
I 10 cibi che fanno ufficialmente arrabbiare i piemontesi
(Guida semiseria per evitare sguardi torinesi di disapprovazione)
I piemontesi sono famosi per due cose: la cucina stellare e la capacità di alzare un sopracciglio con la potenza di un laser.
Per questo abbiamo raccolto i 10 piatti che i turisti scambiano per piemontesi, scatenando smorfie, mugugni e un coro di “ma questo NO!”.
1. Il “risotto piemontese”… fatto con la panna
In Piemonte si usa il Carnaroli, non la panna.
Reazione media del locale: “Ma l’hai visto un piemontese usare la panna, te?”
2. La bagna cauda “light”
Un controsenso cosmico.
Aglio? Quasi niente. Acciughe? Tre. Olio? Di semi.
Reazione: “Light? Ma allora mangia un’insalata e basta.”
3. Il brasato al vino sbagliato
Per qualche misterioso motivo, ogni anno centinaia di turisti pensano che il brasato si faccia col… Chianti.
Reazione locale: silenzio lungo 4 secondi, poi espirazione lenta.
4. Il gianduiotto industriale spacciato per tipico
Sì, è di Torino. No, quello che trovi accanto alla cassa dell’autogrill non lo rappresenta.
Reazione: “Questo? Ma dai…”
5. Il “Barolo Spritz”
Esiste. E fa male solo a leggerlo.
Reazione: “Chi l’ha inventato merita una multa.”
6. Il tiramisù “cuneese”
Qualsiasi dolce con cacao e panna, per alcuni turisti, diventa magicamente “tipico di Cuneo”.
Reazione: “Mah, magari di tuo cugino…”
7. Gli agnolotti quadrati… enormi
La versione XL è molto amata dai turisti, ma in Piemonte sono piccoli, precisi, composti.
Reazione: “Questo è un raviolo che ha fatto palestra.”
8. La polenta con sughi improbabili
Polenta al curry, al pesto, alla carbonara.
Reazione: “Abbiamo già abbastanza problemi, grazie.”
9. La fassona ben cotta
Orrore gastronomico di altissimo livello.
Reazione: “Ben cotta? Allora prendi altro, fai prima.”
10. Il “bicerìn rivisitato”
Ogni inverno spunta un bar che propone un “Bicerìn 2.0”: con latte di soia, zucchero di cocco, cacao criollo e, ovviamente, senza la stratificazione.
Reazione: “Ma quello non è un Bicerìn, è un caffè che ha perso la dignità.”
Perché i piemontesi si arrabbiano?
Non è snobismo (ok, un pochino).
È orgoglio territoriale, amore per la tradizione, e soprattutto la convinzione profonda che le cose vadano fatte come si deve.
E poi, diciamolo: se un piatto è buono, non c’è bisogno di reinventarlo ogni tre mesi.
Se vuoi conquistare un piemontese, evita panna nei risotti, rispetta i vini rossi nobili e non usare il termine “tipico” a caso.
Se invece vuoi vederlo arrabbiarsi… beh, prova a chiedere un Barolo Spritz. Ma noi ti abbiamo avvisato!