lungo un importante passaggio tra la Pianura Padana e le valli alpine, Balme ha sempre rivestito un ruolo strategico nei commerci e nelle comunicazioni tra le vallate circostanti.
Fino al XVII secolo il borgo era parte del territorio di Ala di Stura, ma nel 1610 ottenne l’autonomia amministrativa grazie a Giovanni Castagneri Linch, il quale si era stabilito nell’alta valle, dove aveva terminato la costruzione della casaforte del Ruciàs.
Nel Medioevo, il borgo conobbe un periodo di crescita e sviluppo, favoriti dalla sua posizione strategica, dalla presenza di miniere, dai rapporti commerciali con il regno sabaudo e soprattutto dal contrabbando.
Durante il XIX secolo, con l’avvento dell’industrializzazione, Balme visse un periodo di prosperità, legato all’estrazione del ferro e alla produzione di carbone. Le miniere e le fonderie divennero fonti di lavoro per molti abitanti del borgo, portando una nuova fase di ricchezza.
Nel corso del Novecento e con il progressivo declino dell’attività mineraria, Balme si trasformò sempre più in un centro turistico e di villeggiatura, soprattutto grazie all’incantevole paesaggio montano e alle sue tradizioni, che iniziarono ad attrarre turisti e visitatori, dando nuova vita all’economia locale.
Oggi, Balme continua a essere una delle località turistiche più apprezzate delle Valli di Lanzo per la bellezza della natura e le antiche tradizioni, tenute vive da una comunità che ha saputo preservare il suo patrimonio culturale e ambientale nel corso del tempo.
Cosa vedere a Balme?
Balme è un borgo davvero incantevole, circondato da un ambiente naturale molto suggestivo e affascinante che lo rendono la destinazione perfetta per una vacanza in montagna.
Chiesa parrocchiale della SS. Trinità
L’attuale chiesa parrocchiale della SS. Trinità venne consacrata nel 1775, in sostituzione di una chiesa più antica, che sorgeva più a monte. Venne edificata per volere dell’arcivescovo Francesco Luserna Rorengo di Rorà in stile barocco, tipico di molte chiese dell’area piemontese di quell’epoca, e al suo interno sono conservati due preziosi altari e alcune tele risalenti al XVII e XVIII secolo.
Sopra al portone d’ingresso si può ammirare lo stemma dell’arcivescovo Luserna e in cima al campanile si trova una pietra proveniente dalla precedente chiesa parrocchiale su cui si può ancora leggere la data del 1619.
La casaforte del Ruciàs
Posta proprio sopra l’abitato di Balme, la casaforte del Ruciàs è un’enorme struttura difensiva, caratterizzata da un unico ingresso molto stretto e da un complesso sistema di scaloni, corridoi, locali utilizzati come abitazioni e stalle, passaggi sotterranei e cantine scavate nella roccia.
In passato, la casaforte ospitava un gigantesco granaio e permetteva di raggiungere un forno e un lavatoio comune, una fontana e una cappella, senza mai uscire all’aperto, un grande vantaggio soprattutto in occasione delle grandi nevicate invernali.
Ecomuseo delle Guide Alpine
L’Ecomuseo delle guide alpine di Balme celebra la figura di Antonio Castagneri, una delle prime e più forti guide italiane, morto sul Monte Bianco nel 1890. Il piccolo, ma interessante, museo racconta la nascita della pratica dell’alpinismo nella nostra regione e lo sviluppo di Balme come località turistica, a partire dalla sua fondazione fino alla trasformazione dei contrabbandieri in guide alpine nel corso del XIX secolo.
Tra le esposizioni, foto d’epoca e attrezzature alpinistiche documentano l’evoluzione di questa tradizione, insieme alla storia degli insediamenti locali e dell’economia agro-pastorale e mineraria. Una sezione è dedicata al tributo di sangue dei montanari nelle guerre, e il museo si completa con percorsi autoguidati nel paese, che esplorano la storia e l’architettura locale.
Museo del Gipeto
Il Museo del Gipeto di Balme, situato nell’edificio di fronte al municipio, racconta la storia e il ritorno di questo maestoso avvoltoio barbuto (Gypaetus barbatus) nelle Valli di Lanzo. Soprannominato ingiustamente “avvoltoio degli agnelli” e scomparso per oltre un secolo a causa di una caccia spietata, il gipeto è il più grande uccello europeo, con un’apertura alare di tre metri, superando persino l’aquila reale. Questo necrofago si nutre prevalentemente di carcasse e ossa, svolgendo un ruolo fondamentale nell’ecosistema montano.
Grazie a un progetto internazionale di reintroduzione, il gipeto è tornato a solcare i cieli delle Alpi Graie, attraversando con il suo possente volo territori di caccia che possono estendersi fino a 300 chilometri quadrati. Il museo, curato dall’“Associazione Naturalistica Le Gru”, offre ai visitatori un’esperienza affascinante per scoprire i segreti di questo straordinario rapace e il suo ruolo cruciale nella conservazione ambientale. Un luogo imperdibile per appassionati di natura e curiosi esploratori.
La Cappella della Sindone
La casa, che un tempo era utilizzata come cappella, è ritenuta la più antica del paese. Al suo interno sono conservate interessanti tracce di affreschi e si ritiene che abbia ospitato la Sindone nel 1535, durante il suo trasferimento da Chambéry a Torino.
La Cascata della Gorgia
Proprio al centro del paese, il torrente Stura crea un grandioso salto di alcune decine di metri. Questa bellissima cascata, chiamata La Gorgia, ovvero “la gola”, è attraversata da un ponte e, non appena si inizia a salire lungo il sentiero, si incontrano un antico mulino e alcune costruzioni usate in passato per refrigerare il latte.
Poco più a valle è ancora visibile una ghiacciaia, che veniva utilizzata per conservare il ghiaccio invernale fino all’anno successivo, mentre alla base del salto della cascata è ancora funzionante una piccola centrale elettrica inaugurata nel 1909.
Pasquiss A. (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)
Pian della Mussa
Il grande pianoro dalla forma allungata è sicuramente uno dei luoghi di maggiore interesse naturalistico delle Valli di Lanzo, oltre ad essere una classica meta di escursioni e passeggiate.
La grande pianura è attraversata dal torrente Stura e si estende per alcuni chilometri fino a raggiungere quota 1850 metri, dove si trova il Rifugio Città di Ciriè.
In passato, il Pian della Mussa era completamente ricoperto da un ghiacciaio, che si è trasformato in un lago per poi essere colmato da materiali alluvionali.
Tutto attorno, si può ammirare uno splendido anfiteatro di cime alpine, che superano i 3600 metri d’altitudine, da cui scendono numerosi torrenti che vanno a confluire nella Stura e che, in inverno, si prosciugano o si trasformano in meravigliose cascate di ghiaccio.
In primavera e in estate è molto facile osservare branchi di stambecchi sulle pendici più basse del piano, da cui partono diversi itinerari di trekking di vari livelli di difficoltà, tra cui quello che conduce al Rifugio Bartolomeo Gastaldi, a 2659 metri di quota.
Alberto B. (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)
Sentiero degli Stambecchi
Il Sentiero degli Stambecchi di Balme offre uno spettacolo naturale unico, che ogni anno si rinnova in primavera, quando gli stambecchi delle Alpi Graie scendono a valle per leccare il sale accumulato sulle strade durante l’inverno. Questi animali maestosi, prevalentemente maschi, sfruttano il sale per integrare la loro alimentazione, attirando l’attenzione di appassionati di natura e fotografia.
Il percorso ha inizio dal pianoro nei pressi degli stabilimenti che imbottigliano l’acqua del Pian della Mussa, vicino al cimitero del paese. Gli stambecchi, che si contano in circa 1300 esemplari in questa area delle Valli di Lanzo, sono ormai abituati alla presenza dell’uomo, ma è comunque fondamentale rispettare il loro spazio e prestare attenzione, soprattutto agli automobilisti, per non disturbarli.
In questo periodo, gli animali iniziano la muta del loro folto mantello invernale, sostituendolo con quello estivo, più leggero e adatto ai climi caldi. Percorrendo il sentiero, non è raro osservare queste creature da vicino, soprattutto nei pressi del paravalanghe, dove il sale fuoriuscito dal cemento rappresenta un’ulteriore attrattiva per loro. Questo itinerario, che combina il fascino della fauna selvatica con l’incantevole paesaggio alpino, è una meta imperdibile per gli amanti della natura.
Mario Alesina (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)
Cosa fare a Balme?
A Balme si possono fare davvero moltissime attività e esperienze, che permettono di godere e vivere appieno la bellezza di questa bellissima località montana.
Meravigliosi sentieri escursionistici e percorsi di orienteering si snodano attraverso boschi, prati alpini e panorami mozzafiato. Dai sentieri più facili e adatti a tutta la famiglia, ai percorsi più impegnativi, perfetti per gli amanti dell’avventura, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Agli appassionati di arrampicata, Balme offre diverse opportunità per scalare falesie e pareti rocciose a tutti i livelli di esperienza, dalle più semplici a quelle più impegnative. Si possono anche percorrere numerosi sentieri in bicicletta o in mountain bike, ideali per scoprire i meravigliosi panorami delle Valli di Lanzo.
A Balme, in inverno, le attività all’aria aperta sono tante. La “Sciovia Pakinò” offre l’opportunità di imparare lo sci alpino in un ambiente tranquillo e panoramico, con attrezzature a noleggio e lezioni con maestri qualificati. Per gli appassionati di pattinaggio, c’è una pista su ghiaccio naturale situata in un suggestivo angolo del paese. Gli amanti dello sci di fondo possono percorrere la “Pista Roìti” fino al Pian della Mussa, un’area innevata da novembre ad aprile, con circa 20 km di piste adatte a ogni livello. Balme è anche il luogo dove lo sci in Italia ha avuto le sue origini, rendendolo una meta ideale per gli sport invernali.
I prodotti tipici di Balme
Balme, cultura e tradizioni
Balme è davvero una destinazione ideale per coloro che desiderano immergersi nella bellezza della natura e scoprire le tradizioni del Piemonte. Balme offre un perfetto equilibrio tra relax, sport e tradizioni, per soddisfare ogni tipo di viaggiatore.
Sei stato a Balme? Condividi la tua esperienza sui nostri canali social e regala le tue emozioni più belle alla nostra grande community! Ti aspettiamo su Gite Fuori Porta in Piemonte!
Foto di copertina Alberto B. (Dal Gruppo Facebook Gite fuori porta in Piemonte)