
Mike Bongiorno: a 100 anni dalla nascita il Re della TV torna a Torino
Se fosse ancora tra noi, quest’anno, Mike Bongiorno avrebbe spento ben cento candeline e sicuramente avrebbe festeggiato al grido di “Allegria!”.
Nonostante siano già passati quindici anni dalla sua scomparsa, il mitico Super Mike rimane una delle figure più straordinarie della televisione italiana e ancora oggi molti conduttori si ispirano a lui e ripropongono i suoi intramontabili quiz in chiave più moderna e attuale, ma sempre con lo stesso spirito e la stessa atmosfera giocosa e divertente.
L’eredità di Mike continua a vivere nei cuori di milioni di italiani, ma anche nelle strade di Torino, la città che lo ha visto iniziare il suo straordinario percorso televisivo e con cui ha sempre mantenuto un legame speciale, anche quando la sua carriera lo ha portato a vivere e a lavorare altrove.
In questo articolo, vogliamo farvi ritrovare i luoghi simbolo che hanno segnato la sua vita e il suo successo, ma anche raccontare il ritorno simbolico di Mike Bongiorno in città, grazie alla fiction attualmente in fase di riprese, con cui la RAI vuole celebrare il centenario dalla nascita.
La Torino di Mike Bongiorno: dove ha abitato, studiato e vissuto il Re dei Quiz
Mike Bongiorno nacque a New York il 26 maggio 1924. La madre, Enrica Carello, era originaria di Torino, mentre il padre, Philip Bongiorno, era un noto avvocato italo-statunitense, figlio di emigranti siciliani.
Entrambi i genitori provenivano da famiglie piuttosto benestanti, ma in seguito alla loro separazione e alla crisi del 1929, il piccolo Mike si trasferì a Torino con la madre, andando a vivere a casa degli zii materni in Via Marenco e, successivamente, in Via Marconi. In città frequentò le scuole elementari e medie, il ginnasio e i licei classici Alfieri e Rosmini.
Sin dai primi anni della sua vita, Mike Bongiorno manifestò un carattere molto estroverso e la volontà di diventare giornalista sportivo, anche per poter seguire da vicino la Juventus, la sua squadra del cuore, che non smise mai di sostenere anche quando si spostò in altre parti d’Italia.
Ben presto, iniziò a lavorare a “La Stampa”, ma fu costretto a lasciare il lavoro e gli studi a causa della Seconda Guerra Mondiale. Pur di non finire al fronte, si rifugiò sulle Alpi e diventò una staffetta partigiana sul confine svizzero.
Nel 1944, mentre si trovava a Cravegna, venne catturato dalla Gestapo e portato davanti al plotone d’esecuzione, ma riuscì a salvarsi, grazie al ritrovamento del suo passaporto statunitense. Fu rinchiuso per sette mesi nel carcere di San Vittore a Milano e qui conobbe Indro Montanelli, con cui nacque un’amicizia che durò per tutta la vita.
Dopo il periodo di detenzione a San Vittore, Mike Bongiorno venne condotto in diversi campi di concentramento e fu liberato solo nel 1945, a pochi mesi dalla fine del conflitto, per uno scambio di prigionieri di guerra tra Stati Uniti e Germania.
Per qualche anno, tornò a New York e riprese il suo lavoro di giornalista con incarichi importanti, ma quando Vittorio Veltroni gli propose di tornare in Italia con un contratto di collaborazione per il Radiogiornale, non ci pensò due volte e traslocò nuovamente a Torino, dove nel frattempo stava nascendo l’odierna RAI.
Affascinato dalla radio e dalla televisione, Mike iniziò a presentare diversi programmi radiofonici, tra cui uno dei primi quiz, Il motivo in maschera, andato in onda tra il 1954 e il 1955, ma soprattutto fu il primo a inaugurare le emissioni televisive ufficiali, con il programma Arrivi e partenze, in cui intervistava VIP e personaggi famosi in arrivo o in partenza dall’aeroporto di Roma.
Infatti, fu proprio negli studi di via Verdi che Mike condusse le sue prime trasmissioni di successo, contribuendo alla crescita della televisione pubblica italiana. Tra le più memorabili vi è sicuramente il popolarissimo “Lascia o Raddoppia?”, il quiz show che cambiò per sempre il panorama televisivo nazionale.
Il Centro di Produzione Rai di Torino, allora all’avanguardia per la tecnologia e la produzione televisiva, divenne il teatro delle sue prime grandi imprese, consolidando Mike come il volto simbolo della nuova era televisiva del Dopoguerra. Da quel momento, ebbe inizio una delle carriere più straordinarie nella storia dello spettacolo in Italia, che terminò solo nel 2009, ad una settimana esatta dalla morte del mitico conduttore.
Dopo che nel 2011 la sua salma fu trafugata dal cimitero di Dagnente, in provincia del Verbano Cusio Ossola, e ritrovata dopo quasi un anno sulle sponde del fontanile Saretta, nella periferia del Comune di Vittuone in provincia di Milano, la famiglia decise di cremare il suo corpo nel Cimitero Monumentale di Torino e di spargere le sue ceneri sulla cima del Cervino, uno dei luoghi che Mike amava di più in assoluto.
Sebbene dopo gli anni della giovinezza, Mike non sia più tornato a vivere stabilmente a Torino, il legame con il nostro capoluogo è rimasto sempre molto forte e ogni volta che ne aveva la possibilità tornava volentieri in città e nei luoghi che lo avevano visto crescere e diventare un grande professionista.
La fiction su Mike Bongiorno: il suo ritorno a Torino
A 100 anni dalla sua nascita, Mike Bongiorno torna simbolicamente a Torino grazie a una nuova fiction che andrà in onda nei prossimi mesi. I produttori e il regista della miniserie hanno scelto proprio Torino come set principale in omaggio all’affetto che il presentatore ha sempre mostrato nei confronti della città.
L’obiettivo della fiction, con cui la RAI vuole celebrare anche i 70 anni dalla prima trasmissione televisiva, è raccontare gli aspetti più privati e meno conosciuti della vita di Mike Bongiorno, a partire dai momenti più difficili della prigionia e della guerra fino ai suoi più grandi successi professionali e personali.
I vari set televisivi sono stati allestiti in alcuni dei luoghi più emblematici di Torino, tra cui Piazza San Carlo, Via Roma, che fa da sfondo a diverse scene ambientate negli anni ’50 e ’60, la Gran Madre e, naturalmente, gli Studi Rai di Via Verdi, dove sono state ricreate le atmosfere dei primi programmi televisivi di Mike Bongiorno.
Se hai avuto modo di partecipare alle riprese della fiction o conservi ricordi legati alla sua presenza a Torino, condividile sui canali social di Gite Fuori Porta in Piemonte e rendi omaggio insieme a noi all’indimenticabile Mike Bongiorno!
Diritti immagine di copertina: Di OLYCOM – Laura Rio, La Ciuffini: “Che emozione, però mancava il mio Mike”, su ilgiornale.it, 16 febbraio 2016., Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=6400321



