Quando novembre volge al termine e l’aria comincia a profumare di legna, fumo e prime luci di Natale, a Saluzzo succede qualcosa di speciale. La città si prepara a vivere uno degli appuntamenti più identitari del suo calendario: la Fiera di Sant’Andrea, una tradizione che intreccia agricoltura, comunità e festa, trasformando l’ultimo fine settimana del mese in un rituale collettivo.

Da secoli, Sant’Andrea segna simbolicamente la chiusura dell’anno agricolo, un passaggio di consegne tra la stagione appena conclusa e quella che verrà. E ogni volta, Saluzzo risponde nello stesso modo: riunendosi, celebrando la terra, condividendo cibo, musica, lavoro, memoria.

Il 2025 porta con sé un’edizione particolarmente ricca, fatta di conferme, radici profonde e belle novità. Ed è impossibile non lasciarsi coinvolgere.

La “Festa delle Feste”: la polentata che unisce la città

Venerdì 28 novembre – Il Quartiere, ore 20

La magia inizia già la sera precedente, con l’anticipata e attesissima “Festa delle Feste”. Una cena popolare che non è solo un appuntamento gastronomico, ma un vero rito comunitario: si cucina insieme, si mangia insieme, si ride insieme.

La tavolata del Quartiere ospita la grande polentata, preparata secondo tradizione e servita con salsiccia e formaggi, preceduta da tre antipasti e chiusa dal dolce della casa. Il tutto a un prezzo volutamente popolare:
18 euro, ridotti a 13 per i bambini sotto i 12 anni.

Un menù semplice, contadino, autentico.
Un menù che racconta cosa significa “essere comunità”.

Merito delle frazioni saluzzesi e del Municipio di Castellar, che come ogni anno garantiscono presenza, mani, tempo e entusiasmo. Senza di loro, la Fiera non sarebbe la Fiera.

Dopo cena, la festa continua con musica e convivialità, in una serata che sembra sospesa nel tempo, tra il calore della tradizione e la voglia di stare insieme.



La Fiera agricola al Foro Boario: il cuore antico della manifestazione

Sabato 29 novembre – dalle 8 alle 13, Foro Boario

Il sabato mattina, con le prime luci fredde dell’alba, Saluzzo si rimette in moto.
Il Foro Boario torna a riempirsi di macchinari agricoli, utensileria, piante e professionalità che raccontano la storia e l’identità del territorio.

Questa è la Fiera “vera”, quella che da generazioni mette in dialogo agricoltori, produttori e cittadini.

Un momento di confronto sulla stagione trascorsa, l’occasione per chiudere trattative iniziate in settembre alla Mostra della Meccanica di San Chiaffredo, e soprattutto un luogo dove tradizione e progresso camminano fianco a fianco: tra innovazione, nuove macchine intelligenti, saperi contadini e sfide del mercato globale.

La novità 2025: l’esposizione dei piccoli animali autoctoni

Quest’anno la Fiera si arricchisce della collaborazione con ARAAVI – Associazione Razze Avicunicole Autoctone Piemontesi, che porta in scena una selezione di razze storiche del territorio:

  • Gallina Bianca di Carmagnola

  • Gallina Bionda di Carmagnola

  • Grigio di Carmagnola

Un’occasione rara per conoscere da vicino queste specie preziose, simbolo di biodiversità piemontese.



Il pomeriggio che accende il Natale

Sabato 29 novembre – dalle ore 16.30

La festa si sposta nel centro cittadino.
Saluzzo inizia a vestirsi di Natale, accompagnata dalla musica coinvolgente della Prismabanda Street Band, che invade vie e piazze con brani natalizi e ritmi colorati.

Alle 17.30, nel rialzo di Piazza Garibaldi, arriva il momento più atteso:
l’accensione del grande albero di Natale, un simbolo che riunisce famiglie, bambini e curiosi, trasformando la piazza in un mare di luci.

La serata si chiude con un’emozionante spettacolo pirotecnico alle 19.45, a cura di PiroG Pirotecnica: un recupero atteso, dopo lo stop forzato di settembre, che regalerà al cielo di Saluzzo un’esplosione di colori.



I “pocio”: il frutto simbolo della Fiera

Non si può parlare di Sant’Andrea senza citare i “pocio”, le nespole tipiche del Saluzzese. Frutti antichi, che maturano lentamente al caldo della paglia e che hanno ispirato il celebre modo di dire “stago da pocio”, un invito al riposo, alla calma, al tepore domestico.

I pocio rappresentano perfettamente lo spirito della Fiera: lentezza, tradizione, radici, casa.


Perché la Fiera di Sant’Andrea merita una gita fuori porta

Perché è autentica, profondamente piemontese, concreta.
Perché qui il Natale non arriva come un evento commerciale, ma come una festa costruita insieme, che nasce dalla terra e dalla comunità.
Perché è una delle poche manifestazioni che unisce davvero passato e presente, agricoltura e innovazione, folklore e musica.

Ma soprattutto, perché a Saluzzo la tradizione non è nostalgia: è un modo di ritrovarsi.
Ogni anno, ogni novembre, ogni Sant’Andrea.

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