
Le anime dannate dell’Abbazia di Lucedio e del cimitero della Darola
Tra mito, storia e misteri
Nel cuore delle risaie vercellesi, dove storia, mito e folklore si intrecciano profondamente, si celano racconti affascinanti e misteriosi, come quello delle anime dannate di Lucedio e del cimitero abbandonato della Darola.
Queste figure piene di sofferenza e mistero emergono da un passato intriso di leggende, superstizioni e antiche credenze popolari. Racconti di uomini, donne e demoni si fondono con la spiritualità più tradizionale, creando un’atmosfera carica di emozioni e fascino ancestrale.
In questo articolo, ti porteremo a scoprire l’origine di queste storie, il contesto culturale che le ha generate e l’eredità che continuano a lasciare nelle tradizioni del nostro territorio.
Lucedio: L’Abbazia e le sue storie di satanismi e maledizioni
L’antica Abbazia cistercense di Lucedio venne fondata nel 1123 da un gruppo di monaci provenienti dalla Borgogna. Nel corso dei secoli, Lucedio, il cui nome farebbe riferimento non solo a Luce, ma anche a Lucifero, è stato un importante punto di riferimento per la comunità locale, a cui offriva assistenza spirituale e materiale.
I racconti popolari narrano che proprio Lucifero fosse una presenza costante tra le mura dell’Abbazia, tanto che alcune streghe, che si radunavano nel vicino cimitero della Darola, spesso lo richiamavano dagli Inferi per sedurre i giovani novizi e alcuni monaci dei conventi limitrofi.
Nella vicina chiesetta della Madonna delle Vigne sarebbe anche conservato il cosiddetto “Spartito del Diavolo”. Su un antico affresco, raffigurante un organo, sarebbe stato riportato uno spartito che, se suonato al contrario, avrebbe il potere di evocare il Demonio, mentre se eseguito normalmente lo intrappolerebbe nelle segrete dell’Abbazia di Lucedio.
Tutte queste dicerie furono la scintilla che innescò una serie di avvenimenti legati all’occultismo e al satanismo, che portarono alla chiusura definitiva del monastero e alla sua rovina. È probabile che le accuse di torture e magia nera non fossero del tutto vere, ma solamente un pretesto per mettere fine a una comunità monastica che era diventata troppo ricca e potente.
Oggi, il Principato di Lucedio continua a essere un luogo di grande interesse per gli appassionati di pratiche occulte, attratti non solo dalla sua bellezza architettonica, ma anche dalle sue storie misteriose e affascinanti.
Il complesso di Lucedio è aperto al pubblico per eventi culturali e visite guidate, durante le quali, oltre a raccontarne la storia, vengono fornite informazioni sulla coltivazione del riso, seminato e lavorato per la prima volta in Italia proprio nei pressi dell’Abbazia.
Il Cimitero abbandonato della Darola: tra presenze demoniache e spiriti inquieti
Poco distante da Lucedio, si trova il piccolo cimitero abbandonato della Darola: un luogo caratterizzato da un’atmosfera inquietante e oscura, ma anche da una profonda malinconia e tristezza.
Situato in un angolo piuttosto remoto e poco frequentato, questo antico camposanto è stato testimone di un passato che continua a suscitare curiosità e timore sia tra i visitatori sia tra gli abitanti del luogo, tra presenze demoniache e anime dannate, che avvolgono questo luogo con un velo di mistero e ambiguità.
Il cimitero di Darola è stato il luogo di sepoltura all’incirca fino agli anni Sessanta del secolo scorso, quando questo territorio subì un forte spopolamento e molte delle salme furono spostate in cimiteri più grandi o in città.
Le lapidi, alcune ormai consumate dal tempo e ricoperte di vegetazione, raccontano storie di vite vissute e di eventi che hanno segnato profondamente la vita della comunità, come quella delle due sorelle gemelle, morte prematuramente, e del loro padre che, distrutto dal dolore, volle ricordarle con parole davvero strazianti.
Negli anni, il cimitero della Darola ha subito l’abbandono e il degrado, diventando un luogo dimenticato e questa condizione ha contribuito a creare un’aura di mistero attorno a esso, alimentando leggende e racconti di presenze inquietanti, note soprattutto ai cultori dell’occulto e dello spiritismo.
Sembra infatti che, già nel XVII e XVIII secolo, qui si praticassero riti satanici, a cui partecipavano sia ragazze del posto sia suore e monaci dei conventi vicini, tra cui quello di Lucedio, oltre a diverse persone dei paesi circostanti.
Secondo la tradizione popolare, il cimitero della Darola è tuttora abitato da presenze demoniache e anime dannate, e si narra spesso di avvistamenti di figure spettrali e di strani fenomeni che si verificano in diversi periodi dell’anno. Molti sostengono di aver sentito voci sussurranti e di aver visto luci misteriose tra le tombe, creando un’atmosfera carica di tensione e inquietudine.
In realtà, oggi, il cimitero della Darola versa in uno stato di completo degrado e negli ultimi tempi è stato depredato dai vandali che, anziché avvicinarsi con il dovuto rispetto, lo hanno saccheggiato, lasciando ben poco da visitare, se non pochi resti e l’antica chiesetta in stile gotico.
Lucedio e Darola: un patrimonio da scoprire
Il fascino di Lucedio e Darola risiede proprio nella loro capacità di mescolare storia e mito. Questi luoghi, pur essendo legati a realtà dolorose e misteriose, sono il simbolo di una cultura ricca e complessa, che non andrebbe dimenticata.
Le storie legate all’Abbazia di Lucedio e al Cimitero abbandonato della Darola sono un esempio perfetto di come la storia e il mito possano intrecciarsi, creando un racconto affascinante che attraversa il tempo.
Visitare questi luoghi significa non solo scoprire un pezzo della cultura piemontese, ma anche riflettere su come le storie del passato possano ancora parlare a noi oggi. Una gita nelle campagne vercellesi alla scoperta dei misteri di Lucedio e della Darola è una vera immersione in un universo ricco di emozioni e significati tutti da scoprire.
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