Quando il Cappone diventa protagonista: sulle tavole dei piemontesi, tra tradizione natalizia e fiere.

Dicembre in Piemonte ha un profumo unico: non quello delle luminarie o dei mercatini patinati, ma un misto di brodo fumante, cortili antichi e capponi che si pavoneggiano in fiera. Qui il Natale non è solo regali e addobbi, è soprattutto un rito gastronomico che mette al centro il cappone, simbolo di eccellenza e ospitalità.

Il cappone a Natale in Piemonte non è una moda vintage: è una tradizione che resiste da secoli, soprattutto nelle aree meridionali della regione, dove si concentrano gli ultimi allevatori e le fiere più radicate. Qui, la carne tenera e saporita del cappone diventa il protagonista di bolliti, brodi, arrosti e ripieni, portando in tavola storia, sapore e convivialità.


Un viaggio nella tradizione Piemontese

Il cappone non è un pollo qualsiasi. È un gallo giovane castrato secondo metodi tradizionali, allevato lentamente con cereali e foraggi, che arriva a pesare 3-4 kg. La sua carne, morbida e saporita, è perfetta per i tajarin in brodo, gli agnolotti del plin o per un arrosto da grande occasione.

Storicamente, il cappone era un dono prezioso già al tempo napoleonico, simbolo di ricchezza e ospitalità. La sua preparazione richiede tempo e cura: nelle case piemontesi, spesso le donne si occupano della castrazione chirurgica, del taglio di cresta e bargigli, e di tutto ciò che serve per renderlo pronto al consumo festivo.

La tradizione si celebra anche nelle fiere, veri templi del gusto e della memoria contadina, dove esposizioni, mercati e degustazioni mantengono viva la cultura del cappone e supportano gli allevatori locali.

Perché se Babbo Natale porta i regali, qui è il cappone ad anticipare le feste, con un rito antico che popola piazze di borghi, mercati e cuori affamati.

Il cappone piemontese non è un pollo qualunque: è un’antica arte, un protagonista alla pari del Barolo e, per molti, il vero eroe del pranzo natalizio.



San Damiano d’Asti – Fiera Storica del Cappone Nostrano (14–15 dicembre)

Nel cuore dell’Astigiano, San Damiano celebra uno dei suoi orgogli locali: il cappone della razza “Bionda di San Damiano”. Non è semplicemente un pollo castrato (anche se a volte potrebbe sembrare il fratello gnocco di uno di quegli zii ingombranti alle feste), ma un simbolo di tradizione, pazienza e sapore autentico.

La piazza si anima con esposizioni dei migliori esemplari allevati “come una volta”, premiazioni, chiacchiere da cortile e assaggi che fanno venir voglia di prenotare già la cena di Natale. Qui il cappone profuma di storia e di brodo fatto con le ossa giuste.

Morozzo – Fiera Nazionale del Cappone (14–15 dicembre)

Se il cappone fosse una rockstar, Morozzo sarebbe il suo palco principale. Dal 14 al 15 dicembre la cittadina cuneese ospita una delle fiere più attese del Piemonte: la Fiera Nazionale del Cappone di Morozzo, evento di spicco per buongustai e nostalgici delle tradizioni.

Il cappone qui è Presidio Slow Food dal 1999, allevato con attenzione e pacatezza, con carne tenera e gusto definito (sì, più di quanto dica “tenero e succulento” chiunque descriva un arrosto).

Piazze animate, mercati alimentari e non, degustazioni e confronti tra allevatori, artigiani e visitatori fanno di questa fiera un’esperienza da cartolina enogastronomica piemontese.



Moretta – FierCappone: 464° Edizione di Tradizione Inossidabile (13–15 dicembre)

Se Morozzo è il rockstar, Moretta è il nonno saggio della festa. Qui la Fiera del Cappone, tradizionalmente chiamata FierCappone, taglia il traguardo della 464ª edizione: un numero che fa sorridere solo a pensarci (e che fa dire “qui si fa sul serio”).

Tre giorni di mercato, convegni, animazione, mercatini natalizi, serate musicali e la celebre cena dei maglioni natalizi per riscaldare gli animi prima del grande pranzo. Moretta non si limita a celebrare il cappone: lo circonda di un vero palcoscenico festaiolo.

Racconigi – Fiera di Santa Lucia (18 dicembre)

Chi pensa che il cappone sia solo un protagonista di grandi mercati, non ha ancora visto la Fiera di Santa Lucia a Racconigi, dove il Real Cappone del posto conquista il palco a colpi di esibizioni e bancarelle natalizie.

Questo evento, legato alle celebrazioni di Santa Lucia, riporta in piazza le radici più antiche: capponi esposti, mercati, premiazioni e degustazioni, il tutto accompagnato da una sana atmosfera festiva e popolana che sa di Piemonte vero.



La cucina tradizionale: come si gusta il Cappone

Bollito: La preparazione classica, carne tenera servita con salse come il bagnet verde.
Brodo: Perfetto per primi piatti come tajarin o agnolotti del plin.
Arrosto/Ripieno: Variante più elaborata per i pranzi di festa.



Perché il Piemonte ama tanto il Cappone?

È semplice: il cappone è la quintessenza del Natale piemontese. Cresciuto con calma, nutrito con cereali e mais, e allevato nel rispetto dei tempi lunghi, questo volatile è diventato più di un semplice piatto: è una festa, una tradizione, una scusa per ritrovarsi, chiacchierare e, soprattutto, sedersi a tavola con chi si ama (o si sopporta volentieri).

E mentre fuori si accendono le luci natalizie, il Piemonte riscalda i suoi cuori e le sue piazze col profumo del cappone arrosto e del brodo che bolle lentamente.


In sintesi: gli appuntamenti imperdibili (dicembre 2025)

📍 13–15 dicembre – FierCappone di Moretta (CN) – 464ª edizione
📍 14–15 dicembre – Fiera del Cappone di San Damiano d’Asti (AT)
📍 14–15 dicembre – Fiera Nazionale del Cappone di Morozzo (CN)
📍 18 dicembre – Fiera di Santa Lucia con protagonista il Real Cappone di Racconigi (CN)

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