
Polenta concia piemontese: ricetta tradizionale, storia e dove gustarla in Piemonte
Quando il freddo dell’autunno inizia a farsi sentire, i piatti della tradizione ritornano protagonisti nelle cucine e nelle tavole piemontesi. Tra questi, la Polenta concia è un vero comfort-food: semplice nelle origini, generosa nel gusto. Farina di mais, acqua, burro fuso e formaggio che si scioglie in una polenta morbida… ecco come nasce un piatto che racconta storie di montagna, lavoro contadino e convivialità.
Se anche tu vuoi portare a tavola la polenta concia nel modo più autentico, sei nel posto giusto: in questo articolo troverai origini e curiosità, la ricetta tradizionale piemontese passo-passo, qualche variante, e anche consigli su dove gustarla in Piemonte.
Origini e significato della polenta concia
La polenta è da sempre un alimento simbolo del nord Italia, ma la variante “concia” racconta qualcosa in più: il termine “concia” (o “cunscia”, “uncia”, “conscià” nelle varianti dialettali) deriva dall’idea di conciare, ossia arricchire la semplice polenta con burro e formaggio.
Secondo alcune fonti, la sua diffusione in Piemonte – e in particolare nelle zone montane, collinari e delle valli – era legata al bisogno di un piatto calorico, che potesse dare energia alle famiglie che lavoravano nei campi o in montagna.
Inoltre, la farina di mais – ingrediente principe – si impose in queste zone già dal ‘700 grazie alla sua resa e adattabilità.
La ricetta tradizionale piemontese
Ecco come preparare una polenta concia secondo la tradizione piemontese (versione classica) — puoi includere nel sito anche una sezione ricetta con immagini per migliorare l’esperienza utente e il tempo di permanenza.
Ingredienti (per 4 persone, indicativi)
350 g di farina di mais (tipo fioretto o bramata)
Circa 1 litro d’acqua (o più a seconda della consistenza)
Sale q.b.
100-150 g di burro (meglio se di montagna)
300-350 g di formaggio che fonda bene (toma piemontese, fontina, ecc)
Pepe macinato al momento (opzionale)
Procedimento
Porta a bollore l’acqua salata in una pentola a fondo spesso.
Versa la farina di mais a pioggia, mescolando con un cucchiaio di legno o un bastone da polenta, lavorando per evitare grumi.
Cuoci a fuoco lento, continuando a mescolare, fino ad ottenere una consistenza densa e cremosa (45-70 minuti a seconda della macinatura).
Poco prima del termine, aggiungi il formaggio tagliato a dadini o a fettine, e mescola bene finché non si sarà fuso uniformemente nella polenta.
Versa il burro fuso sopra la polenta e, se vuoi, una spolverata di pepe. Servi subito ben calda.
Varianti e abbinamenti
In alcune zone piemontesi si utilizza la “toma di Condove” per una versione robusta della polenta concia.
Puoi accompagnarla con carne arrosto, brasato, stufato o semplicemente con verdure grigliate: la polenta concia è perfetta come piatto unico.
Avanzata? Tagliata a fette, può essere rosolata o fritta il giorno dopo per una deliziosa reinterpretazione.
Dove mangiarla in Piemonte
La polenta concia è particolarmente diffusa nelle zone montane e collinari del Piemonte, dove la tradizione contadina l’ha resa un piatto quotidiano. Tra le aree più tipiche:
Il Biellese, con le sue valli alpine, dove la polenta concia è protagonista di rifugi e trattorie tipiche. Qui si celebra anche il Festival Ben Cüncià, organizzato da ATL Biella è un’occasione imperdibile per assaggiare le versioni più autentiche del piatto.
Le Langhe e il Monferrato, zone collinari famose per il tartufo e i vini, dove la polenta concia accompagna spesso arrosti e piatti di carne.
Il Canavese e le valli del Torinese, dove il piatto si gusta nelle sagre autunnali e nei ristoranti di montagna, portando in tavola il gusto genuino della tradizione.
Le valli cuneesi, dove formaggi locali e burro di qualità esaltano la cremosità della polenta.
Queste aree rappresentano il cuore della tradizione della polenta concia piemontese, sia a casa che nei ristoranti e rifugi di montagna, offrendo esperienze culinarie autentiche.
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